L'odore dei soldi
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Materiale linguistico moderno

Veltri, Elio - Travaglio, Marco

L'odore dei soldi

Abstract: Questo libro illustra alcuni aspetti cruciali della storia di Silvio Berlusconi attraverso una scelta commentata di documenti. L'intervista che Paolo Borsellino rilasciò, due mesi prima di morire, a una TV francese sulle indagini della sua Procura sui rapporti tra Berlusconi, Marcello Dell'Utri e Vittorio Mangano. I rapporti stilati da un funzionario della Banca d'Italia e da un ufficiale della Dia, per conto della Procura antimafia di Palermo, su centinaia di miliardi di investimento al gruppo Fininvest. Gli interrogatori di Berlusconi e Dell'Utri al processo di Torino per le fatture false di Publitalia. E, per finire, la legge Tremonti, come prova su strada del conflitto di interessi.


Titolo e contributi: L'odore dei soldi / Elio Veltri, Marco Travaglio

Pubblicazione: Roma : Editori Riuniti, 2001

Descrizione fisica: 347 p. ; 21 cm

Serie: Primo piano

ISBN: 88-359-5007-4

Data:2001

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Serie: Primo piano
Nota:
  • In cop.: Origini e misteri delle fortune di Silvio Berlusconi

Nomi: (Autore) (Autore)

Soggetti:

Classi: Biografie. Economisti (0) 338.644092 Organizzazione della produzione. Grande impresa. Persone. (19) 338.6440924 GRANDE IMPRESA. Singole persone (19) 338.664092 GRANDE IMPRESA. PERSONE ASSOCIATE AL SOGGETTO (21)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2001
  • Target: adulti, generale
Testi (105)
  • Genere: testo non letterario

Sono presenti 4 copie, di cui 1 in prestito.

Biblioteca Collocazione Barcode Stato Prestabilità Rientra
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Cavaliere, dove ha preso i soldi?

Dal punto di vista del lettore le parti più fruibili del libro sono la prima, le origini del futuro impero del cavaliere, e la terza, gli interrogatori di Berlusconi e Dell'Utri al tribunale di Torino nel 1996; quest'ultima l'ho trovata molto interessante: se non avessi conosciuto i due signori in questione ammetto che mi avrebbero fatto tenerezza. 

La parte centrale - la più rilevante ai fini dell'accusa - affronta tutta un serie di transazioni, holding, prestanomi e situazioni fiscali in maniera così tecnica da poter essere colta pienamente solo da chi se ne intende; a me è rimasta addosso solo la puzza di bruciato per le ingenti somme di capitale che compaiono e scompaiono di qui e di là, soprattutto quando in contanti.

Nel leggere queste vicende, supportate da documenti prodotti dalla banca d'Italia o dalla Direzione Investigativa Antimafia, compresa un'ultima intervista di Paolo Borsellino, si resta irretiti da ciò che il Potere è in grado di fare per preservare se stesso, per esentarsi da responsabilità che potrebbero porre limiti all'auto realizzazione.

I soldi, i tanti soldi, rappresentano una sorta di immunità ai peccati dei comuni mortali, e quando i soldi non bastano la Politica può fare in modo di non considerarli peccati, e questo Berlusconi l'ha sempre avuto ben chiaro.

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