Biblioteca Gallaratese

Gruppo di Lettura

 

 

E' lo storico Gruppo di Lettura (GdL) della biblioteca Gallaratese, da anni presenza fissa nel nostro calendario, condotto con passione e competenza da Luisa.

Il gruppo è numeroso, affiatato ed in continuo aumento. Ma anche attivo! Recentemente ha aderito ad un interessante progetto di condivisione delle letture con un gruppo di detenuti del carcere di Bollate e la sua vitalità è stata notata dal Premio Brancati 2018 che l'ha voluto nella sua prestigiosa giuria.

Ci si ritrova ogni due mesi, comodi in una saletta riservata, nel tardo pomeriggio, solitamente alle 17:30. 

 

CONTATTI:

Al momento le iscrizioni sono chiuse ma è sempre possibile chiedere informazioni al numero 02 884 64 270 oppure scrivendo una mail all'indirizzo c.bibliogallaratese@comune.milano.it

I LIBRI CHE ABBIAMO LETTO...

Vedi i titoli letti dal 2012 al 2015

COMMENTI ALL'ULTIMO LIBRO LETTO

Trama: La sera di Capodanno Miho e Maho ricevono la paghetta dalla nonna che sentenzia: “Il modo in cui spenderete i soldi può decidere della vostra vita”. Miho è una spendacciona, va a vivere da sola, mentre, al contrario Maho, risparmiatrice compra un borsellino e sul taccuino per la contabilità domestica registra tutte le spese giornaliere, assicurando al marito e alla figlia Saho una esistenza tranquilla.
Pregi: saga al femminile sull’indipendenza economica della donna. Unico personaggio riuscito la nonna Kotoko che a 73 anni trova ancora la gioia di lavorare procrastinando con allegria la sua dipartita.
Difetti: Romanzo di nessun valore letterario, poco convincente, noioso e scritto con stile non scorrevole. Sembra un saggio di economia aziendale, dove si parla solo di pensione per la vecchiaia, assicurazione sulla vita, azioni e titoli di Borsa, di riduzione delle spese fisse, di bollette e mutui da pagare, dell’elogio sperticato del risparmio e dell’attaccamento al dio denaro. Ogni personaggio si rapporta agli altri motivato solo dal possesso dei soldi. I nomi quasi simili per assonanze confondono il lettore. Esempio: Tokomo e Kotoko

Lettura scorrevole e piacevole di un'autrice esordiente che ha riscosso successo in Giappone e ha tentato almeno in Europa un'operazione commerciale a cominciare dal titolo del romanzo stravolto e copertina annessa. Il romanzo è un po' troppo monotematico , tutto ruota intorno all'economia domestica; trovo interessante il tema della centralità del lavoro che permette l'indipendenza economica delle donne: le protagoniste ne comprendono l'importanza nel corso delle loro vite. Un racconto di varie generazioni a partire dalla nonna Kotomo alle nipoti Miho e Maho. Tutte hanno degli obiettivi, tranne Tomoko (la nuora di Kotomo) un po' frustrata dalla vita familiare e dal marito assente, che però dopo l'esperienza dolorosa del tumore si ritaglia il suo piccolo spazio di autonomia. La lettura mi ha permesso di avvicinarmi con leggerezza alla cultura, alle tradizioni culinarie e non del Giappone (centrale il culto del té e della teiera) e alla storia economica del Giappone: lo schema di contabilità domestica di nuovo in auge dal periodo della Bolla (decennio 1990-2000 di deflazione), dopo aver salvato l'economia familiare durante la seconda guerra mondiale. Dal racconto viene fuori il maschilismo strisciante della società giapponese, nel mondo del lavoro : Matchie la collega di Miho dopo essere stata licenziata viene coperta di ingiurie dai colleghi; nella vita familiare: lo stesso primo fidanzato di Miho è comprensivo nei confronti dei colleghi di Miho; il marito di Tomoko è poco collaborativo e partecipe alla vita familiare, anche se alla fine del romanzo si rivelerà diverso. Ho amato la figura della nonna, custode delle tradizioni, ma anche aperta alla modernità, intraprendente, amante della natura e dedita al giardinaggio, capace di ascoltare e guidare gli altri personaggi, decisa e incurante del giudizio degli altri. Il finale mi ha spiazzato: genitori e nonna trovano una soluzione al problema finanziario del nuovo fidanzato di Miho, mostrando verso di lei un atteggiamento paternalista; Miho non si ribella, accetta di essere affidata al suo fidanzato Shohei, confermando ancora una volta la subalternità rispetto all'uomo.

Parto dal sottotitolo del romanzo :"un segreto di famiglia che si tramanda da donna in donna. Perché l'indipendenza economica è la strada per la libertà" Lo sappiamo benissimo noi donne italiane e forse lo hanno sempre saputo le nostre nonne; la globalizzazione è arrivata anche in Giappone. Per me questo romanzo è un vademecum di economia domestica, sicuramente è piaciuto alle donne orientali che avevano bisogno di questi consigli. La nonna del romanzo è un'efficace influencerper figli e nipoti, comunque mi aspettavo qualcosa di diverso. La scrittrice scrive bene, il racconto non fa una piega, ma ciò che descrive è la lista di tutti i problemi del quotidiano che non interessano molto. Il tutto diventa molto arido e non lascia spazio alla fantasia. Il Giappone immerso nel più chiuso feudalesimo, dopo la seconda guerra mondiale ha accettato tutti i meccanismi economici e produttivi dell'Occidente, diventando in pochi decenni una delle maggiori potenze industriali nel mondo. Questo ha determinato una trasformazione di valori e di vita che in parte ha cancellato le loro tradizioni. Fortunatamente non ha cambiato del tutto gli aspetti della vita giapponese.

 

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