Biblioteca Gallaratese

Gruppo di Lettura

 

 

E' lo storico Gruppo di Lettura (GdL) della biblioteca Gallaratese, da anni presenza fissa nel nostro calendario, condotto con passione e competenza da Luisa.

Il gruppo è numeroso, affiatato ed in continuo aumento. Ma anche attivo! Recentemente ha aderito ad un interessante progetto di condivisione delle letture con un gruppo di detenuti del carcere di Bollate e la sua vitalità è stata notata dal Premio Brancati 2018 che l'ha voluto nella sua prestigiosa giuria.

Ci si ritrova ogni due mesi, comodi in una saletta riservata, nel tardo pomeriggio, solitamente alle 17:30. 

 

Siamo anche presenti nel sito della Rete dei Gruppi di Lettura che raccoglie o organizza informazioni provenienti dai GdL di tutta Italia. Basta digitare "Leggere che passione" nella barra di ricerca.

CONTATTI:

Al momento le iscrizioni sono chiuse ma è sempre possibile chiedere informazioni al numero 02 884 64 270 oppure scrivendo una mail all'indirizzo c.bibliogallaratese@comune.milano.it

I LIBRI CHE ABBIAMO LETTO...

Vedi i titoli letti dal 2012 al 2015

COMMENTI ALL'ULTIMO LIBRO LETTO

Ambiente: New York, Florida, Usa e Inghilterra.
Trama: Miles Haller, 28 anni vive in Florida, incontra Pilar, sedicenne ragazza cubana, orfana, che vive con le tre sorelle: Maria, 20 anni, estetista, Teresa, 23 anni, cassiera. Angela, 25 anni, hostess in un bar. Angela ricatta Miles chiedendogli di rubare oggetti delle case sgomberate, altrimenti lo denuncia per la relazione con una minorenne. Miles fotografa le case abbandonate e sgomberate e rivive nell’immaginazione le loro vite. E’ andato via da casa 7 anni prima dopo aver carpito una conversazione dei genitori lesiva della sua persona, girovagando per la Florida e poi a New York dall’amico Bing Nathan, che lo accoglie nella catapecchia abbandonata, dove vivono insieme Alice, Ellen, Bing e Miles appunto a Sunset Park, un quartiere di Brooklyn.
Tematiche: Senso di colpa per la morte del fratellastro Bobby, difficoltà rapporti umani, dolore, amore, sesso, amicizia, famiglie allargate, coincidenze e caso sono i padroni del destino dell’uomo: Lucky Lohrke, giocatore di baseball, per tre volte scampa alla morte. Critica alla società consumistica, votata alla cultura dell’usa e getta. Spiccano le figure di Alice ed Ellen, esaminate nella loro umanità. Riconciliazione finale fra i genitori e Miles.

Paul Auster scrive il libro nel 2010, ambienta I racconti tra lo stato della Florida e New York. Con una prosa chiara ed efficace, presenta la figura di Miles Heller; intorno a lui ruotano più personaggi, ciascuno con la sua storia e le sue caratteristiche. Sono collegati fra loro da rapporti familiari o di amicizia o di lavoro o dal caso. Di essi scandaglia I pensieri, I sentimenti, le gioie, I dolori, le speranze, le paure, la sessualità, la capacità di amare. Ne emergono I profili e le vicende relative ad un gruppo di giovani in difficoltà a causa della crisi, ma tenaci nel perseguire I propri progetti di vita, solidali tra loro. Nella casa occupata illegalmente a Sunset Park vivono la dolce e solida Alice, amante del cinema con “il sorriso più caldo, più luminoso della terra”…; l’inquieta e complicata Ellen aspirante pittrice, reduce da traumatiche esperienze, quali un tentato suicidio e un aborto”squallido e umiliante”; il fidato amico di Miles, “guerriero dell’indignazione, campione del malcontento” Bing, musicista e riparatore delle “cose rotte”. Mary-Lee è la madre di Miles, lo ha lasciato neonato per continuare a fare l’attice, suo primario obiettivo, e lo fa bene; “il dono di trasformarsi in così tanti personaggi distinti e totalmente diversi le dà l’impressione che porti tutta l’umanità dentro di sé”. Willa, vedova, ha sposato Morris, padre di Miles cui ha fatto da madre. Aveva suo figlio Bobby, morto giovane per un fatale incidente. E’ insegnante, donna appassionata di libri e idee, complicata, nervosa, molto generosa. Morris Heller è il padre amorevole di Miles, lo segue, lo stima, lo incoraggia, è rigoroso ma anche tollerante e delicato. E’ un editore di successo e vive tra libri e scrittori che diventano suoi amici, Miles Heller ha 28 anni, è alto, squadrato, muscoloso, forte, schiacciato dal senso di colpa per la morte del fratellastro Bob. Sa che “sua madre non lo aveva voluto neanche un po’, che la sua nascita era stata un errore”. Sente di appartenere ad una “famiglia artificiale, costruita”, “vede se stesso come un punto nero in un mondo di ghiaccio”. “Ha smussato I suoi desideri”, si accontenta di “quello che il mondo dà da un’alba all’altra”, ma considera I libri “non tanto un lusso, quanto una necessità e leggere una malattia da cui non vuole essere curato”. Mentre si trova in Florida incontra per caso la giovanissima, bella e intelligente Pilar Sanchez e se ne innamora profondamente, ricambiato. Trascurando il capitolo in cui si parla troppo di basket e la parte relativa ai disegni erotici di Ellen, ho letto volentieri il romanzo,soffuso di pessimismo, di accettazione supina di ciò che chiamiamo destino; l’ho trovato ricco di temi su cui riflettere e di storie, di passaggi che si vorrebbe far propri, molto ben scritti. Tristissimo e commovente il racconto del suicidio della 23enne Suki, figlia di uno scrittore, vecchio e caro amico di Miles: pensatrice, scrittrice, fotografa, artista, pare di vederla passare da “esuberante esempio di gioventù in fiamme” alla “terrificante immobilità di quella che era stata una persona vivente”, una vita squarciata dal troppo e dal troppo poco di questo mondo”.

Mi è piaciuto tutto: la scrittura chiara, essenziale a tratti narrativa, evocativa e riflessiva, ma soprattutto avvincente nelle descrizioni e nell’analisi psicologica dei personaggi. Gli episodi riguardanti lo sport, a pensarci bene mi sono sembrati funzionali alla comprensione della voglia di Miles di farsi accettare dalla famiglia di Pilar, impegnandosi in un argomento neutro e condiviso. Nei rapporti col padre invece gli stessi discorsi danno l’idea del clima di intesa profonda fra I due. I protagonisti sono raccontati soprattutto nella loro interiorità e intimità ed evidenziano aspettative, sofferenze, dubbi e desideri nascosti e privatissimi. E’ come spiare dal buco della serratura per cui non ti senti di giudicarli. Le scene di sesso mi sembrano raccontate e vissute in funzione del bisogno fisico, più che di un rapporto d’amore da parte di Ellen e penso che sia un comportamento generazionale nuovo da parte delle donne di cui prendere atto. Ho apprezzato il rispetto affettuoso, la civiltà nel rapporto tra ex e nuovi coniugi uniti da un problema comune. Mi è simpatico Bing un amicone ricco di umanità e generosità; sa di non poter cambiare il mondo ma si impegna attivamente a non contribuire a peggiorarlo. Bell’esempio. A proposito del comportamento dei genitori di Miles durante la fuga del figlio (cercarlo o aspettare che torni) la penso come Bing nel cuore, ma la mente si fa convincere da Morris; insomma non ho fatto una scelta proponibile come genitore. Il finale a sorpresa può sembrare solo triste ma io l’ho trovato geniale perché fa immaginare uno sviluppo positivo dopo la necessaria presa di coscienza da parte di Miles delle sue fragilità. Comprendere che gli errori non si risolvono fuggendo; affrontarli assumendosene la responsabilità è il prezzo da pagare per concedersi il diritto di dare e ricevere amore.

Se inizialmente ho fatto fatica ad apprezzare lo stile narrativo, molto diverso da quello della Strout, poi pian piano sono "entrata" nel racconto iniziando a conoscere e immaginare i vari personaggi , molto realistici e in relazione tra loro. Miles e Alice p.e. hanno punti in comune e c'è una simpatia tra loro; anche Miles e Bing pur diversissimi hanno in comune la rabbia verso le ipocrisie della società americana e questo li unisce lungo tutto il romanzo. Lo stesso Miles vede similitudini tra suo padre Morris e il nuovo marito della madre entrambi nei loro rispettivi campi cercano di sostenere e far emergere artisti interessanti ma non omologati o indipendenti. Ho trovato interessante la descrizione dello sfondo storico, siamo nel 2008 quando inizia la crisi economica americana, poi divenuta mondiale e degli effetti nel campo abitativo ma anche nel mondo editoriale e cinematografico. Altrettanto stimolanti i numerosi riferimenti letterari, cinematografici, la denuncia della violazione dei diritti individuali in Cina verso Liu Xiaobo, ma anche in U.S.A. (dopo l'attentato del 2001) verso i normali cittadini. Lettura del brano, che ho trovato molto veritiero, in cui Alice riflette sui vecchi che pur avendo molto da raccontare - hanno vissuto la guerra e le difficoltà successive alla guerra - preferiscono il silenzio, mentre i giovani parlano tanto e hanndo da dire la loro su tutto; sempre Alice in un altro brano considera Miles un vecchio, perché ferito da un dolore, alla stregua di un reduce della guerra. Non poteva mancare un capitolo pruriginoso anche se ne avremo volentieri fatto a meno! Mi viene il dubbio che Albinati si sia ispirato a Paul Auster!

 

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