Biblioteca Sormani

I microfilm

Per rispondere ai problemi di spazio e di conservazione dei quotidiani, La collezione dei Periodici della Biblioteca è stata sottoposta sin dagli anni ’70 a riproduzione su pellicola fotografica in poliestere/cellulosa con formato 35 mm. Questo supporto, conosciuto come microfilm, ha iniziato ad interessare il mondo delle biblioteche dagli anni Trenta del ‘900, quando era condivisa la consapevolezza scientifica delle sue potenzialità che ne attestavano la durata per 500 anni. 

Negli anni '70 la Biblioteca mise a punto un laboratorio interno che per diversi anni si occupò di produrre microfilm a 35 mm, partendo dall’importante fondo dei quotidiani, stampati su carta economica e quindi esposta a un rapido deterioramento. A questo fondo iniziale si sono aggiunti nel tempo anche periodici pubblicati con cadenza diversa, ma anch’essi soggetti ai guasti inerenti alla carta a disposizione degli editori che in alcuni decenni della nostra storia hanno dovuto accontentarsi di una materia prima soggetta all’ingiallimento e allo sbriciolamento.

In generale la microfilmatura ha riguardato prevalentemente il materiale del Novecento, i quotidiani più richiesti e i periodici in condizione di usura pericolosa o a rischio deterioramento e il materiale di pregio e rilevanza storica destinato alla conservazione permanente e/o a lungo termine. 

Oggi si annoverano 657 testate microfilmate, sia su bobine da 35mm che sulle più recenti bobine da 16 mm, con un numero di fotogrammi milionario.

I microfilm sono conservati in Biblioteca in luogo fresco, asciutto e al riparo dalla luce per consentirne un’adeguata conservazione. In particolare alcuni microfilm, quelli prevalentemente riferiti ai quotidiani più consultati, sono conservati in cassettiere metalliche nella Sala Microfilm, i rimanenti in scaffalature compatte collocate nello Spazio Deposito adiacente la Sala Microfilm.

Di molte testate microfilmate la copia cartacea, confezionata sottovuoto, è conservata presso il Deposito esterno di Viale Zara 100.

 Microfilm e Digitale

Poichè la rarità e la completezza patrimoniale delle collezioni periodiche qualifica la Biblioteca tra le eccellenze in materia anche in un quadro internazionale, la Biblioteca guarda al futuro investendo in un processo di innovazione che oggi riguarda il digitale.
Alla fine del 2020 prende avvio un progetto triennale di conversione dei microfilm in forma digitale, secondo tre obiettivi fondamentali:

  • snellire le procedure di consultazione e di acquisizione dei documenti, anche con un contingente di testate di alto rilievo storico offerte gratuitamente on line
  • preservare dall’usura la copia microfilmata riconducendola alla funzione di master e quindi di strumento conservativo
  • digitalizzare dal loro formato cartaceo quelle testate storiche il cui microfilm è in cattive condizioni a tal punto da pregiudicare la consultazione, la riproduzione, il risultato di un suo trasferimento in digitale

 

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