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Tutti i manga in biblioteca


 

AUTORI | Hideshi Hino

Nei manga di Hideshi Hino (nato in Manciuria nel 1946), pubblicati negli anni Settanta e Ottanta, recentemente ristampati e riscoperti in Italia, nell'alveo del genere horror si intersecano una serie di suggestioni a cavallo tra occidente e oriente tra riflessioni politico-sociali e paure ataviche. Sono horror fisici, splatter, disturbanti, espliciti, con la semplicità e il rigore della favola nera, a metà tra folklore e cinema di genere. Si ritrovano suggestioni da altri mangaka giapponesi che potrebbero avere ispirato Hino, come Kazuo Umezu, Osamu Tezuka e Yoshiharu Tsuge. Un gusto per l'esplicito e lo shoccante, con risvolti di analisi sociale che evocano certo cinema di genere exploitation, il body horror ma anche mondo degli Yokai, espressioni magico-mostruose della mitologia giapponese, passando per il gotico europeo che dai "padri" Ottocenteschi è arrivato fino a noi in decine di declinazioni e linguaggi, dalla letteratura al cinema, dai fumetti al teatro.

Il racconto per stereotipi diventa allegoria, metafora sociale, critica al tempo presente, alle sue contraddizioni e alienazioni, come nel tremendo Banchetto di sangue. Ne La donna delle nevi e altri racconti, invece, l'autore si confronta con la tradizione e la mitologia giapponese. In questo caso, la scoperta per il lettore occidentale, è quella di un mondo tradizionale estremamente lontano da quello europeo di riferimento. Le atmosfere rarefatte, i finali aperti, spesso l'assenza di un anelito moralista e pedagogico, l’apertura al mistero e alla contemplazione tipiche anche del teatro No o degli haiku.

La forza di Hino, del suo disegno caricaturale, essenziale e carico di neri, è la stessa del racconto di genere che affonda le proprie radici negli archetipi di ogni civiltà e in cui ognuno proietta i fantasmi del proprio inconscio e del proprio bagaglio culturale, come avviene nell'emblematico racconto Il barattolo di Ray Bradbury: "Era una di quelle cose conservate in un gran barattolo di vetro, che si vedono in un qualche baraccone di un parco dei divertimenti, alla periferia di una piccola città sonnacchiosa. Una di quelle cose pallide che galleggiano a mezz'acqua in un plasma alcolico, in cui girano lente, sognanti con gli occhi aperti e morti che ti fissano e non ti vedono..." 


 

OPERE | Solanin

Solanin è un manga seinen scritto ed illustrato da Inio Asano. È stato serializzato dal 2005 al 2006 sulla rivista Weekly Young Sunday ed in seguito raccolto in due volumi tankōbon. Dopo dieci anni dall'uscita, nel 2017 è stata pubblicata una nuova edizione in un unico volume e con un capitolo finale aggiuntivo, ambientato per l'appunto dieci anni dopo le vicende del manga.

Solanin è la storia di Meiko e Taneda, una giovane coppia nella Tokyo contemporanea che vive la propria vita con rassegnazione, dopo aver rinunciato ai sogni che ardevano quando i due erano più giovani. Rileggere quest’opera oggi, dopo che la crisi economica ha frantumato il mondo e aperto finalmente gli occhi sulle perversioni del capitalismo, ci permette di comprendere quanto sia solido il filo conduttore che compone le direttrici delle opere del suo autore. Quello di Asano si potrebbe definire realismo poetico: un modo di interpretare la realtà che lo circonda e di cui lui stesso è protagonista con il risultato di delineare le schizofrenie della società contemporanea. Il fumetto infatti racchiude il senso più centrale della nostra generazione, fatta da incertezze, fragili sicurezze, sogni spezzati, incubi quotidiani e un ritmo di vita frenetico e tossico.

L’edizione definitiva di Planet Manga, la Complete Edition, realizzata in un volume unico sorprende su più fronti. Non solo appaga il feticismo di avere tra le mani un oggetto che si fa leggere senza fatica, senza appesantire occhi e mani, ma rende godurioso anche il disegno di Inio Asano. Inoltre, la copertina rappresenta tutta quella desolazione che sentono dentro i nostri protagonisti: una pressione troppo alta, un’asticella che si alza inesorabile, una pressione che non va via, mai.


 

OPERE | Zankyō. Riverbero

Cosa serve per dare una svolta alla vita di un ragazzo che passa le giornate nell’apatia? In questa storia di Tsutomu Takahashi è un oggetto a sconvolgere la realtà di Satoru, una pistola. La vicenda parte dalla richiesta dell’anziano vicino di casa, un ex-yakuza, di venire ucciso in cambio di una sostanziosa ricompensa. Da qui la storia si sviluppa in una spirale di follia omicida e volenza; la vita di Satoru passa dall’apatia alla degenerazione finché un inaspettato personaggio fa il suo ingresso nella vicenda. Riuscirà a redimere il giovane assassino? Un futuro per loro è possibile?

I personaggi principali sembrano essere mossi da poche e chiare emozioni: onore, anaffettività, vendetta, sofferenza; ma in tutto questo, come un punto di luce nelle tenebre, si possono scovare anche sentimenti positivi: amore, pietà, dolcezza, empatia. Sta al lettore capire quali sono a prevalere nella trama. Tre albi che si leggono in un solo fiato, come i migliori thriller. Tavole nere, in cui le aree industriali e le sfumate e sfavillanti luci dei club notturni fanno da sfondo a una vicenda altrettanto oscura. 


 

AUTORI | Go Nagai

Kiyoshi Nagai (Wajima, 1945), meglio noto come Gō Nagai, è un fumettista e scrittore giapponese. Considerato uno dei più importanti mangaka di sempre, è autore di opere che hanno segnato la storia moderna del fumetto. Con i suoi lavori ha introdotto due importanti innovazioni nel panorama giapponese: nel 1968 l'accoglimento dell'erotismo nei manga destinati ai ragazzi con La scuola senza pudore (Harenchi Gakuen) e nel 1972 l'introduzione dei mecha, enormi robot guidati da piloti posti al loro interno, a partire dall'anime Mazinga Z. Go Nagai inizia a lavorare nel mondo del fumetto nel 1965 e nel 1970 fonda la Dynamic Production, per produrre e distribuire i suoi lavori, che col tempo si dotò di filiali in tutto il mondo.

Profondo innovatore in ogni campo del fumetto giapponese, con il manga Mao Dante inizia la sua esplorazione delle tematiche religiose e demoniache che si interrompe per la chiusura della rivista su cui era pubblicato. Da quanto dichiarato da Nagai stesso durante la Napoli Comicon 2007, fonte di ispirazione per Mao Dante e successivamente per Devilman fu una copia della Divina Commedia di Dante Alighieri illustrata da Gustave Doré, che aveva avuto modo di leggere durante l'infanzia. Nasce così la sua opera più famosa a livello mondiale. Molte delle serie animate di Nagai sono state trasmesse in Italia, benché in ordine diverso da quello giapponese. Il grande successo che riscossero produsse una vertiginosa impennata della produzione del merchandising relativo, spesso pirata e realizzato senza che in Giappone se ne sapesse nulla. Inoltre, Il Grande Mazinga è stato il primo manga in assoluto ad essere pubblicato in Italia grazie a Fabbri Editori.


 

AUTORI | Vincenzo Filosa

Vincenzo Filosa (Crotone, 1980) è fumettista, traduttore dal giapponese e redattore, oltre che instancabile divulgatore della nona arte giapponese. Operatore a tutto tondo dell’editoria dei fumetti, si è affermato recentemente come autore con una personalissima combinazione di stili provenienti da diverse culture fumettistiche: dal gekiga all’autoproduzione, dal manga seriale alla produzione indipendente italiana.

Fin dall’infanzia lettore di fumetti e appassionato di serie animate giapponesi, studia Lingue e Civiltà Orientali all’Università La Sapienza, dove si specializza in giapponese. Come fumettista inizia nell’ambiente delle autoproduzioni, con varie collaborazioni tra cui Ernest, il progetto fondato insieme a Francesco Cattani e Sara Pavan. Nel 2006 si trasferisce per vari mesi in Giappone, dove scopre la scena del fumetto indipendente locale e i grandi maestri del gekiga. Oltre a Viaggio a Tokyo (2015) e Figlio Unico (2017), pubblicati da Canicola Edizioni, suoi lavori si possono trovare nella rivista š! - in particolare nel numero dedicato al gaijin manga - e nell’antologico La Rabbia, dove firma una breve storia realizzata insieme a Giusy Noce. Negli ultimi anni ha collaborato sia con la redazione di Canicola che con Coconino Press, di cui ha curato la collana Gekiga e Doku. Tra i più interessanti fumettisti della scena italiana, Vincenzo Filosa trasmette un’eterogenea cultura fumettistica non solo con le sue opere, ma anche grazie a idee molto lucide sull’industria culturale attuale.


 

OPERE | L'attacco dei giganti

L'attacco dei giganti di Hajime Isayama è uno dei manga del momento, appena giunto alla sua conclusione in Giappone, ha raggiunto, anche grazie alla sua serie animata, un enorme successo in tutto il mondo vendendo oltre 100 milioni di copie. Cent’anni dopo l’offensiva dei giganti l’umanità è costretta a vivere all’interno di possenti fortificazioni ignara del mondo esterno. Eren, e gli amici Mikasa e Armin sognano di esplorare il mondo al di fuori dalle mura quando, all’improvviso, un enorme gigante di più di cinquanta metri compare frantumando le mura e il senso di sicurezza dell’umanità.

Si tratta di un'opera brutale e drammatica, sia per i tratti del disegno che per le scene e le tematiche trattate, un manga d'azione, ambientato in un mondo in cui l'umanità è costretta a vivere all'interno di mura ciclopiche. Un mondo in cui gli esseri umani sono facili prede di enormi e misteriose creature antropomorfe chiamate appunto giganti. Attraverso i giovani ragazzi protagonisti della storia ci addentreremo in questa cruda realtà e scopriremo pian piano i misteri legati ai giganti, a questo mondo e alla sua storia di violenza e sopraffazione.


 

OPERE | Blue Fighter

Blue fighter è l'inusuale prodotto della collaborazione tra un Jirō Taniguchi alle prime armi nel mondo del fumetto e lo sceneggiatore Caribu Marley (alias Garon Tsuchiya), autore del noto Old Boy da cui è stato tratto un film di Hollywood. Il prodotto della collaborazione vede il tratto ruvido di Taniguchi adattarsi perfettamente alla sceneggiatura in stile hard-boiled di Caribou portando a una insolita rilettura, matura e profonda del manga sportivo (spokon) a tema pugilistico.

“La prossima volta che verrai sconfitto sarà la volta che morirai sul ring”

Reggae è un pugile dall'enorme potenza ma anche dalle statistiche non invidiabili: con 20 sconfitte alle spalle è soprannominato il "Re della sconfitta". Eppure viene notato dall'impresario americano D'Angelo che decide di scommettere sul pugile. Ma che tipo di carriera potrà avere un atleta che non persegue la vittoria ma solo il suo istinto di autodistruzione? Una tra le prime opere del maestro Taniguchi, imperdibile per i suoi fan!


 

OPERE | Città arida

Gekiga, parola che può essere tradotta in "immagini drammatiche", racchiude un genere di manga che si diffuse a partire dagli anni '70; un genere anticonformista, provocatorio, dall'enorme varietà di correnti e in grado di rappresentare i più disparati soggetti. É rivolto a un pubblico adulto, in grado di comprendere e affrontare le dure tematiche trattate.

Tatsumi Yoshihiro fu il fondatore del gekiga e caratterizzò le sue opere con una forte critica sociale e uno stile estremamente realista, quasi cinematografico. La raccolta di racconti Città arida rappresenta appieno lo stile dell'autore con una notevole varietà di soggetti: dal ruolo della donna costantemente oggetto delle attrazioni voluttuose maschili, alla critica alla guerra e al fanatismo militarista fino al duro mondo del lavoro del racconto inziale "Schiocco di lingua", con il palesarsi di tratti che ancora oggi caratterizzano la società nipponica. 


 

OPERE | I tre Adolf

Olimpiadi di Berlino 1936, un giovane giapponese viene assassinato e il suo corpo scompare senza lasciare traccia. Qualche mese dopo a Kobe, in Giappone, una geisha viene ritrovata morta in un bosco. Le due morti sono collegate da dei misteriosi documenti che, si dice, possano cambiare le sorti del Terzo Reich; agenti segreti di tutto il mondo smaniano per venirne in possesso. Questo è solo l’incipit dell’opera che ripercorre tutto il periodo della Seconda Guerra Mondiale seguendo le vicende non solo dei preziosi documenti segreti, ma anche del giornalista Shoei Toge, del giovane ebreo Adolf Kamil e del suo amico Adolf Kaufmann membro dell’élite nazista.

Osamu Tezuka “il dio dei manga” sfrutta le vicende per dare vita a un’opera corale, con personaggi storici e di fantasia ben caratterizzati, ma soprattutto fa di questo fumetto un vero e proprio manifesto politico di denuncia delle atrocità della guerra e delle violenze in generale, di critica del militarismo e di tutte le idee di superiorità raziale ed etnica. I tre Adolf è un’opera che inizia come spystory e, nel corso della lettura, attrae e trascina il lettore sempre più a fondo nelle vicende storiche e nella follia di volenza, disperazione e fame che ha caratterizzato il periodo della Seconda Guerra Mondiale.