Biblioteca Affori

Biblioteca Affori

Top 20 - Le classifiche della biblioteca Affori

Entra a far parte della nostra community!! Esprimi  la tua valutazione () su un libro che hai letto, un CD che hai ascoltato o un DVD che hai visto: sarai tu il fautore dei loro spostamenti in classifica. Lasciaci una recensione: sarà utile agli utenti che vogliano avere delle opinioni altrui. Le opinioni e i gusti sono molto soggettivi e per questo leggere eventuali recensioni negative non ci dovrà frenare: la nostra valutazione potrebbe smentire quanto commentato da altri, contribuendo ad arricchire i commenti e offrire più spunti di confronto al pubblico online.

I libri più prestati

  1. 1

    La portalettere Francesca Giannone

  2. 2

    Cambiare l'acqua ai fiori Valėrie Perrin

  3. 3

    Grande meraviglia Viola Ardone

  4. 4

    Il ladro di foglie Alice Hemming

  5. 5

    Tutti i particolari in cronaca Antonio Manzini

  6. 6

    La ricreazione è finita Dario Ferrari

  7. 7

    L'educazione delle farfalle di Donato Carrisi

  8. 8

    Violeta Isabel Allende

  9. 9

    Tre ciotole Michela Murgia

  10. 10

    Le armi della luce Ken Follett

  11. 11

    L'età fragile Donatella Di Pietrantonio

  12. 12

    Fabbricante di lacrime Erin Doom

  13. 13

    Il patto dell'acqua Abraham Verghese

  14. 14

    Pesci piccoli Alessandro Robecchi

  15. 15

    L'orizzonte della notte Gianrico Carofiglio

  16. 16

    Confessioni di un'amica Elizabeth Day

  17. 17

    Per un'ora d'amore Piergiorgio Pulixi

  18. 18

    Isole della Grecia Simon Richmond ... [et al.]

  19. 19

    Il cuore è uno zingaro Luca Bianchini

  20. 20

    Trudy Massimo Carlotto

I libri più prenotati

  1. 1

    La portalettere Francesca Giannone

  2. 2

    Un animale selvaggio Joël Dicker

  3. 3

    L'orizzonte della notte Gianrico Carofiglio

  4. 4

    Cuore nero Silvia Avallone

  5. 5

    Grande meraviglia Viola Ardone

  6. 6

    Pioggia Maurizio De Giovanni

  7. 7

    Chi dice e chi tace Chiara Valerio

  8. 8

    La fabbrica delle tuse Giacinta Cavagna Di Gualdana

  9. 9

    Il treno dei bambini Viola Ardone

  10. 10

    Gli occhi di Monna Lisa di Thomas Schlesser

  11. 11

    Succede sempre qualcosa di meraviglioso Gianluca Gotto

  12. 12

    L'età fragile Donatella Di Pietrantonio

  13. 13

    Trilogia di New York Paul Auster

  14. 14

    Cuore nascosto Ferzan Ozpetek

  15. 15

    L'educazione delle farfalle di Donato Carrisi

  16. 16

    Il miraggio Camilla Läckberg , Henrik Fexeus

  17. 17

    Tutti i particolari in cronaca Antonio Manzini

  18. 18

    Codice 93 Olivier Norek

  19. 19

    Le armi della luce Ken Follett

  20. 20

    Piccole abitudini per grandi cambiamenti James Clear

eBook più consultati

  1. 1

    Lucarelli, Selvaggia

  2. 2

    de Giovanni, Maurizio

  3. 3

    Dicker, Joël

  4. 4

    Augias, Corrado

  5. 5

    Carofiglio, Gianrico

  6. 6

    Ozpetek, Ferzan

  7. 7

    Basso, Alice

  8. 8

    Läckberg, Camilla

  9. 9

    Avallone, Silvia

  10. 10

    Giannone, Francesca

  11. 11

    Murgia, Michela

  12. 12

    Vitali, Andrea

  13. 13

    Kasten, Mona

  14. 14

    Sinno, Neige

  15. 15

    García Márquez, Gabriel

  16. 16

    Carlotto, Massimo

  17. 17

    Carrisi, Donato

  18. 18

    Di Pietrantonio, Donatella

  19. 19

    Sapienza, Goliarda

  20. 20

    Manzini, Antonio

Vedi tutti

La Community del Sistema Bibliotecario di Milano

Birth, io sono Sean - directed by Jonathan Glazer

Bella l'impostazione, la trama iniziale, il soggetto diciamo, ma come in tutte queste storie originali il difficile è continuare con altrettanta efficacia: e infatti alla fine rimane lo sconcerto sul quid, che cosa ho visto? di cosa parla? qual è la morale? cioè, solo perché c'è stata la rivelazione del trascorso tradimento... crolla tutto? Mah, sono un po' deluso, brava la protagonista, bruttino il bambino sì spazzolato, tanto Wagner incalzante.

L'alba di tutto - David Graeber, David Wengrow

Un testo lungo e impegnativo ma che mi ha appassionato. Leggere le ipotesi di processo storico elaborate da Graeber e Wengrow è una lezione importante. Mettere in discussione ciò che troviamo normalmente nei libri scolastici. La storia vista come un susseguirsi di guerre, sovrani e imperi mi ha sempre lasciato insoddisfatto. Gli autori analizzano gli elementi archeologici soprattutto del periodo neolitico, con l'avvento dell’agricoltura, per aiutarci a comprendere come possiamo essere giunti a un periodo dell’evoluzione umana in cui ci troviamo bloccati in un assetto sociale/politico che sembra essere senza via d’uscita. Scopriamo che il procedere dell’umanità non è stato lineare e prestabilito ma ci sono stati sbalzi ed esperimenti di secoli mentre varie forme di “civiltà” si sviluppavano. Si sono manifestate le gerarchie e la violenza ma non è sempre stato così. Nella parte finale del libro in cui arriviamo alle conclusioni, ci dicono: qual è lo scopo di questo nuovo sapere, se non rimodellare le nostre concezioni di chi siamo e di cosa potremmo ancora diventare? Se non, in altre parole, riscoprire il significato della terza libertà fondamentale: quella di creare nuove e diverse forme di realtà sociali? Rimango ancora con tante domande ma con un orizzonte più ampio e la sensazione che sono fatto di tutto questo.

L'artista - Enzo Jannacci

Progetto lungamente accarezzato da Paolo Jannacci che vedrà la luce solo nel 2013 dopo la scomparsa del padre Enzo, a seguito di una lavorazione travagliata iniziata nel 2011 e proseguita fino a fine 2012. Undici brani, tra i più dimenticati e sofferti del repertorio dell'artista milanese, cantati con voce rotta e sofferente e arrangiati dal figlio in un mix riuscitissimo di jazz, (timido) rock e perfino incursioni dance. Alcuni passaggi sono esagerati e un po' fuori luogo (l'album venne lanciato grazie ad un video, strazeppo di star, da Ligabue a Marracash, da Fedez a Jovanotti, in cui J-Ax rappa, e duetta, con Jannacci sulle note della modesta "Desolato"), ma alcuni momenti sono poesia pura, dalla toccante "La sera che partì mio padre" fino a riscoperte intrise di malincoia, e indolente milanesità, come in "Il tassì" o la meravigliosa "Maria me porten via". Da segnalare una bella, invero un po' tirata via, versione di "Io che amo solo te". Un album postumo che racconta un Jannacci lontano nel tempo, dimenticato ma, a tratti, persino moderno (alcuni bozzetti della Milano che fu non sono distanti dalla realtà attuale).

Enzo Jannacci - Enzo Jannacci

71 anni e non sentirli. Con un'operazione calcolatissima, a cui va dato grande merito al figlio Paolo, Jannacci imbastisce un "The best", come suggerisce lo scarno titolo, del proprio repertorio. E lo fa sulla lunghezza dei 2 CD, un lusso riservato a pochi in Italia. Meglio il primo CD, a dire il vero, rispetto al secondo, quasi in affanno sul finale, e con una canzone trascurabile ("I mulini dei ricordi"). Mancano alcuni successi ("Ho visto un re", "Mario", "Faceva il palo") ed è decisamente più consistente il repertorio anni '70, '80 e 2000. Alcuni brani, però, prendono linfa nuova e assumono nuovi contorni e nuovo pathos, dal basso in primo piano di "Giovanni telegrafista" alla dimenticatissima, e bellissima, "La costruzione". Va detto che la varietà musicale è notevole, "Soldato Nencini", "Ci vuole orecchio", "Sfiorisci bel fiore", "Andava a Rogoredo", "El purtava i scarp del tennis", "Veronica", se vogliamo il meglio c'è davvero (quasi) tutto. Con una segnalazione particolare per l'ennesima nuova versione di "Quelli che" e il duetto simil-comico di "Bartali" con l'amico Paolo Conte. Più tre inediti: "Rien ne va plus", ottima; la divertente "Il ladro di ombrelli" e la malinconica "Mamma che luna che c'era stasera". Paolo Jannacci compare, fugacemente, come contro-corista nella divertente "Cesare".

Ducks - Kate Beaton

Ducks : due anni nelle sabbie bituminose, di Kate Beaton - Bao Publishing, 2023

Una graphic novel autobiografica e carica di argomentazioni attuali, come possono esserlo solo le storie vissute in modo intenso.
Disegnata con uno stile non esageratamente curato, almeno per i miei personali gusti, ma sicuramente efficace a definire i tempi e le situazioni, a volte complesse, che vengono raccontate.
Una storia "vera" che merita l'attenzione del lettore, delineando problematiche attualissime nei tempi che viviamo: come il precariato, le drammatiche difficoltà comunicative interpersonali...sulle tematiche di genere, soprattuto, una tendenza ineludibile a giustificare sempre il "profitto", la solitudine (o l'alienazione) dell'individuo rispetto a un meccanismo "produttivo" che prescinde da un elemento che credo fondamentale per la vita sociale, cioè la "felicità".
Parole di un lessico che, forse, abbiamo pensato più adatto a definire concetti e situazioni di un passato che il pensiero comune pensava di aver superato...ma è solo stato coperto da uno strato di indifferenza e risentimento.
Il fumetto di Kate Beaton in questo senso è un capolavoro, riesce a riportare a galla una qualche umanità in situazioni all'apparenza irrisolvibili...Non voglio svelare altro della trama, solamente mi preme aggiungere che è una lettura che, anche nella sua cruda contemporaneità, mi ha appassionato e che consiglierei a tutti. Le storie disegnate hanno, sempre di più, un grande futuro.