Biblioteca Quarto Oggiaro

Lo sviluppo del Quartiere

Quarto Oggiaro, come lo vediamo oggi, nacque negli anni Cinquanta, a causa della grande emigrazione dal Sud verso i centri industriali: nel 1954 furono realizzate le prime case popolari, e grazie agli sviluppi seguenti, in breve tempo questa zona divenne uno dei più grandi quartieri di edilizia popolare di Milano.

Il quartiere si è ampliato attraverso una serie di lotti di costruzioni, soprattutto negli anni sessanta, diventando un grande quartiere-dormitorio; occorsero molti anni prima che gli abitanti della zona potessero godere dei servizi essenziali. Il quartiere ha sempre ospitato numerosi immigrati, prima dalle regioni meridionali, successivamente extracomunitari.

 

Il quartiere con il modello urbanistico pianificato di sole case popolari, i problemi connessi al tentativo di integrazione sociale e economico dei suoi nuovi abitanti nella città, la gestione dello spaccio della droga da parte di alcune famiglie anche con fatti di sangue, lo ha fatto più volte balzare agli onori della cronaca come un ambiente di difficile vivibilità, dimenticando talvolta gli immensi sforzi compiuti dagli abitanti e dalle associazioni per una sostenibilità sociale e ambientale del quartiere.

 

Le immagini dei caseggiati e casermoni di via Pascarella, via De Pisis sono state prese dai media come simbolo dello sviluppo urbanistico e sociale di Milano degli anni '50 e '60. Commercialmente la zona si sviluppa in via De Roberto con numerosi negozi, in via Fratelli Antona Traversi con il Mercato Comunale e intorno all'incrocio tra le vie Lessona ed Amoretti.

 

Diversa la sorte della parte sud del quartiere, al confine con il quartiere Villapizzone: la vicinanza con la ferrovia dello Stato e la Stazione di Milano Certosa rese l'area sfruttabile dal punto di vista industriale. L'azienda di carburanti che Fina acquistò nel 1926, diventò un grande deposito di stoccaggio per gli oli, trasportabili attraverso la ferrovia.

I lotti di costruzione del quartiere

Nel processo di edificazione di Quarto Oggiaro è possibile distinguere diversi lotti di case con un unico costruttore e con un preciso progetto residenziale. Ogni progetto ha un nome:

Quartiere Gescal (Ex Ina Casa), il quartiere di via Longarone, uno dei più grandi esempi di costruzione di case popolari, nel quale si è tentato di creare un piccolo paese autonomo sul modello dell'urbanistica popolare inglese. Questo quartiere è chiamato anche Vialba.

II Quartiere IACP "Quarto Oggiaro" - le case di via Amoretti, Capuana e Pascarella.  

Quartiere Aldini I - Le case di via Concilio Vaticano II.

Quartiere Aldini II - Le case di via Graf e De Pisis.

Torri di via Lessona - Le torri di via De Roberto.

 

Quarto Oggiaro continua ad avere una sua identità di quartiere propria, per la sua collocazione periferica e chiusa dal recinto di ferrovie e per il piano urbanistico iniziale che lo ha fatto nascere. Le case di edilizia popolare all'interno del quartiere sono state tutte ristrutturate, è stata creata un'isola pedonale nel 2008 in via De Roberto all'altezza della chiesa di Santa Lucia. La cava Cabassi ai margini del quartiere lungo la ferrovia Nord è stata chiusa nel 1997 e l'area risistemata è diventata il parco Simoni, con superficie circa 20.000 m².

 

 

Oggi per fortuna l'aggregazione da parte di numerose associazioni di quartiere, la presenza della nostra Biblioteca, punto di riferimento culturale e la consapevolezza dei cittadini, l'apporto di nuove culture provenienti da ogni parte del mondo, hanno creato un miracolo e Quarto Oggiaro è diventato un quartiere dinamico e da vivere.

 

Ecco dunque a voi Quarto Oggiaro – scrive Nando della Chiesa sul suo blog https://www.nandodallachiesa.it/2020/05/18/e-chiamatelo-bronx-quarto-oggiaro-e-la-scuola-premiata-da-mattarella/ - che si fa Stato. Con i suoi insegnanti pionieri, la sua gloriosa biblioteca di quartiere e le sue famiglie di gente qualunque, magari appena giunta in Italia”.

 


 

 

Quarto Oggiaro...se ne parla