Dawla
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Materiale linguistico moderno

Del_Grande, Gabriele - Del_Grande, Gabriele

Dawla

Titolo e contributi: Dawla : la storia dello Stato islamico raccontata dai suoi disertori / Gabriele Del Grande

Pubblicazione: Milano : Mondadori, 2018

Descrizione fisica: 605 p. ; 22 cm

ISBN: 9788804687412

EAN: 9788804687412

Data:2018

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Serie: Narrative
Nota:
  • In quarta di copertina: eBook disponibile

Nomi: (Autore)

Soggetti:

Classi: 909.097671083 STORIA MONDIALE. Regioni dove prevale l'islamismo. 21. sec. (21)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2018
  • Target: adulti, generale
Testi (105)
  • Genere: testo non letterario

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593 pagine di pugni allo stomaco, di incredulità, di consapevolezza di quanto poco si sappia ancora dell'Islam, di politica, di storia e della situazione creatasi in Siria.
All'inizio fai un po' fatica a tenere a mente i nomi, ma poi ti viene naturale e riesci pure a seguire i vari collegamenti che nel libro vengono raccontati. Tutta la parte riguardante le torture è di un indigesto unico e spesso dovevo fermarmi e riprendere il libro il giorno dopo. Purtroppo sei consapevole che di inventato non c'è nulla, ma che è tutto vero. Altro pugno allo stomaco la parte riguardante le schiave. Sì perchè una volta che si uccidono tutti gli uomini che sorte potranno mai avere le donne? Vendute e rivendute ai vari padroni che le massacrano di botte e che le violentano fino a quando sono stufi e le rivendono ad altri. La storia di Fayza non solo mi ha disgustato ma ha provocato in me un odio verso tutti quegli uomini che le hanno provocato tanta sofferenza.
Finisci il libro e ti rendi conto dell'importanza di questo libro che, tramite testimonianza diretta, prova a ricostruire gli eventi dal punto di vista dei disertori. Quello che ne esce è la consapevolezza che finchè l'Islam sarà così frammentato ed in competizione basta un niente per innescare l'ennesima scintilla. Unica speranza sono le nuove generazioni affinchè capiscano che con la guerra non si va da nessuna parte.
"I Fratelli Musulmani, erano un partito politico con un secolo di storia alle spalle e sedi in molti paesi. Il loro obiettivo era prendere il potere attraverso le elezioni e governare secondo un ideale di società islamica riformata, reinterpretando cioè quattordici secoli di giurisprudenza islamica, senza però rimettere in discussione le istituzioni dello Stato moderno, la democrazia, le libertà individuali e i diritti civili fondamentali.
Niente di più inammissibile per i salafiti, contrari a ogni tipo di innovazione, della giurisprudenza islamica. L'uomo non doveva adattare le leggi di Dio ai tempi moderni, semmai l'opposto: doveva adattare i tempi moderni alle leggi di Dio. La società doveva ritornare all'epoca aurea del profeta e dei suoi compagni, sforzandosi di imitare la purezza dell'Islam autentico, l'Islam degli antenati, salaf in arabo. Il problema era come farlo.
Per i salafiti quetisti l'Islam autentico era prima di tutto una pratica individuale, una continua ricerca di purezza morale e rettitudine che avrebbe ispirato altre conversioni. I fedeli andavano riportati alla verità attraverso il buon esempio e la predicazione. Soltanto una volta purificata, la società, si sarebbe data una forma di governo islamico, e non il contrario. Per questo motivo i salafiti quetisti rifiutavano non soltanto qualsiasi forma di violenza, ma anche qualsiasi impegno politico, temendo che la ribellione a un governo, per quanto ingiusto, portasse soltanto alla divisione della comunità dei Fedeli.
Al contrario, il variegato mondo dei salafiti politici, che a Saydnaya andava dai militanti del Partito della Liberazione, agli studenti universtari vicini al movimento saudita del Risveglio islamico, credevano che il ritorno dell'Islam autentico dovesse passare per l'immediata applicazione della legge islamica, la shari 'a, in tutti gli ambiti della vita pubblica e che ciò non sarebbe acaduto se non attraverso delle mobilitazioni politiche quand'anche all'interno delle istituzioni dello Stato moderno, per esempio attraverso partiti ed elezioni, purchè in modo pacifico."

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