I cani e i lupi
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Materiale linguistico moderno

Némirovsky, Irène - Némirovsky, Irène

I cani e i lupi

Abstract: Le basta vederlo una volta sola, quel bambino ricco, ben vestito, dai riccioli bruni, dai grandi occhi splendenti, che abita nella meravigliosa villa sulla collina e di cui dicono sia un suo lontano cugino, per essere certa che lo amerà per sempre, di un amore assoluto e immedicabile. A Kiev, la famiglia di Ada abita nella città bassa, quella degli ebrei poveri, e suo padre appartiene alla congrega dei maklers, gli intermediari, quegli umili e tenaci individui che si guadagnano da vivere comprando e vendendo di tutto, la seta come il carbone, il tè come le barbabietole. Fra le due città sembra non esserci nessun rapporto, se non il disprezzo degli uni e l'invidia degli altri. Eppure, quando il ragazzine Harry si troverà di fronte la bambina Ada, ne sarà al tempo stesso inorridito e attratto: come un cagnolino ben nutrito e curato che senta nella foresta l'ululato famelico dei lupi, i suoi fratelli selvaggi. Molti anni dopo il destino li farà rincontrare a Parigi: e Harry cederà a quella misteriosa attrazione del sangue che Ada esercita su di lui.


Titolo e contributi: I cani e i lupi / Irene Nemirovsky ; traduzione di Marina Di Leo

Pubblicazione: Milano : Adelphi, 2013

Descrizione fisica: 234 p. ; 20 cm.

Serie: Gli Adelphi ; 427

ISBN: 978-88-459-2770-6

Data:2013

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Nomi: (Traduttore) (Autore)

Classi: Narrativa (0) 843.914 NARRATIVA FRANCESE. 1945- (21)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2013
  • Target: adulti, generale
Testi (105)
  • Genere: fiction

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"La città ucraina, culla della famiglia Sinner, era, agli occhi degli ebrei che la abitavano, formata da tre distinte regioni, come sui quadri antichi: i rietti in basso, tra le tenebre e le fiamme dell'inferno, i mortali al centro della tela, rischiarati da una luce tranquilla e pallida, e, in alto, il regno degli eletti".
Di solito con la Nemirowsky entro dentro nella storia, invece, questa volta, ne sono rimasta fuori, sempre nell'attesa che ci fosse una svolta o che succedesse quel qualcosa da farmi entrare in quei luoghi, in quelle vie, in quel tempo. Che il suo modo di scrivere sia asciutto ormai l'ho capito da tempo, ma forse in questo libro lo è particolarmente.

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