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iBoy, di Kevin Brooks

 

"E cominciavo anche a capire che se vuoi fare una cosa che credi - o sai - essere sbagliata, ci sono un sacco di modi per autoconvincerti che non lo sia. Fingere che il concetto di "sbagliato" non esista affatto è forse uno dei più facili" 

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Il libro

Prima dell'incidente che lo ha mandato in coma, Tom Harvey era un ragazzo come tanti. Ma ora si è risvegliato con il potere di sapere e vedere tutto. I frammenti di iPhone che sono rimasti nel suo cervello lo hanno trasformato in un super computer, una sorta di mente artificiale iperconnessa. Tom può arrivare ovunque, tutte le risposte a domande che non sa nemmeno di aver posto sono già lì, nella sua testa. E dopo aver scoperto della violenza subita da Lucy, la ragazza di cui è innamorato, Tom usa i suoi poteri per punire le gang che dettano legge nel quartiere. Ma qual è il confine tra giustizia e vendetta?

 

L'autore

Kevin Brooks (Exeter, 30 marzo 1959) è uno scrittore britannico specializzato in libri per adolescenti.

Nato nel 1959 a Exeter, vive e lavora nel North Yorkshire. Dopo gli studi di psicologia e filosofia all'Aston University di Birmingham, ha svolto svariati mestieri tra cui il benzinaio, il musicista punk, il controllore ferroviario e l'impiegato alle poste. Ha esordito nella narrativa nel 2003 con il romanzo Martyn Pig (vincitore del Branford Boase Award) ed ha in seguito pubblicato una trentina di opere destinate ad un pubblico young adult ottenendo numerosi riconoscimenti tra i quali la Carnegie Medal nel 2014 per Bunker diary (scelta che ha scatenato un acceso dibattito) e il Premio Mare di Libri l'anno successivo per L'estate del coniglio nero.

 

Curiosità

Kevin Brooks è un autore controverso, criticato da molti perché ha scelto di scrivere - rivolgendosi principalmente al pubblico young adults - romanzi borderline di ribellioni, droga, omicidi, stupri e sequestri. In un'intervista pubblicata nel 2017 su La Repubblica, l'autore spiega che il suo è "un mix tra storie d'avventura e questioni serie, grandi, di vita o di morte. Roba che spinge a riflettere: e agli adolescenti piace pensare a questo genere di cose".

Per saperne di più, leggi l'intervista completa

 

Recensioni

IBoy è un supereroe che rompe gli schemi dei classici supereroi; è un supereroe attuale: i suoi poteri, infatti, derivano da un cellulare. L’obiettivo di Tom è fare giustizia nel suo quartiere malfamato di Londra, ma fin dove ci si può far giustizia da soli? Fin dove il fine giustifica i mezzi? Consiglio questo libro a chi ama i supereroi e le storie d’amore da “libri rosa”.

Sofia, 20 anni

 

Ero scettica all’inizio, ma mi sono dovuta ricredere. Quello che può sembrare un tema banale e forse esageratamente inverosimile, in realtà apre le porte a temi profondi e importanti. Dai problemi della pericolosa periferia londinese di Crow Town, ai conflitti interiori di un ragazzo che sta scoprendo troppo in fretta la differenza tra fare il giusto e fare giustizia. Un supereroe che vuole vendetta, un ragazzo che ha un potere troppo grande per le sue mani e una storia avvincente e carica di spunti di riflessione. Il tutto con uno stile dinamico e giovanile, che permette di immedesimarsi in Tom e vivere con lui la storia di iBoy.

Camilla, 17 anni

 

Un supereroe fuori dal comune: un ragazzo semplice che si ritrova all’improvviso con poteri straordinari. Sta a lui decidere come usarli. Il desiderio di fare giustizia in un quartiere disastrato, ma la volontà di mantenere la propria identità, sono in continuo conflitto nella testa di Tom Harvey, che lotta per controllare le sue nuove potenzialità. Trovo che il libro faccia un ritratto molto affidabile di una comunità che volta le spalle alla giustizia, che per paura preferisce non collaborare, e un singolo che, andando contro tutti, cerca di cambiare la situazione, ormai in stallo da decenni.

Giulia, 19 anni