Biblioteca Valvassori Peroni

Divine e avanguardie

 

 

La grande esposizione, curata da Evgenija Petrova (direttore Scientifico del Museo di Stato Russo di San Pietroburgo) e Joseph Kiblitksy, è interamente dedicata alle donne in Russia, eroine di un'atmosfera storica, sociale e culturale, del tutto particolare. L'obiettivo è quello di restituire un'idea dell'arte russa dei secoli XIV-XX e del fondamentale ruolo delle donne nel loro Paese, del loro contributo alla storia dell'arte, allo sviluppo e alla modernità, al loro ruolo nella società per l'emancipazione e il riconoscimento dei diritti, grazie a un ricco corpus di opere. 8 sezioni in cui verranno esposti circa 90 capolavori del Museo Russo di San Pietroburgo, in larga parte mai esposti prima d'ora in Italia: Il cielo, La Vergine e le sante - Il trono, Zarine di tutte le Russie - La terra, l'orizzonte delle contadine - Verso l'indipendenza, Donne e società - La famiglia, Rituali e convenzioni - Le madri, La dimensione dell'amore - Il corpo, Femminilità svelata - Le artiste, Realismo e amazzoni dell'avanguardia. In questa ultima sezione il lavoro delle donne artiste, "Amazzoni dell'avanguardia russa", che furono attive nei primi trent'anni del Novecento quando vennero creati veri capolavori da artiste come Natalia Goncharova, Ljubov Popova, Aleksandra Ekster e altre ancora. In chiusura le biografie delle artiste citate.

Sito ufficiale: https://divineavanguardie.it/mostra/

 

 

 

 

Natalia Goncharova
a cura di Matthew Gale e Natalia Sidlina

con contributi di Timo Huusko
Venezia : Marsilio ; Firenze : Palazzo Strozzi, 2019
223 p. : ill. ; 27 cm
GEN P 1928   T2375030

Natalia Goncharova, la principale delle "Amazzoni dell' Avanguardia", capace di trasformare in opera d'arte anche la propria vita.
Una figura pionieristica, fondamentale per ridefinire il ruolo della donna e in grado di unire in maniera personale e originale il gioioso cromatismo di Matisse e la forza costruttrice di Picasso, il primitivismo di Gauguin, le atmosfere sognanti di Chagall, il dinamismo di Boccioni. Nata in Russia nel 1881, Goncharova è la prima artista delle Avanguardie russe ad aver ottenuto fama internazionale: ha aperto la strada alla pittura russa in Europa, ma ha anche rivoluzionato la scenografia, la grafica e la moda. Figura artistica chiave del primo Novecento, ha abbracciato stili artistici differenti, sperimentato tecniche svariate. Dalla scultura e pittura alla stampa, compresi scenografia, moda e cinema, Goncharova si è impegnata con slancio applicando lo spirito del "tutto" (Toutisme) alla sua pratica creativa. Fondamentale la sintesi da lei compiuta tra le tendenze europee contemporanee più vitali e progressiste e la tradizione popolare russa. Estremamente indipendente e oltremodo "moderna", Goncharova - aristocratica nipote di Pushkin - infranse le convenzioni legate all'essere una donna dell'Europa prebellica: fu processata per pornografia dopo una mostra di nudi nel 1910, i suoi dipinti religiosi vennero rimossi da varie esposizioni e persino vietati dal Santo Sinodo. Oltre alle sue opere più famose, e a una vasta selezione di bozzetti e figurini creati per i Ballets Russes di Sergej Diaghilev - con cui ha lavorato soprattutto dopo aver lasciato la Russia nel 1915 - il volume presenta anche le opere degli artisti occidentali che ebbero su di lei un importante influsso, da Cézanne a Van Gogh, Gauguin, Matisse, Picasso. Ampio spazio viene infine dedicato, per la prima volta, ai rapporti dell'artista con l'Italia e con la sua cultura figurativa: con i primitivi e i mosaici ravennati, ma anche con il Settecento veneziano e con i Futuristi.  9788829701261

 

Nathalie Gontcharova alla Scala
Vittoria Crespi Morbio
Milano : Amici della Scala 2009
109 p. : ill. ; 18 cm                                           
GEN G 4937   696918

Amazzone del pennello, Nathalie Gontcharova (Negayevo presso Tuia, 1881 / Parigi, 1962) partecipa all'avventura delle avanguardie parigine dopo la fuga dalla Russia rivoluzionaria, s'impegna politicamente a sinistra e spicca il volo sotto lo sguardo vigile di Diaghilev. Attraverso il recupero delle proprie origini stilistiche nel primitivismo russo, troverà una sintesi originalissima, fatta di colori puri e di forme asciutte e stagliate, cui sarà fedele come una combattente mai doma. Lascia un segno alla Scala in allestimenti “stravinskiani” che fanno storia.

 

Natalʹja Gončarova : vita e creazione
Marina Cvetaeva
a cura di Luciana Montagnani
Torino : Einaudi, 1995
107 p. ; 23 cm
589755 GEN.L.14635

Quello con Natal'ja Goncarova fu un incontro effettivamente avvenuto. Nell'inverno 1928-29, a Parigi... Un amico della Cvetaeva, Marc Slonim, un giorno, durante una conversazione, le parla dei suoi incontri con i pittori russi Michail Larionov e Natal'ja Goncarova. Incuriosita e già entusiasmata dalla descrizione che Slonim le fa della pittrice pronipote dell'altra Goncarova, la bellissima, fatale moglie di Puskin, causa del suo duello e della sua morte, la Cvaeteva gli chiede di presentargliela. L'incontro ha luogo in un ristorante vicino a Saint-Germain, luogo di ritrovo di scrittori, artisti e gente di teatro. Il tempo della scrittura è breve: poco dopo il primo incontro il ritratto è già ultimato, ma l'amicizia continua (Luciana Montagnani)
88-06-13299-7

 

 


Anna Achmatova, 1938-1941

BIOGRAFIA: Anna Achmatova (Odessa 1889 - Mosca 1966) poetessa russa. Fece parte della Corporazione dei poeti, il gruppo acmeista capeggiato da Gumilëv, suo primo marito. Esordì con due volumi di liriche (Sera, 1912, e Rosario, 1914), che dell’ acmeismo riprendevano il gusto per una poesia dal lessico compatto e dai precisi contorni architettonici. L’originalità dell’ Achmatova si rivelò nel taglio discorsivo e intimistico delle sue poesie, quasi sempre imperniate sugli aspetti dimessi e quotidiani dell’amore. Dopo la pubblicazione di Lo stormo bianco (1917) e Anno Domini MCMXXI (1922), in cui compaiono spunti di poesia civile e religiosa, la A. serbò, per ragioni politiche, un lungo silenzio, solo a tratti interrotto da liriche dense di malinconia e angoscia per gli orrori della guerra (Da sei libri, 1940).
Nel 1946, accusata di estetismo e disimpegno politico, venne espulsa dall’Unione degli scrittori sovietici. Fu «riabilitata» nel 1955 in clima di disgelo. La sua ultima opera di rilievo, Poema senza eroe (composto in più riprese dal 1942 al 1962 e pubblicato solo parzialmente in Unione Sovietica), è un coraggioso tentativo di conciliare l’intimismo delle liriche giovanili con una più ampia e drammatica visione della realtà e della storia.

 

Anna e Amedeo : storia dell'amore segreto di Anna Achmatova e Amedeo Modigliani
Boris Nossik
traduzione Emanuela Guercetti

Bologna : Odoya, 2015
175 p., 16 p. di tav. : ill. ; 21 cm.
1524575 LOR 891.7 B ACHM

L'incontro fra Anna Achmatova e Amedeo Modigliani nella primavera del 1910, sullo sfondo dell'esuberante vita parigina che attrasse qui molti talenti da tutto il mondo. In un quotidiano confronto artistico e intellettuale con celebri personalità quali Léger, Picasso, Soutine, Diego Rivera e... Lev Trockij. Fra i pittori di Montparnasse, i Balletti Russi, il Quartiere Latino e i viali dei Giardini di Lussemburgo. Amedeo Modigliani s'innamora di Anna in un celebre caffè dov'è accompagnata dal primo marito, il poeta Nikolaj Gumilëv. Questo improvviso colpo di fulmine coincide con il primo mese di matrimonio di Anna. La relazione sentimentale fra Anna e Amedeo è effervescente e naturalmente viene tenuta nascosta. Presto Anna ritorna in Russia, dove il ricordo di Amedeo le ispira alcune delle sue liriche più famose. Sarà di nuovo a Parigi nel 1911, e questa volta non accompagnata dal marito. L'irrefrenabile passione di questa seconda stagione della loro peccaminosa relazione viene sublimata da Modigliani in alcuni dei suoi più audaci e meno noti schizzi a matita, che ritraggono l'Achmatova nella posa della Maja Vestida e della Maja Desnuda del Goya. Modigliani morì molto giovane di tubercolosi, nel 1920. Anna Achmatova visse invece a lungo per divenire il simbolo della poesia russa del XX secolo.

 

Anna di tutte le Russie: la vita di Anna Achmatova
Elaine Feinstein
traduzione di Giuliana Giuliani

Milano : La tartaruga, 2006
393 p. ; 21 cm.
664201 GEN L 42683

Questa è la biografia di Anna Achmatova (1889-1966), grande poetessa russa del secolo scorso. Risalta una figura complessa e affascinante, interprete di un'epoca e di un destino collettivo dalla speranza della prima rivoluzione bolscevica al cupo terrore del periodo staliniano. Nelle foto e nei ritratti di Anna Achmatova appare una bella donna dai tratti nobili e severi, alta e maestosa con un'espressione di infinita tristezza. Il suo primo marito fu ucciso per sospetto tradimento, suo figlio passò molti anni in un lager e vari amici e scrittori suoi contemporanei subirono le persecuzioni del governo di Stalin. Anna è costretta a tacere per un lungo periodo, impara a memoria i suoi versi che possono circolare solo in copie manoscritte perché giudicati lontani dai dettami dell'arte sovietica ufficiale. Soltanto negli ultimi anni della sua vita viene riabilitata, riceve molti premi e onori.

 

Innamorarsi a Leningrado : Anna Achmàtova e Isaiah Berlin
György Dalos
traduzione di Monica Guerra

Roma : Donzelli, 2007
168 p. : ill. ; 21 cm.
671503 GEN L 45315

23 novembre 1945. Sono le tre del pomeriggio quando Isaiah Berlin, uno dei massimi teorici del pensiero liberale contemporaneo incontra in una tetra stanza a Leningrado Anna Achmatova, grande poetessa russa del ventesimo secolo. È l'inizio una straordinaria storia d'amore. Un incontro durato solo lo spazio di una notte e di un giorno, ma destinato a lasciare un segno indelebile nelle vite dei due protagonisti. Dopo quella sera la Achmàtova divenne uno dei principali bersagli politici del regime e Berlin si trasformò per sempre agli occhi dei sovietici nella spia britannica. Anna si sarebbe tormentata per sempre quell'ospite per il resto della vita e da quell'amore maledetto sarebbero nate alcune delle sue poesie più belle. György Dalos è riuscito a entrare negli archivi di Mosca avendo accesso per la prima volta alle carte della polizia sovietica del KGB relative al caso Achmatova. Il risultato è un ritratto della guerra fredda dall'interno.

 

Il bacio dell'icona: antologia poetica
Anna Achmatova ; a cura di Curzia Ferrari

Milano : Àncora, 2011
157 p. ; 19 cm
GEN J 10339 705004

Anna Achmatova (pseudonimo di Anna Gorenko) nasce nel 1889 nei pressi di Odessa. Vive una giovinezza ricca di stimoli culturali (letteratura, teatro, musica), ma segnata dalla sofferenza (due sorelle morte, la separazione dei genitori, la malattia del padre, l'ossessione religiosa della madre); il dolore la accompagnerà per tutta la vita, dando alla sua poesia un tono ora vibrante, duro e rabbioso, ora disilluso e malinconico, intessuto della memoria del passato. Tra i temi a lei più cari sono la religione, nella sua declinazione tipicamente russa (quotidiana, casalinga, con gli oggetti ad essa cari come i ceri e le icone), e la grande terra sua e dei suoi avi, la Santa Russia, grandiosa e misera, mistica e brutale.

 

 

Luna allo zenit e altre poesie
Anna Achmatova
a cura di Bruno Carnevali

Bagno a Ripoli : Passigli, 2007
354 p. ; 21 cm
677719 GEN L 47219

Questa raccolta delle poesie di Anna Achmatova, uscita in prima edizione nel 1962 e dunque solo quattro anni prima della scomparsa della grande poetessa russa, resta a tutt'oggi la più completa e organica antologia della sua opera poetica in edizione italiana; anche per questo, riproponendola oggi a distanza di più di quarantanni, abbiamo preferito lasciare intatto il lavoro del traduttore e curatore, anche per quanto riguarda l'apparato critico-bibliografico. Anna Achmatova, insieme con Marina Cvetaeva, è stata senza dubbio la più grande poetessa russa del Novecento. Nata a Odessa nel 1889, la sua vita si è intrecciata con la storia del suo Paese, e anche con le tragedie di quella storia; basti pensare che il suo primo marito, il poeta Nikolaj Gumilév, venne fucilato nel 1921 con l'accusa di attività controrivoluzionaria; che il suo unico figlio, Lev, venne condannato a morte nel 1938; e che lei stessa fu continuamente ostacolata dal regime sovietico - che accusava i suoi versi di pessimismo nevrotico e di erotismo malato - e venne espulsa dall'Unione degli Scrittori. In realtà l'Achmatova si ricollegava a ciò che c'era di più alto, e ancora fertile, nella grande tradizione della letteratura russa fra Otto e Novecento, da Puskin a Blok; e lo faceva rifiutando, come scrive Carnevali nella prefazione, ogni «compiacimento  estetizzante», ogni «tentativo di evasione». La sua voleva essere innanzitutto poesia della realtà, e «la stessa misura del suo tono lirico, la precisione del dettaglio, la sobrietà insomma del linguaggio conferiscono tanta più intensità, intima tensione drammatica ai suoi versi».

 

 

Maria Bashkirtseva: esposizione in video delle sue tele

BIOGRAFIA: Maria Bashkirtseva (1858 - 1884) nasce in Ucraina a Gavronzi (Poltava) in una piccola famiglia nobile di provincia, in cui riceve un'istruzione francese. Trascorre l’ infanzia con la madre, separata da suo padre, nella regione di Kharkov. Si trasferisce a Nizza nel 1871 all' eta' di 12 anni. A 14 inizia a scrivere il suo diario che contribuirà in gran parte alla sua celebrità . Rivela un'intelligenza viva, una grande sensibilità e uno spirito precoce alla ricerca della gloria. Assetata di conoscenza studia l'inglese, il tedesco, l'italiano, il greco ed il latino, si dedica alla musica e si interessa agli autori classici e contemporanei.
Nonostante le pressioni del suo ambiente che vorrebbe vederla sposa, vuole dedicarsi all' arte, la sua passione. Ammalatasi di tubercolosi diventa sorda, ed è costretta a lasciare il canto e la musica, è così che Maria Bashkirtseva si orienta completamente verso la pittura: studia all'Accademia Julian, una delle rare Scuole ad accettare le donne dove entra nel 1877. Espone per la prima volta nel 1880 ed ottiene il suo primo successo nel 1883. L'opera pittorica consiste in un centinaio di quadri, edè senza dubbio importante: Maria Bashkirtseva ama dipingere scene di strada e gente povera.
Le sue opere non hanno purtroppo avuto il giusto riconoscimento: non si può dire che facesse parte a pieno titolo dell'avanguardia russa, tuttavia molte sue opere sono state distrutte dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. Le sue sculture sono solo cinque. Per tutta la vita ha tenuto un diario, pubblicato dopo la sua morte dalla madre, apprezzato e tradotto in molte lingue. Anche la sua corrispondenza con lo scrittore Guy de Maupassant, è stata pubblicata, nel 1891.
Maria Bashkirtseva è morta a Parigi all' eta' di soli 25 anni.

 

 

Artiste : dall'impressionismo al nuovo millennio
Martina Corgnati

Milano : B. Mondadori, 2004
XIX, 379 p. : ill. ; 22 cm.
843028 BAG 709.2 CORG

Perché le donne artiste sono state così poche? Alla fine degli anni ottanta la storica dell'arte Linda Nochlin, accesa militante femminista, formulava questa domanda  provocatoria. Quel punto di vista ormai storico è solo la base per ripercorrere le vicende della creatività al femminile dagli ultimi decenni dell'Ottocento ai nostri giorni, considerando attraverso le figure più importanti (Berthe Morisot, Käthe Kollwitz, Natalja Goncarova, Meret Oppenheim, Georgia O'Keeffe, Louise Nevelson, Eva Hesse, Carla Accardi, Shirin Neshat) le tendenze e i problemi specifici dell'arte prodotta da donne.

 

Quando anche le donne si misero a dipingere
Anna Banti

Milano : Abscondita, 2011
100 p. : ill. ; 20 cm.
T2436285 VAL 759 BANT

«Non credo facile stabilire quando le donne si siano messe a dipingere: anche il caso, marginalissimo, di una monaca miniatrice è una pura ipotesi. Il Trecento fiorentino, se a qualcuno gli frullasse per il capo, la respingerebbe come suggestione diabolica. Magari carico di prole femminile, mai che un pittore pensasse a farsi macinare i colori da una figlioletta. Vengono i brividi solo a pensarlo. E, per carità, nessun nome femminile fra i contemporanei di Pollaiolo, di Botticelli. L'avvento di Michelangelo cancellò del tutto la donna e altrettanto seguì coi suoi discepoli diretti o indiretti: basta pensare al Pontormo, al Rosso, caratteri lunatici, spauracchi delle pareti domestiche. (...) Fu sulla metà del secolo sedicesimo che qualche cosa cambiò: certi padri cominciarono a vezzeggiare le loro bambinette, che, furbette, non tardarono a profittarne».

 

L'altra metà dell'avanguardia, 1910-1940 : pittrici e scultrici nei movimenti delle avanguardie storiche
Lea Vergine

Milano : Il saggiatore, 2005
404 p. : ill. ; 24 cm
VEN 709.04 VERG TD271447

C'è stato un tempo in cui Varvara Stepanova era solo la moglie di Rodcenko e la fama di Frida Kahlo non superava i confini del Messico. In quei lunghi decenni di oblio, le  pittrici e scultrici che avevano svolto un ruolo primario nel grande rinnovamento artistico della prima metà del Novecento si trovavano relegate in una provincia remota e marginale della storia dell'arte. Solo poche personalità erano state risparmiate da quella rimozione dovuta alla disattenzione o al pregiudizio dei critici, all'autocensura delle stesse artiste, alle persecuzioni razziali, alle devastazioni delle guerre mondiali. L'altra metà dell'avanguardia, la mostra ideata da Lea Vergine nel 1980, strappò il velo che celava l'attività di oltre cento artiste europee, russe, americane che, come scrisse Giorgio Manganelli "ignorate, scomparse, rintanate, morte e disperse, o pensose sul tema del morire, ormai ignare di se stesse, avevano portato alla strepitosa avventura dell'avanguardia una ricchezza straordinaria". Fu una scoperta che fissò un canone valido a livello internazionale e impose all'attenzione di critica e pubblico opere e talenti che da allora hanno attratto un interesse costante - basti ricordare il caso di Carol Rama. Tuttora insuperato per rigore critico e estensione delle esperienze indicate, il catalogo dell'esposizione è oggi ripubblicato in forma di libro come riferimento imprescindibile per chiunque voglia conoscere il ruolo dell'arte femminile nei movimenti di punta del secolo passato.

 

Women artists: le *donne e l'arte nel 20. e 21. secolo
a cura di Uta Grosenick

Koln : Taschen, 2002
576 p. : ill. ; 26 cm.
TD696543 NIG 704DONN

Non crediate che questo libro solo perchè non presenta artisti uomini sia meno corposo e importante. Con 576 pagine passa in rassegna tutte le correnti artistiche dagli anni Venti fino al 2000, coprendo ogni forma d'arte che sia stata esplorata e sviluppata. L'universo femminile in campo artistico è molto vasto e variegato e offre la possibilità di capire meglio l'arte contemporanea.

 

Revolutija: da Chagall a Malevich da Repin a Kandinsky : capolavori dal Museo di Stato Russo, San Pietroburgo
mostra e catalogo a cura di Evgenija Petrova con Joseph Kiblitsky

Milano : Skira ; San Pietroburgo : Russian Museum, 2017
231 p. : ill ; 33 cm
175777 GEN S 672

L’arte delle avanguardie russe è uno dei capitoli più importanti e radicali del modernismo. Il periodo compreso tra il 1910 e il 1920 ha infatti visto nascere, come in nessun altro momento della storia dell’arte, scuole, associazioni e movimenti d’avanguardia diametralmente opposti l’uno all’altro e a un ritmo vertiginoso. Circa 70 opere (capolavori assoluti provenienti dal Museo di Stato Russo di San Pietroburgo) raccontano gli stili e le dinamiche di sviluppo di artisti tra cui Nathan Altman, Natalia Goncharova, Kazimir Malevic, Wassily Kandinskij, Marc Chagall, Valentin Serov, Alexandr Rodchenko e molti altri per dar conto della straordinaria modernità dei movimenti culturali della Russia d’inizio Novecento: dal primitivismo al cubo-futurismo, fino al suprematismo, costruendo contemporaneamente un parallelo cronologico tra l’espressionismo figurativo e il puro astrattismo. Obiettivo di "Revolutija" è mettere in luce quante e quali arti, così diverse tra loro, nacquero in Russia tra i primi del Novecento e la fine degli anni ’30 e anche riportare l’attenzione su artisti rimasti un po’ nell’ombra, tipo Repin o Petrov- Vodkin o Kustodiev, a causa dell’enorme successo avuto da altri quali Chagall, Malevich o Kandinsky. Tra i capolavori presentati spiccano opere iconiche come la celeberrima Promenade di Chagall, il Contadino suprematista di Malevich e la Composizione su Bianco di Kandinsky, affiancate da altre importanti opere di assoluto valore scientifico. Catalogo della mostra di Bologna (Museo d'Arte Moderna, 12 dicembre 2017 - 13 gennaio 2018).

 

Il libro dell'avanguardia russa: opere della Collezione Marzaduri a Ca' Foscari
a cura di Giovanna Pagani Cesa e Alessandra Trevisan
Milano : Biblion, 2004
158 p. : ill. ; 24 cm + 1 CD-ROM (cd Rom non disponibile)
662428 GEN O 11205

Tra il 1910 e la fine degli anni '20 in Russia si assiste a uno straordinario e importante fermento culturale e artistico, grazie anche ai numerosi contatti con l'avanguardia occidentale. In quegli anni il paese è percorso da una profonda spinta modernista che porta gli intellettuali a considerare il libro non più come strumento elitario di  conoscenza ma come parte integrante della vita quotidiana. Illustrato dai più importanti artisti russi, tra i quali Filonov, Goncarova, Larionov, Malevic, Lisickij, Rodcenko, il libro diventa opera d'arte e il disegno è parte di un progetto grafico-letterario globale dove si affermano le voci più autorevoli dell'avanguardia russa, dal cubofuturismo al costruttivismo. Nei versi di autori come Chlebnikov, Krucenych, Majakovskij, Sersenevic, Pasternak, Esenin si intrecciano e si confondono le diverse tendenze poetiche dell'avanguardia russa. Marzio Marzaduri, studioso del futurismo russo, è stato un appassionato collezionista di questi libri, autentiche opere d'arte, uscite in tirature limitate. Nel donare l'intera raccolta all'università Ca' Foscari, Gabriella Morandi Marzaduri rende ora fruibile una collezione di pezzi esclusivi e irripetibili, frutto di anni di ricerca, che questo catalogo intende mettere a disposizione di studiosi e appassionati.

 

Avanguardie russe: Malevich, Kandinskij, Chagall, Rodchenko, Tatlin e gli altri: mostra a cura di Victoria Zubravskaya
Cinisello Balsamo : Silvana Editoriale, 2012
121 p. : ill. ; 24 cm
1529368 TIB 709.47 AVAN

Il volume testimonia lo straordinario fervore creativo delle arti in Russia nei primi decenni del Novecento. Le opere, appartenenti a tredici musei russi e a un collezionista privato, sono espressione delle correnti (postimpressionismo, primitivismo, cubo-futurismo, suprematismo, costruttivismo) e dei protagonisti della storia dell'arte in Russia di quegli anni: Marc Chagall, Vasilij Kandinskij, Natalia Goncharova, Kazimir Malevich, Mikhail Larionov, Vladimir Tatlin.
Un'occasione per ripercorrere un periodo eccezionale - quello compreso tra le due rivoluzioni del 1905 e del 1917 - in cui si mobilitarono formidabili risorse artistiche e intellettuali in una produzione che investì ogni campo della cultura, nel tentativo di conciliare i repertori della tradizione slava con i linguaggi del nuovo secolo, e che risulterà favorevole per lo sviluppo delle correnti artistiche del XX secolo. I saggi di Andrey Sarabiyanov e Claudia Salaris ricostruiscono questo frangente storico,  rintracciando anche i legami e le influenze fra il mondo artistico russo e quello occidentale. Il volume è completato dalle biografie degli artisti.

 

Arte russa e sovietica: 1870-1930
a cura di Giovanni Carandente

Milano : Fabbri, 1989
511 p. : in gran parte ill. ; 30 cm
consultazione locale 529457 CONS.R CONS.1717

Arte russa e sovietica 1870-1930. Volume pubblicato in occasione della mostra promossa dal Ministero della Cultura dell'URSS. Presentazione di Giulio Carlo Argan. Scritti di Giovanni Carandente, Marian Burleigh-Motley, Vladimir A. Lenjasin, Nicoletta Misler, Claudia Terenzi, et al. Antologia di scritti degli artisti, cronologia comparata,  bibliografia integrativa, indice degli artisti e delle opere.
Con 258 tavole a colori e numerose ill. in nero (Polenov, Vasnecov, Nesterov, Archipov, Serov, Vrubel', Korovin, Maljutin, Borisov- Musatov, Grabar', Kuznecov, Rozenberg, Benois, Rerich, Golovin, Vinogradov, Maljavin, Lentulov, Javlenskij, Goncarova, Burljuk, Archipenko, malevic, Drevin, Casnik.

 

 

Avanguardie russe
Nicoletta Misler

Firenze : Giunti, 1989
50 p. : ill. ; 29 cm
966398 AFF 709.47 AVAN

Nella presente pubblicazione vengono presentate le avanguardie russe. Protagonisti, testimoni, opere e vicende di quella fase straordinaria dell'arte in Russia tra 1900 e 1930 sono presentati alla luce delle recenti acquisizioni storico-critiche.

 

Le avanguardie artistiche del Novecento
Mario De Micheli

38. ed. Milano : Feltrinelli, 2005
426 p. 16 tav. : ill. ; 20 cm.
TD410073 BAG 709.04 DEMI

Con un saggio efficace, che unisce al rigore degli argomenti la ricchezza dell'informazione, Mario De Micheli rievoca gli "anni eroici" delle avanguardie, svolge un'indagine sulle cause che hanno provocato il fenomeno dell'arte moderna nella determinazione specifica dei suoi caratteri e delle sue tendenze. Il libro, rifuggendo sia da una semplice cronaca dei movimenti, sia da un astratta descrizione delle dottrine, esamina le idee, le teorie, le poetiche nel loro concreto divenire e soprattutto nel fuoco dell'esercizio creativo dei maggiori protagonisti dell'arte moderna. Ne risulta un saggio organico, serrato, in cui i motivi dominanti nel cono dell'arte d'oggi si dispongono in modo criticamente evidente, offrendo al lettore la chiave di un'interpretazione non esteriore, né metafisica, dell'arte moderna. Ai pregi del saggio si aggiunge inoltre la parte  documentaria, in cui sono raccolti i testi programmatici dei vari movimenti, i manifesti, tradotti integralmente, e molti per la prima volta.

 

Avanguardie russe
a cura di G. Di Milia ; testi in catalogo di G. Di Milia

traduzione dal russo di Monica Bottazzi, Licia Brustolin Guadalupi e Pia
Pera ; traduzione in inglese di Howard Rodger MacLean
Modena : Fonte d'abisso arte, 1991
181 p. : ill. ; 30 cm
720486 GEN.R.1141

Condizione: Buono. E’ il catalogo dell’omonima mostra presso la Galleria Fonte d’Abisso di Milano (4.IV – 29.VI.1991). Vi sono pubblicate 140 opere di Kandinskij, Larionov, Goncharova, Burliuk, Sinjakova, Guro, Rozanova, Cjupjatov, Malevich, Kljiun Suetin

 

Avanguardia russa: esperienze di un mondo nuovo
Cinisello Balsamo : Silvana ; Vicenza : Intesa San Paolo, 2011
167 p. : ill. ; 28 cm
713543 GEN.P.1064

L'unica misura della bellezza è la grandezza e la necessità interiore (Kandinskij, 1912). Ottantacinque capolavori dai musei regionali russi di Ivanovo, Kostroma, Jaroslavl' e Tuia, in un inedito e affascinante confronto con le icone russe della collezione Intesa Sanpaolo. La ricerca di un mondo nuovo passa attraverso radici lontane, e risale alla memoria profonda della più antica tradizione visuale russa. Una sequenza di capolavori pittorici puntualmente messi in rapporto con l'esperienza trasfigurante dell'icona e accanto a essi uno straordinario nucleo mai in precedenza mostrato in Occidente di agit-stoffe, i tessuti di propaganda prodotti sotto l'impulso dell'Avanguardia russa: l'unica che seppe costruire anche un mondo nuovo quotidiano.

 

L'avanguardia russa, la Siberia e l'Oriente
a cura di John E. Bowlt, Nicoletta Misler, Evgenija Petrova

Milano : Skira, 2013
319 p : ill ; 29 cm
911719 GAL 709.47 AVAN

I rituali degli sciamani siberiani, le antichissime sculture funerarie delle steppe, presenza pietrificata di culti arcaici e immortali, le stampe popolari cinesi, le incisioni giapponesi, le teorie teosofiche e antroposofiche e la filosofia indiana sono alcuni degli elementi che hanno ispirato i nuovi artisti e scrittori russi nello sviluppo delle loro posizioni estetiche e teoretiche poco prima della Rivoluzione d'ottobre del 1917.
Realizzato in occasione della mostra fiorentina, il volume è dedicato a questa complessa relazione fra l'arte russa e l'Oriente - sia esso l'Oriente russo o l'Estremo Oriente - assegnando un ruolo di rilievo a quegli artisti radicali che influenzarono lo sviluppo dell'arte moderna ormai un secolo fa. Personaggi come Léon Bakst, Alexandre  Benois, Pavel Filonov, Natal'ja Goncarova, Wassily Kandinsky, Michail Larionov e Kazimir Malevich erano profondamente consapevoli dell'importanza dell'Oriente per la loro arte, e contribuirono a un ricco dibattito che lasciò un segno profondo e permanente sulla loro pratica artistica. Il catalogo e la mostra mettono anche in relazione gli esponenti principali dell'Avanguardia russa con altri artisti dell'epoca, altrettanto significativi benché forse meno noti, come Nikolaj Kalmakov, Sergej Konenkov e Vasilij Vatagin, di cui alcune opere sono esposte in Occidente per la prima volta.

 

PER RAGAZZI
Avanguardie russe
Licia Michelangeli

Firenze : Giunti, 2004
95 p. : ill. ; 22 cm.
TD647725 TIB 709 4 MICH

Grandi Movimenti Artistici: una collana ricca di illustrazioni e approfondimenti. Ciascun volume affronta genesi, sviluppo e caratteristiche del movimento al quale è dedicato, delineandone le linee guida e presentandone i protagonisti. Il presente volume tratta le avanguardie russe.

 

 

 

L'avanguardia trasversale: il futurismo tra Italia e Russia
Cesare G. De Michelis

Venezia : Marsilio, 2009
301 p. ; 22 cm
GEN.L.50513 685054

Il futurismo ha avuto le sue manifestazioni più rilevanti in Italia e in Russia, e la storia delle loro intersezioni è dunque di primaria importanza; ma dietro alla complessa vicenda dei rapporti tra i due futurismi, si cela una questione anche più intrigante, che tocca la nozione stessa di avanguardia (formatasi con l'impiego di un termine militare per significare le istanze di rottura e innovazione sia in campo estetico che in quello politico). L'agognata saldatura delle 'due avanguardie' fu un sogno che divenne dominante dopo il terremoto della prima guerra mondiale, col sovvertimento degli istituti politici tradizionali e il sorgere del bolscevismo in Russia e del fascismo in Italia. Allora, la questione del primato e  delle influenze, pur continuando a venire discussa soprattutto col metro artistico, ha acquisito una valenza metastorica, riversandosi retrospettivamente sul periodo d'oro del futurismo. La ricostruzione documentaria del dibattito scaturitone (con l'intervento, tra gli altri, di Marinetti e Majakovskij, di Gramsci e Trockij, di Cavacchioli, Prezzolini, Croce, Jakobson, Livsic e Chlebnikov) consente di far luce su uno snodo decisivo per intendere criticamente l'intera vicenda dell'avanguardia novecentesca: questo libro raccoglie un'ampia silloge di fonti originali, e porta un contributo essenziale alle celebrazioni per il centenario del futurismo, fuori da una prospettiva angustamente nazionalistica.

 

L'altra Mosca: arte e letteratura nella cultura russa tra Ottocento e Novecento
Rosanna Casari, Silvia Burini

Bergamo : Moretti & Vitali, ©2000
264 p. ; 22 cm.
629678 GEN L 31796

Le due parti che compongono il volume – concepite come cultural studies – offrono al lettore una panoramica della storia di Mosca ancora tutta da conoscere e scoprire. La capitale russa diventa un composito “testo” da interpretare, intreccio di cultura popolare e avanguardia, quotidianità e architettura monumentale, arte e rivoluzione. Nella prima parte è protagonista la Mosca del XIX secolo, grandiosa e sacrale, pervasa dall’idea dell’alto e della vertigine: dai grandiosi progetti urbanistici ai bassifondi dove è ammessa ogni devianza. Nella seconda parte entra in scena la Rivoluzione, l’affermarsi e l’enfatizzarsi delle scelte culturali trasgressive e alternative degli anni Venti; con un nuovo protagonista urbano e culturale: il Caffè letterale, teatro dei nuovi linguaggi e della nuova utopia.

 

 

Kandinsky e l'anima russa
a cura di Giorgio Cortenova, Evgeniya Petrova, Joseph Kiblitsky

Venezia : Marsilio, 2004
257 p. : ill. ; 29 cm
645618 DOC Q 830

Costruito attorno alla grande personalità di Vassily Kandinsky, del quale si presentano i lavori delle fasi cruciali della produzione, il volume offre centocinquanta opere di grande spessore, tese a delineare un quadro della storia dell'arte russa dai primi decenni dell'Ottocento ai giorni nostri. Oltre a Malevicy alla Goncyarova, a Chagall e a Filonov, la rassegna propone numerosi altri protagonisti della stagione tra Ottocento e Novecento: da Repin a Fedotov, da Nesterov a Surikov, da Vrubel a Borisov-Musatov. Questi sono i grandi artisti dell'anima russa: indissolubilmente legati alla loro terra, essi hanno saputo rinnovare e rigenerare i linguaggi della memoria e della tradizione, in una dialettica di estrema profondità fra Occidente e Oriente

 

Kandinskij Gončarova Chagall: sacro e bellezza nell'arte russa
a cura di Silvia Burini, Giuseppe Barbieri, Alessia Cavallaro

Torino : Gallerie d'Italia ; Milano Skira, 2019
127 p. : ill. ; 28 cm
T2510886 SOR 759.7 KAND

Il volume presenta un nucleo di diciannove preziose icone russe appartenenti alle collezioni d'arte di Intesa Sanpaolo accostato a quarantacinque capolavori di artisti russi di fine Ottocento e inizio Novecento provenienti dalla Galleria Tret'jakov di Mosca e da altri importanti musei della Russia, di Nizza e di Salonicco. Pubblicato in occasione della mostra di Vicenza e curato da Silvia Burini, Giuseppe Barbieri e Alessia Cavallaro, il volume affronta un tema di rilevante spessore, quello dei rapporti tra la tradizione delle icone e i movimenti artistici che, tra Otto e Novecento, hanno radicalmente mutato il contesto russo influenzando definitivamente anche quello internazionale. Attraverso le opere di Chagall, Kandinskij, Goncarova, Malevic, Tatlin, Filonov, Kljun e di altri artisti russi di fine Ottocento primi Novecento viene dimostrato come l'arte moderna russa sia tornata ad attingere linfa vitale dalla spiritualità degli antichi modelli iconografici, la cui simbologia universale sa essere linguaggio anche della nuova sensibilità estetica delle Avanguardie.

 

L'arte nella tempesta: l'avventura di poeti, scrittori e pittori nella Rivoluzione russa
Tzvetan Todorov ; traduzione di Emanuele Lana

Milano : Garzanti, 2017
251 p. : ill. ; 22 cm
T2160440 DER 709.47 TODO

"Pensatore inclassificabile, lettore instancabile, libero da ideologie e convinto oppositore di tutti i totalitarismi."Il Sole 24 OreLa Russia dei primi anni del Novecento rappresenta una delle poche, meravigliose congiunture della storia in cui un numero stupefacente di grandi artisti si trova a convivere e a farsi intensa, febbrile comunità. Nelle parole di uno dei protagonisti di quegli anni, il poeta Vladislav Chodasevič, "tutte le strade erano aperte, con un solo obbligo: andare quanto più possibile veloce e lontano". Sono gli anni di Bulgakov e di Majakovskij, di Pasternak e Mandel'štam, di Šostakovič, Ėjzenštejn e di tanti altri, donne e uomini che la sorte gettò nella tempesta della Rivoluzione e del nascente regime sovietico. Cent'anni dopo, Tzvetan Todorov ha deciso di rievocare l'avventura di una generazione che dopo aver spesso accompagnato con entusiasmo i primi slanci antizaristi e libertari, si trovò di fronte a un potere progressivamente sempre più cieco e ottuso, ed elaborò strategie ora di opposizione, ora di  compromesso, ora di drammatica resa: il suicidio, l'esilio, più spesso il silenzio. Todorov racconta questa miriade di traiettorie avventurose, laceranti, a volte semplicemente grottesche con la sua enorme cultura e la sua prosa avvincente, soffermandosi a lungo sulla figura complessa e per questo esemplare del grande pittore Kasimir Malevič. Ma nelle sue pagine risuonano anche gli echi della vicenda personale che portò nel 1963 l'autore a fuggire la cappa di piombo della natia Bulgaria e a rifugiarsi in Occidente. Anche per questo L'arte nella tempesta, pubblicato in Francia a un mese dalla scomparsa, resterà come il degno testamento di un grande maestro di studi e di libertà, una delle ultime grandi figure esemplari della cultura europea.

 

Lo squarcio di Kazimir Malevič
Luciano Ponzio

Milano : Spirali, 2004
311 p., 8 tav. : ill. ; 22 cm.
643515 GEN L 36175

L'arte non è impegnata entro i confini del mondo, già definito e già interpretato come lo sguardo se lo rappresenta. L'arte in generale e la pittura in particolare non si lasciano assorbire nella routine, nell'applicazione pratica e funzionale, non si lasciano ridurre alla 'logica di mercato o alle strategie di potere. Per questo, la partecipazione artistica alla vita è una forma di responsabilità ben più ampia di quella che si limita a vivere la vita dal di dentro. L'arte sovverte la 'Visione realistica del mondo. L'arte raffigura l'alterità della vita, la sua ambivalenza, perturbando l'ordine costituito, le abitudini, i pregiudizi, gli stereotipi. L'arte e la vita sono reciprocamente coinvolte; la vita deve guardare all'arte non come ornamento e decorazione - l'uso dei colori come cosmetici (Malevic) - ma come ricerca, attività critica del mondo degli oggetti. Per essere effettivamente vita, e non inerte ripetizione e mantenimento dell'ordine convenuto, la vita deve rinnovarsi attraverso l'arte. Artisti come Kazimir Malevic, cui questo libro è fondamentalmente dedicato, hanno cercato con la loro opera di costruire una teoria per uscire dallo sguardo dominante. Il titolo del libro, Lo squarcio di Kazimir Malevic, indica l'approdo di questa ricerca.

 

Suprematismo
Kazimir Malevič ; a cura di Gabriella Di Milia

Milano : Abscondita, 2000
160 p., 12 tav. : ill. ; 22 cm.
688316 GEN.L.51441

Kazimir Malevic (1878-1935) è un affascinante protagonista di quel prodigioso fermento da cui sono emerse le avanguardie russe che hanno raggiunto il loro culmine negli anni precedenti la Rivoluzione d'Ottobre. La figura di Malevic ha assunto un alone di leggenda, non solo per lo straordinario valore dell'artista, ma anche per l'importante contributo del teorico, che ha avuto una profonda influenza sull'evoluzione delle opinioni estetiche del tempo. Malevic è soprattutto il fondatore del suprematismo, movimento pittorico che ha portato all'estremo il superamento delle convenzioni spaziali e ha azzerato le forme per farle rinascere come unità pittoriche elementari, assoggettate al dominio del colore. Creata da una "ragione intuitiva", affrancata dalla forza di gravità terrestre, l'arte di Malevic, in quanto espressione di energia spirituale, era anche un metodo per raggiungere uno stato di coscienza più elevato, in grado di percepire l'invisibile. Il volume raccoglie i testi essenziali di Malevic sul suprematismo, testi di grande suggestione, scritti tra il 1913 e il 1923, che contribuiscono a farci scoprire ulteriori ragioni del suo lavoro.

 

Kazimir Malevic e il suprematismo: 1878-1935
Gilles Neret
Koln : Taschen, 2003
96 p. : ill. ; 23 cm.
TD299987 AFF 759.7 MALE

Mescolando e reinterpretando i Fauve e il Cubismo prima di fondare il movimento Suprematista, il pittore Russo Kasimir Malevich (1878-1935) è stato una figura dominante dell'avanguardia e pioniere dello stile non oggettivo.

 

 

 

Malevič l'ultima icona : arte, filosofia, teologia
Massimo Carboni

Milano : Jaca Book, 2019
251 p. : ill. ; 23 cm
T2490505 SOR 759.7

Il libro propone un'analisi del rapporto tra Kazimir Malevic - l'artista che più di ogni altro ha affrontato il problema della visione dell'invisibile - e la dimensione estetico-filosofica dell'icona. Dopo aver ripercorso i fondamenti teologici e spirituali di questa grande tradizione dell'Oriente cristiano, l'Autore prende in esame l'opera del fondatore del Suprematismo a partire dal celeberrimo Quadrato nero - uno dei miti e dei riti istitutivi dell'arte moderno-contemporanea - e di questa vera e propria ultima icona fornisce una lettura che corre in parallelo con il "De visione dei" (1453), uno straordinario scritto del filosofo e teologo Nicola Cusano, che di quell'opera seminale sembra paradossalmente rappresentare il commento anticipato. Nell'opera di Malevic assume nuova vita il problema artistico e teologico-filosofico dell'icona. Ciò significa che in realtà le avanguardie non operano una tabula rasa (la "parola d'ordine" con la quale sempre si sono auto-presentate) della cultura artistico-filosofica precedente, ma che l'intreccio tra appartenenza e modificazione si anima anche in quei casi ove più enigmaticamente evidente ci si offre il tratto dell'azzeramento radicale, della rielaborazione più innovativa.

 

Malevic
Jolanda Nigro Covre

Firenze ; Milano : Giunti, c2004
50 p. : ill. ; 29 cm
TD470474 SAN 759.7 MALE Collane

Un dossier dedicato a Malevic (1878-1935). Nel sommario: "Gli inizi tra modernità e tradizione"; "Suprematismo e dintornii"; "La fase estrema: i monocromi"; "Finale breve". Una pubblicazione agile, ricca di belle riproduzioni a colori, completa di un utilissimo quadro cronologico e di una ricca bibliografia.

 

 

 

Aleksandr Deineka
il più importate artista del Realismo Socialista

Aleksandr Deineka (Kursk 1899 - Mosca 1969) È il più noto artista del Realismo socialista, a lungo oscurato dalla critica verso i paesi oltre cortina. Si distingue per la semplicità e il dinamismo delle figure sempre presenti nelle sue tele, icone del progresso e del tempo libero. A 30 anni dalla prima monografica europea a Duesseldorf, anche l'Italia gli ha reso omaggio nelle sale del Palazzo delle Esposizioni di Roma con opere uscite per la prima volta dai confini russi.
Su di lui si è andato concentrando negli ultimi anni un grandissimo interesse da parte dei maggiori critici dell'arte del Novecento. L'arte di Deineka si distingue da quella di tutti gli altri protagonisti del Realismo Socialista per essere caratterizzata da una ricerca formale ed estetica che, pur coinvolta nelle finalità propagandistiche di regime proprie di molta parte di quel movimento, assurge ad una qualità formale e poetica che travalica le circostanze storiche in cui si è sviluppata, collocando la ricerca di quest'artista in una posizione di assoluto rilievo nella definizione dell'avanguardia realista europea.
Le sue opere si trovano Galleria Tret'jakov, dal Museo Statale Russo di San Pietroburgo e nella Pinacoteca Statale Aleksandr Deineka di Kursk, abbracciano un periodo che va dagli anni Venti ai Sessanta e includono, oltre alla pittura, esempi della produzione grafica (disegni, illustrazioni, manifesti), plastica, e monumentale.