Biblioteca Parco Sempione


Milano. Libri e approfondimenti.

Passeggiate, storie, musei, aperitivi, una città a portata di letture. In questa pagina ti offriamo piccoli approfondimenti e centinaia di titoli della nostra collezione speciale dedicata a Milano.

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Collezione Milano



Cataloghi. Arte per Milano.

La collezione, grazie alla collaborazione con diverse realtà museali ed espositive della città, è arricchita dai cataloghi di alcune mostre in corso in città. L'iniziativa, in continuo aggiornamento, offre la possibilità di consultare in sede i cataloghi e mette in rete diverse realtà del nostro territorio, valorizza il patrimonio culturale della città e fornisce ai lettori e ai visitatori uno strumento in più di formazione.

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Cataloghi | Arte per Milano




Le cose che abbiamo in comune. Bo Bardi Aulenti Hadid

Cosa hanno in comune Lina Bo Bardi, Gae Aulenti e Zaha Hadid? Sono architette, sono geniali, hanno disegnato Milano. Una cronologia di vite che si sono sfiorate negli anni e nelle vie milanesi. Non possiamo raccontare la loro progettualità e intensa creatività in poche righe, ma vorremmo suggerirti qualche indizio per seguire le loro tracce a Milano e nel mondo.

Lina Bo Bardi (1914-1992) nasce e si forma a Roma, per spostarsi a Milano dopo la laurea in architettura. Qui entra in contatto con Giò Ponti: sarà collaboratrice nel suo studio, dedicandosi al design, alla moda, all’architettura, agli articoli per varie riviste, in particolare per Domus, di cui divenne direttrice durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale. La scelta di trasferirsi in Brasile, con il marito Pietro Maria Bardi, le permise di esprimere pienamente la sua idea di architettura che verrà riconosciuta solo nel 2021 con il Leone d’oro speciale alla memoria della Biennale di architettura di Venezia.

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Lina Bo Bardi



Gae Aulenti (1927-2012) nasce in provincia di Udine, ma la sua formazione universitaria si sviluppa al Politecnico di Milano, dove si laurea nel 1953, per iniziare due importanti collaborazioni: con Ernesto Nathan Rogers alla redazione di Casabella-Continuità e con lo IUAV di Venezia. Gae Aulenti si dichiara "interessata a progettare le differenze, piuttosto che l’omogeneità". Dallo zeitgeist dei tardi anni ’50, Aulenti deriva anche il suo interesse trasversale per le diverse scale della progettazione, che partecipano tutte alla costruzione dell’ambiente abitato inteso nella sua interezza. Oltre ai molti esperimenti nell’ambito della grafica e del disegno di scenografie (ad esempio per Luca Ronconi), la sua attività si concentra soprattutto nei campi del design, dell’architettura d’interni, del restauro e della progettazione di spazi pubblici. Musei, piazze, palazzi storici, stazioni ferroviarie, design: è qui che possiamo trovare la mano dell’architetta fra Milano, Tokyo, Parigi, Firenze.

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Gae Aulenti



Zaha Hadid (1950-2016) nasce a Baghdad nel 1950, nel 1972 si sposta a Londra per frequentare i corsi dell’Architectural Association, dove incontrerà alcuni degli architetti che considererà sempre i suoi mentori. A Londra, nel 1979 fonda il suo primo studio professionale Zaha Hadid Architects. Dagli anni ‘90 il suo stile passa da forme decostruttiviste a forme in movimento, con un’attenzione sempre più profonda a nuovi materiali da costruzione che è andata sviluppando negli anni Duemila. Ad Afragola, Salerno, Roma e Milano ha avuto modo di esprimere la sua originalità fluida come in tutto il mondo. Nel 2004, prima donna, riceve il premio Pritzker Prize e il Premio Stirling nel 2010 per il MAXXI.

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Zaha Hadid




La bellezza dell’arte a Milano

I testi che leggi sono il frutto di una collaborazione fra la biblioteca Parco Sempione e l’I.S.S. Severi-Correnti di Milano. Giacomo, studente del liceo e appassionato d’arte, ha accettato la nostra proposta di raccontarti, attraverso le pagine del sito della biblioteca, tre opere d’arte di Milano che lui ama. Fra motivazioni personali e descrizioni tecniche, ti proponiamo questo piccolo ma intenso percorso artistico nella bellezza di Milano.


Il bacio, di Francesco Hayez

Ho scelto questa opera perché ho provato a immedesimarmi nell’uomo che sta per partire e nella donna che sta per essere lasciata sola. Nel guardare l’opera mi sembrava di essere fisicamente presente nel momento in cui è scoccato il bacio. L’autore mette in evidenza la posa dell’uomo che ha il piede sul primo gradino della scalinata; questo gesto simboleggia un bacio di arrivederci o anche un bacio d’addio, ma può simboleggiare anche l’imminente partenza dell’uomo che sta andando in guerra perché non sappiamo se i due amanti si rivedranno. Questa incertezza è data dal contrasto tra la luce che sta per speranza e per tutto ciò che è positivo, e l’ombra che sta per la morte e per tutto ciò che è negativo.

Il dipinto fu realizzato nel 1859, la tecnica che è stata utilizzata dall’artista è olio su tela di dimensioni cm 112 x 88. L’opera è apparsa per la prima volta nella Pinacoteca di Brera in occasione dell’Esposizione di Brera del 1859 e ancora oggi si trova li.

Qui puoi trovare “Il bacio” di Hayez. Questa è la biografia di Francesco Hayez. Per approfondire in biblioteca:

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Hayez


La Pietà Rondanini, di Michelangelo Buonarroti

Ho scelto questa opera perché mi ha colpito la sensibilità che Michelangelo vuole trasmettere all’osservatore attraverso i vari dettagli. La bellezza di questa scultura sta nel fatto che l'artista cerca di trovare il miglior marmo per trasformarlo in una scultura che, secondo il pensiero di Michelangelo, era dentro il marmo stesso. Un altro dettaglio che mi ha colpito è stato che, anche se l’opera non è stata finita da Michelangelo, riesce lo stesso a trasmettere quel sentimento che prova Maria nel momento in cui sorregge il corpo di suo figlio morto. Osservando la scultura con molta attenzione non si può fare a meno di notare che Maria e il Cristo sono uniti come se fossero una persona sola; questo dettaglio simboleggia la maternità, quando il bambino è ancora dentro la madre.

La scultura è realizzata in marmo ed è alta cm 195. Abbozzata probabilmente fra il 1553 e il 1555, fu l’ultima opera a cui lavorò prima di morire. Fu acquistata nel 1952 dal Comune di Milano e ora si trova nella collezione delle Civiche Raccolte, nello spazio che fu l’Ospedale spagnolo.

Qui puoi trovare la “Pietà Rondanini” di Michelangelo Buonarroti. Questa è la biografia di Michelangelo Buonarroti. Per approfondire in biblioteca:

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Michelangelo Buonarroti


L’Ultima Cena o Il Cenacolo, di Leonardo da Vinci

Ho scelto quest'opera perché è uno degli affreschi più famosi nel mondo, insieme alla Cappella Sistina a Roma. Ancora oggi i turisti arrivano da molto lontano per ammirare la straordinarietà del Cenacolo. Questo capolavoro, inoltre, può interessare persone che hanno passioni molto diverse fra loro. Chi ha la passione per la matematica e per la geometria vi può trovare dettagli significativi, ad esempio, nella precisione geometrica delle figure, che sono posizionate a terzetti. Chi ha la passione per la Bibbia può trovare un certo interesse per come è descritto l’episodio del Vangelo.

L’opera rappresenta una scena in cui Gesù dice agli apostoli: "Qualcuno di voi mi tradirà". Dopo quest'ultima frase, gli apostoli cominciano ad agitarsi. Ad esempio, San Pietro, visto come il più violento, ha un pugnale in mano pronto ad uccidere chi avrà tradito. Ma è interessante vedere chi ha realmente tradito, ovvero Giuda, che ha il sacchettino con dentro le monete d'oro che i romani gli hanno dato come ricompensa per aver indicato loro Gesù, e il suo gesto di prendere il pane furtivamente, anche questo un altro simbolo di tradimento. Un'altra particolarità dell'opera è la prospettiva: il fatto che Gesù sia al centro lo pone come la guida di tutti i cristiani. Durante la Seconda guerra mondiale una bomba colpì il refettorio di Santa Maria delle Grazie, ma il Cenacolo si salvò grazie alle protezioni costruite con sacchi di sabbia che rinforzarono il muro. Quando si visita il Cenacolo si può ammirare, sulla parete opposta, anche un'altra scena della Bibbia: “La crocifissione di Gesù”, di Donato Montorfano.

L’opera è un dipinto murale a secco, commissionato da Ludovico il Moro, dipinto fra il 1495 e il 1498, di dimensioni cm 460 × 880.

Qui puoi trovare il Cenacolo vinciano. Questa è la biografia di Leonardo Da Vinci. Per approfondire in biblioteca:

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Leonardo da Vinci


Milano è MUDEC

In via Tortona c’è un museo per scoprire il mondo, una breve e piacevole passeggiata per raggiungere un luogo dove Milano racconta il suo legame con le culture del mondo. Il Mudec ospita, oltre a esposizioni temporanee, una ricca, affascinante e divertente collezione di oggetti provenienti da luoghi anche lontanissimi, con un allestimento che invita a curiosare nei “cassetti delle culture” e della storia. Puoi letteralmente “viaggiare” fra maschere, abiti e oggetti di uso quotidiano, con una attenzione speciale alla contemporaneità. Il Mudec, però, è anche una biblioteca: uno strumento fondamentale per capire la collezione, la sua storia e le storie del mondo, da visitare e conoscere.



Milano è architettura

Quando ci si avventura nella storia dell'architettura, passata e recente, orientarsi e scegliere la via si rivela un esercizio divertente. Noi abbiamo scelto Milano come luogo di indagine. Per muoversi nel passato, vi proponiamo uno strumento, un vero e proprio dizionario appena pubblicato on line. Per il contemporaneo abbiamo scelto due figure particolarmente conosciute, ma che hanno trasformato la città: Piero Portaluppi e Giò Ponti.

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Milano è architettura