Biblioteca Zara

Il deserto dei tartari, di Dino Buzzati

 

"Un presentimento -  o era solo una speranza? - di cose nobili e grandi lo aveva fatto rimanere lassù, ma poteva anche essere soltanto un rinvio, nulla in fondo restava pregiudicato. Egli aveva tanto tempo davanti. Tutto il buono della vita pareva aspettarlo. Che bisogno c'era di affannarsi?"

Vedi tutti

Percorsi

 

Il libro

Ai limiti del deserto, immersa in una sorta di stregata immobilità, sorge la Fortezza Bastiani. Lì, il tenente Giovanni Drogo consuma la propria esistenza nella vana attesa dell’invasione dei Tartari. In questa vicenda si ritrovano tutti i temi della narrativa buzzatiana, ricca di allegorie magiche e surreali, cariche d’angoscia e di fascino, di simbologie che investono il senso dell’esistenza e delle azioni umane.

 

L'autore

Dino Buzzati (Belluno 1906 - Milano 1972), tra i più originali autori italiani del Novecento, entrò nel 1928 al «Corriere della Sera», di cui fu cronista, redattore e inviato speciale. Esordì nel 1933 con Bàrnabo delle montagne, cui seguirono numerosi romanzi e racconti di successo tra i quali: Il segreto del Bosco Vecchio (1935), Il deserto dei Tartari (1940), La famosa invasione degli orsi in Sicilia (1945), Paura alla Scala (1949), Sessanta racconti (premio Strega nel 1958), Un amore (1963) e Il colombre (1966).

 

Curiosità

Il deserto dei tartari è la trasposizione in un mondo militare fantastico della routine vissuta come redattore del «Corriere della Sera». Lo stesso Buzzati in un'intervista affermò che lo spunto per il romanzo era nato "[...] dalla monotona routine redazionale notturna che facevo a quei tempi. Molto spesso avevo l'idea che quel tran tran dovesse andare avanti senza termine e che mi avrebbe consumato così inutilmente la vita. È un sentimento comune, io penso, alla maggioranza degli uomini, soprattutto se incasellati nell'esistenza ad orario delle città. La trasposizione di questa idea in un mondo militare fantastico è stata per me quasi istintiva."

 

 

Recensioni

Una riflessione interessante sullo scorrere del tempo, sul rimanere incastrati o non saper cogliere le occasioni.

Rebecca, 23 anni

 

Un libro sul fallimento. Anche quello che si aspettava, a posteriori il protagonista si rende conto di non essere stato in grado di farlo.

Elena, 16 anni

 

Un po' pesante da leggere, perché sempre negativo. Ti dà l'illusione che qualcosa debba succedere, ma alla fine non succede mai niente. Dalla percezione positiva del tempo come opportunità a quella negativa del tempo che corrode tutto.

Marco, 22 anni