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Autobiografia di una rivoluzionaria, di Angela Davis

“[…] la visione di una nuova società senza sfruttatori né sfruttati, una società senza classi, una società dove a nessuno sarebbe stato consentito di possedere tanto da potersene servire per sfruttare altri esseri umani.”


“Mentre cominciava il 1968, mi rendevo conto di quanto mi fosse necessario appartenere a un collettivo. Passare di continuo da un’attività all’altra non era per nulla rivoluzionario. L’attività individuale, sporadica e scollegata, non è lavoro rivoluzionario. Il lavoro rivoluzionario serio consiste in uno sforzo costante e metodico, attuato attraverso un collettivo con altri rivoluzionari, per organizzare le masse in vista dell’azione."

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Il libro

«Non intendevo scrivere questo libro. Un’autobiografia, alla mia età, mi sembrava presuntuosa».

Ma questa ragazza nera cresciuta nella provincia americana, studiosa di filosofia, allieva di Adorno e di Marcuse, militante comunista e vicina alle Pantere Nere, attiva nelle battaglie contro il razzismo e contro il sistema «militare-industriale carcerario» americano, a poco più di vent’anni era già una stella polare per i movimenti in favore dei diritti civili. E la sua autobiografia, dal momento della pubblicazione nel 1974, si è affermata immediatamente come un classico assoluto della controcultura. Un meraviglioso bestseller politico, una «narrazione esemplare», intima e collettiva, che è riuscita a trasmettere a milioni di persone il senso della solidarietà tra esseri umani e della lotta contro l’ingiustizia e l’oppressione del potere. Per chi ancora immagina che i libri possono cambiare le persone e le persone possono cambiare il mondo.

 

L'autrice

Angela Yvonne Davis (Birmingham, 26 gennaio 1944) è un'attivista del movimento afroamericano statunitense, militante del Partito Comunista degli Stati Uniti d'America fino al 1991.

 

Curiosità

La canzone dei Rolling Stones Sweet Black Angel, contenuta nell'album del 1972 Exile on Main Street, è dedicata ad Angela Davis. La canzone di John Lennon e Yōko Ono Angela, contenuta nell'album del 1972 Some Time in New York City, è dedicata ad Angela Davis.

 

Recensioni

Leggere Autobiografia di una rivoluzionaria è stato un salto nell’America degli anni ’60-’70, dove il razzismo permeava qualsiasi ambiente, dai quartieri in cui svolgeva la vita quotidiana ai tribunali. Ammetto di aver pensato, prima di cimentarmi nella lettura, che questo libro potesse essere banale o noioso, come tante altre biografie, ma si è rivelato pagina dopo pagina una testimonianza nuda e cruda della realtà di quegli anni come nessuno l’aveva mai raccontata.

Irene, 15 anni

 

Leggendo questo libro mi sono reso conto di quanto poco so della storia del Paese in cui vivo negli anni in cui si svolge la narrazione di Angela Davis. In Autobiografia di una rivoluzionaria mi ha colpito lo spirito guerriero di questa donna afroamericana - che ha studiato e viaggiato molto, la sua determinazione nel diffondere le proprie idee anche dal carcere, la sua consapevolezza che una rivoluzione può attuarsi solo a partire dall’unione di molte persone che tendono verso uno stesso obiettivo. Una donna che ancora oggi si batte per i suoi ideali.

 Lucio, 18 anni

 

I traguardi raggiunti grazie alle lotte degli anni ’70 sono solo formali, negli USA in sostanza il razzismo sussiste ancora. Mi sono informato: gli afroamericani, che negli USA costituiscono il 13% della popolazione, hanno una probabilità di due volte e mezzo superiore ai bianchi di esser ammazzati dalla polizia.

Francesco, 15 anni