Mi dichiaro prigioniero politico
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Materiale linguistico moderno

Bianconi, Giovanni <1960- >

Mi dichiaro prigioniero politico

Abstract: La storia delle Brigate Rosse nelle vicende di sei protagonisti di primo piano aderenti all'organizzazione terroristica in periodi diversi. Dalle origini, nei primi anni Settanta, fino alla seconda metà degli anni Ottanta, quando le Br parvero quasi smantellate. Fra reportage e narrazione, Bianconi ricostruisce ritratti che fondono in sé non solo il senso della cronaca ma anche di un momento storico che si rivela irto di fili legati al presente.


Titolo e contributi: Mi dichiaro prigioniero politico : storie delle Brigate rosse / Giovanni Bianconi

Pubblicazione: Torino : Einaudi, \2003!

Descrizione fisica: 311 p. ; 20 cm.

Serie: Einaudi tascabili ; 1062

ISBN: 88-06-15739-6

Data:2003

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Serie: Einaudi tascabili ; 1062

Nomi: (Autore)

Soggetti:

Classi: 322.42092 RELAZIONI DELLO STATO CON I GRUPPI RIVOLUZIONARI E SOVVERSIVI. Persone (21) 322.420945 RELAZIONI DELLO STATO CON I GRUPPI RIVOLUZIONARI E SOVVERSIVI. Italia (23)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2003
  • Target: adulti, generale
Testi (105)
  • Genere: testo non letterario

Sono presenti 6 copie, di cui 0 in prestito.

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Cambiamenti in atto

Sei storie di uomini e donne che hanno preso parte alla lotta armata in Italia portata avanti dalle BR nei vent'anni successivi ai primi anni '70, anni in cui il contesto sociale era estremamente animato da convincimenti ideologici finalizzati ad una Rivoluzione mai avvenuta.
Sei storie utili a capire che è limitativo liquidare la questione come "anni bui, troppa violenza, meglio dimenticarli"; è proprio dimenticandoli che si fa il torto più grande ad un fenomeno che ha investito in pieno il Paese.

Nota dell'autore:
Alcuni dei protagonisti, così come tanti altri militanti delle Br, hanno seguito percorsi diversi dopo lo svolgimento degli avvenimenti di cui si parla; ad esempio attraverso un ripensamento critico sull'uso della violenza come strumento di lotta politica, in generale o in un determinato contesto. Nel libro non se ne dà conto perché l'intento è quello di rendere il senso di pensieri e azioni che hanno contribuito a incanalare o modificare la storia di questo Paese secondo il punto di vista di chi ne è stato attore di rilievo e nel momento in cui se n'è reso responsabile. Senza l'aggiunta di valutazioni morali o politiche successive e senza la formulazione di alcun giudizio.

Le revisioni del proprio passato, anche le più radicali, sono importanti, così come le considerazioni di oggi rispetto alle scelte di ieri. Ma si tratta di processi che incidono sulle persone - oggi certamente mutate rispetto a quindici, venti o trenta anni fa -, non sugli eventi che esse hanno provocato. Quelli restano, immodificabili come le conseguenze che hanno prodotto, lutti compresi. E forse vale la pena continuare a chiedersi e cercare di capire perché si sono verificati.

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