Biblioteca Valvassori Peroni

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“La vita degli uomini, i cani lo sanno, è difficile. Contrariamente agli animali, non controllano il loro tempo, hanno sempre dubbi, non sanno scegliere, pochi sono guidati dall'istinto, quasi nessuno da quella legge della natura che ordina ad ogni piccolo abitante della terra di svolgere il suo compito subito, senza esitazione, senza imprecisione, senza incertezze.”

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“Let it snow!, trasmettevano le radio. Let it snow!, sfilavamo foto e scritte al neon sui profili Instagram. Eravamo felici; sorpresi ma felici. Poi la neve continuò a cadere.
E coprì ogni cosa.
Poi il freddo diventò più forte.
E bloccò ogni cosa.”

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“Seduta sopra una panchina della stazione, Asja guarda passare i treni. Non se la sente di tornare a casa. Vuole fuggire. Andarsene. Prendere un treno qualunque e sparire per sempre.”

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“Nella stanza c'è troppo silenzio, perciò di notte mi aggiro per i corridoi. Mi fa male il petto. Mi muovo piano. C'è veramente troppo silenzio. Sfioro le pareti con un dito. Lo faccio per ore.”

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“Ora ho capito il senso della mia esistenza. Si può percorrere molta strada nella sola vita che abbiamo, senza mai imparare nulla. Io, invece, ho finalmente capito il senso del nostro viaggio e di questa inutile guerra.”

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"I boati delle armi da fuoco e il fischio delle pallottole che ti entrano nelle orecchie e scendono fino alle ossa. La puzza di polvere da sparo, che prude il naso. Le grida di furore e paura. La faccia stupita del tizio morto dentro il furgone, gli occhi spalancati dalla sorpresa, la bocca aperta in una specie di sorriso."

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"Due occhi gialli mi fissano immobili. Non sono né di gufo né di gatto. Sono di un lupo. Oh, che cavolo devo fare? Dannazione non lo so! So solo che ho una paura tremenda e ho lasciato il coltello nello zaino! Giro di poco la testa: il lupo è ancora là e mi sta fissando."

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"Parlavo l'arabo come l'italiano e l'italiano come l'arabo, due lingue madri e una madre sola. Due sintassi di una sola memoria. Volevo guidare un autobus. Volevo disegnare. Ma oggi qualcuno ha detto che i miei disegni fanno cagare."

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“A metà gennaio mio fratello Jason non era ancora tornato a casa e anche se mi mancava, la vita era diventata molto meno complicata, senza lui in giro. Ogni tanto ci parlavamo al telefono ma tutto sommato non avevamo molto da dirci."

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"Non ci portare chiunque a vedere il mare, che è una cosa importante, non è mica una cosa da niente. A vedere il mare portaci quel qualcuno perfetto per condividere il silenzio, che è difficile trovarlo, ma se lo trovi non hai scampo, lo vedi in un altro modo, il silenzio, e te ne innamori."

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"Scegli il panorama che vuoi, il luogo che preferisci, la stagione che più ami, il momento che ritieni perfetto e seguimi. Ti porterò a guardare l'orizzonte e resteremo in silenzio a respirare la nostra pace. Appoggiati a me e stringi la mia mano, siamo tu e io. Siamo il mondo."

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"Poiché la vita non va mai come previsto, l'arte dell'uomo è inannzitutto quella di adattarsi. Così filosofeggiava Sauver mentre beveva il terzo caffè del lunedì mattina e guardava la pioggia cadere in giardino. Quel weekend aveva suonato la sconfitta su tutta la linea dei suoi progetti di ricomposizione familiare."

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"Svegliarsi non era più così faticoso. Non odiavo più alzarmi; non odiavo più la sveglia, che suonasse o meno; non odiavo più aprire gli occhi e venire accecata dalla luce del sole, anzi forse era l'unica cosa che riusciva a tirarmi un po' su di morale in quel lungo autunno."

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"Perfino in una giornata grigia la spiaggia è bellissima. Una liscia coltre di nuvole era posata appena sopra il mare, come il coperchio di una scatola di tramezzini; cardi, finocchi e ginestre orlavano la spiaggia e schiere di storni affilavano i fili del telefono."


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"Arrivando in anticipo in paese, prendemmo un gelato e ci sedemmo su una panchina al parco. Le giornate si erano allungate a dismisura e c'era ancora chiaro. Faceva anche abbastanza caldo per essere aprile e c'era profumo di erba tagliata e di quei fiori dal profumo troppo dolce e forte."

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"Le mie gambe cominciarono ad andare più veloci. E più veloci ancora. Cominciarono a correre. Tutto questo non era stato assolutamente previsto, era una richiesta del mio corpo, o del mio animo, non lo so, erano semplicemente quegli artigli, quell'esigenza che non controllavo."

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"Fuori dalle finestre Milano dorme, il traffico ridotto a un ronzio leggero. A Greta piace quel suono: la culla, la fa addormentare, è una presenza che la accompagna tutta la notte, come quella degli unicorni intorno a lei, sulla libreria e sul comodino."

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"Fumo è piccolissimo davanti a me, che quasi non lo vedo, potrei prenderlo nel palmo della mano e tenerlo lì. Che malinconia mi fa venire questo pensiero. Quella malinconia lenta che quando prende ti uccide la speranza. E penso che non avrò mai diciotto anni, che non sarò mai brava."


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"Bisbigli e sussulti sono il sottofondo della mia vita, ma in questo piccolo corridoio, circondata da ragazzi della mia età, il calore di così tanti occhi mi striscia su per il collo. Gambe e braccia cominciano a prudere mentre un ronzio che conosco bene si diffonde in tutto il corpo."

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"Punti di vista. Punti di osservazione. Angoli. La mamma con il suo abito rosso che ride con Lyle mentre deposita pezzi croccanti di tilapia sul suo piatto. Il tilapia è stato tuffato in una salsa di aglio, peperoncino piccante e coriandolo, la sua pinna dorsale spinosa e bruciacchiata ha così tanti ossicini bianchi che sembrano i tasti d'avorio dell'organo deforme suonato dal diavolo dell'inferno."

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"Ho deciso di venire al mondo l'8 gennaio, ma io ero già stato sulla terra. Sono diventato un mostro della finzione e della maschera, ma quando penserete di aver intuito cosa si nasconde dietro di me, io sarò già un altro."


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"Negli anni '90 abbiamo dedicato molto spazio all'apparenza, ma si è anche pensato di poter immaginare il futuro e si è tentato di farlo. Mi piace pensare che siamo l'ultima generazione che ha visto " il mondo di prima" e che ha accompagnato sia i genitori che i figli in quello nuovo."

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"Ecco il Rap anno per anno è una carrellata divertente, stimolante, sulle più importanti canzoni rap dal '79 ad oggi, raccontate, confrontate e analizzate. Il rap è in continua trasformazione con canzoni importanti, nuovi rapper, nuovi movimenti ed esisterà per sempre anche se non si sa dove sia diretto"

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" La "tigre di Cremona", con il suo straordinario modo di cantare e l'inconfondibile gestualità ha dato un grande contributo alla musica contemporanea, anche quando nel '78, a vent'anni dal debutto, abbandona per sempre le luci dei riflettori."

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"Autonomi nelle loro carriere musicali, insieme hanno fatto grandi cose. Insieme non sono amici e non lo saranno mai, ma la creatività va al di là dell'amicizia. Due uomini tanto straordinari quanto differenti, sono giganti che hanno cambiato il mondo del rock e sedotto generazioni d'innamorati."

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"Non volevo niente di quello che poi mi è arrivato, dico davvero. Sarei felice di cantare in una piccola cover band per il resto della mia vita."






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"Lover of life, singer of songs". Amante dei gatti, timido e riservato, la stella del glam rock nacque tre volte, la prima come Farrokh Bulsara, la seconda come Freddie, la terza e ultima, il 24 novembre 1991, morì l'uomo ma nacque la leggenda.

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Voglio essere riconosciuto per la mia musica, per le cose che dico. Le mie parole devono colpirti come una scarica, il mio raptus travolgerti. Vivere è un salto nel vuoto, sono pronto...quindi fuoco...!




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Penso che tutto il creato sia suono, musica, ritmo. Non ho scelto io di cantare e ballare, ma questo è il mio ruolo e voglio farlo meglio di chiunque altro, la mia carriera deve essere il più grande show della terra. Sarò eccentrico, grottesco, canterò e ballerò per voi...che l'esibizione abbia inizio!

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