Aniko
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Materiale linguistico moderno

Nerkagi, Anna

Aniko

Abstract: Una tragedia si abbatte sulla vita di Seberuj, cacciatore e allevatore di renne dell'antico clan Nogo, che vive insieme alla famiglia in un accampamento, tra le nevi e i ghiacci quasi perenni della Siberia. La moglie e la figlioletta sono aggredite e sbranate da un lupo solitario che semina il terrore tra le mandrie dell'intero circondario e a cui gli uomini da mesi danno invano la caccia. Dopo aver recuperato i loro corpi martoriati e aver adempiuto a tutti i riti funebri, l'anziano Seberuj si ritrova a vivere da solo, accudito di tanto in tanto dai vicini. Da una decina d'anni, infatti, la figlia maggiore, Aniko, ha abbandonato la sua tribù per trasferirsi a studiare in città. Il suo sogno è diventare geologa. Seberuj non ha più notizie della ragazza. Scopre, tuttavia, il suo nuovo indirizzo e, non sapendo scrivere, detta una lettera per lei, informandola della morte della madre e supplicandola di tornare a casa. Turbata dai sensi di colpa e desiderosa di ritrovare il tempo della sua infanzia, Aniko torna dal padre, ma si ritrova in un mondo isolato, ormai estraneo, di cui ha quasi dimenticato la lingua; un mondo ancora scandito dai ritmi della natura, da rituali arcaici e credenze anacronistiche, dove la vita le appare desolata e piena di privazioni. Nuovi dubbi, perciò, le impongono scelte complicate.


Titolo e contributi: Aniko / Anna Nerkagi ; traduzione dal russo di Nadia Cicognini

Pubblicazione: Milano : Utopia, 2022

Descrizione fisica: 138 p. ; 21 cm

ISBN: 9791280084156

EAN: 9791280084156

Data:2022

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Nomi: (Traduttore)

Classi: Narrativa (0) 891.73 NARRATIVA RUSSA (20)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2022
Testi (105)
  • Genere: fiction

Sono presenti 5 copie, di cui 4 in prestito.

Biblioteca Collocazione Barcode Stato Prestabilità Rientra
Biblioteca Sormani SOR 891.7 N NERK T2688293 In prestito 07/07/2024
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Spunti di riflessione del gruppo di lettura 'Voci nel parco' - Biblioteca Parco Sempione

In questo breve ma intenso romanzo, in parte autobiografico, sono tanti i temi sollevati dall’autrice e che sono stati evidenziati dai partecipanti al gruppo di lettura.
Aniko, giovane donna ventenne ultima discendente di una tribù nenec, torna al villaggio natale quando scopre della morte della madre. È l’occasione per riabbracciare il padre che non vede da molti anni ovvero da quando si è allontanata per conseguire un’istruzione su volontà del governo russo.
Il ritorno segna inevitabilmente un contrasto tra le radici e il desiderio di una vita moderna e appagante: emerge qui di bisogno di andarsene da un ambiente chiuso e opprimente ma anche il senso del dovere nei confronti del padre e della cultura a cui appartiene. “Il rientro la mette di fronte ad una possibilità di scelta che per il momento sospende… Non vuole rinnegare il proprio sé ma nemmeno i propri affetti”.
Contrasti che sono senz’altro riconducibili e insiti alla condizione dei migranti: in questo caso, la minoranza etnica ha un rischio altissimo di estinzione della lingua (da intendersi più nei numerosi dialetti che vengono parlati dai neneti), dei riti e delle capacità assodate da centinaia di anni.
Grandi protagonisti del romanzo sono gli animali con cui i nenec convivono: uomini e animali sono pari, le emozioni sono vissute da entrambi su uno stesso livello: la dignità e il rispetto di ciascuno sono preservati.

Nella frase finale leggiamo: “ […] Che cosa aveva voluto dirgli il lupo? Perché l’aveva fissato? Aleska non sapeva dare una risposta a quelle domande, ma nei meandri del suo cuore cominciò a nutrire un grande rispetto per il giovane lupo che si era allontanato con tanta dignità, senza riconoscere il potere dell’uomo e senza umiliare sé stesso. Sì, forse era andata così…”.
Ed è proprio dal rispetto che è scaturita un’ultima riflessione: ovvero come sia possibile una condivisione dell’esistenza tra due mondi così diversi, umano e animale, quando invece ancora oggi assistiamo ad una guerra ormai decennale tra Israele e Palestina “dove ciascuna parte non riconosce la dignità dell'altro e quindi non ne ha rispetto?”

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