Hotel Bosforo
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Materiale linguistico moderno

Aykol, Esmahan

Hotel Bosforo

Abstract: Cosa ama tanto di Istanbul Kati Hirschel, tedesca-turca trapiantata in città, se per la maggior parte del tempo si trova immersa nel caos mobile della metropoli, porta tra oriente e occidente? Forse, proprio il caos l'appassiona, frutto di una stratificazione di esseri umani profondamente diversi, il cui inatteso effetto è la convivenza e la capacità di comunicare. Kati ha vissuto a Istanbul per metà circa della sua vita di quasi quarantenne e ne conosce ogni angolo, gli svariati ambienti, i ritrovi esclusivi o popolari, i tanti quartieri che fanno città nella città. È indipendente, sola, vanitosa, erotica, e dirige la sua libreria specializzata in gialli. Per lavoro e per passione, incontra ogni tipo di gente, clienti, amici, vicini simpatici curiosi. Inattesa, perché mai erano state intime, Petra, vecchia amica tedesca diventata attrice di una certa fama, la chiama. È scesa all'Hotel Bosforo, giunta nella vecchia capitale per un film di produzione turco tedesca. Subito Petra riversa sull'amica tutto il dolore di un'esistenza senza amore. Al successivo appuntamento, Kati viene a sapere che in albergo è stato consumato un crimine, ed è proprio Petra la principale sospettata. Arma del delitto, decisamente femminile, un asciugacapelli; vittima il regista tedesco, morto fulminato nella vasca da bagno della sua suite. Con lui, Petra, a detta di tutti, aveva una relazione che però lei nega. Kati, per amicizia, si sente coinvolta e decide di assistere da vicino alle indagini.


Titolo e contributi: Hotel Bosforo / Esmahan Aykol ; traduzione di Emanuela Cervini

Pubblicazione: Palermo : Sellerio, 2010

Descrizione fisica: 265 p. ; 17 cm.

Serie: La memoria ; 815

ISBN: 978-88-389-2471-2

Data:2010

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Serie: La memoria ; 815

Nomi: (Autore)

Classi: Gialli (0) 894 LETTERATURE URALO-ALTAICHE, PALEOSIBERIANE, DRAVIDICHE (19) 894.3534 Narrativa turca (osmanli e ottomana). 2000- (22)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2010
  • Target: adulti, generale
Testi (105)
  • Genere: fiction

Sono presenti 5 copie, di cui 1 in prestito.

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Allora, la mia opinione personale è che non è stato un brutto libro da leggere, mi è piaciuto leggerlo e l'ho finito in fretta, anche solo per i punti in cui prende in giro i tedeschi ne valeva la pena. La protagonista è simpatica e abbastanza interessante, la trama in sé anche, trovo solo che alcuni eventi citati siano un po' estremi e stonino con l'atmosfera molto ironica in cui si è immersi, come se in una puntata dei Simpson come tema centrale ci fosse il lavoro minorile, ma preso seriamente e criticamente proprio. Comunque il motivo per cui l'ho letto è il motivo per cui prima o poi leggerò un altro libro dell'autrice, racconta la vita a Istanbul e prende in giro i tedeschi.

Come si evince nel giro di poche pagine, la vera protagonista della storia è in realtà la città in cui si snodano le vicende, Istanbul, animata da un passato multietnico e da un presente soffocante, fatto di disagi economico-sociali e criminalità organizzata.
Il libro è in effetti un pretesto per narrare le contraddizioni di questo microcosmo, che ha luogo principalmente sul Bosforo, il famoso stretto che unisce il Mar Nero al Mar Marmara e che diventa emblematico per l'Hotel che vi si affaccia. Qui infatti viene consumato l'omicidio di un regista tedesco giunto in città per girare un film e di cui si occuperà la protagonista, Kati Hirschel.

Kati è di origine tedesca e ha vissuto a Istanbul nei primi sette e negli ultimi tredici anni della sua vita. Proprietaria dell'unica libreria di gialli presente a Istanbul, Kati è una persona molto modesta, tanto nel vestire quando nel vivere in generale. Si accontenta del té che beve nella caffetteria sotto casa con l'amico Yilmaz e di qualche nuovo abito se proprio deve uscire la sera con l'amica Lale.

Ho gradito solo alcuni colpi di scena che, mano a mano, conducono alla risoluzione dell'omicidio. ma avrei preferito un finale meno frettoloso, soprattutto più originale. Nel portare a galla i moventi e i veri colpevoli, Esmahan Aykol crea una sottotrama fatta di pestaggi, corruzione e interessi economici, abbastanza esagerata e insufficiente rispetto ad un caso che poteva essere più agghiacciante di quel che si è poi rivelato.
Non è questo il solo difetto della storia, a mio avviso. Il personaggio di Kati è antipatico, egoista e lunatico: non sembra voler davvero bene ai suoi amici, che cerca solo quando ne ha un urgente bisogno, e non affronta mai una crescita vera e propria.

In poche parole: lettura piacevole e incalzante fino a metà libro, dopodiché il finale e la risoluzione dell'omicidio vengono sacrificati in nome della fretta e della banalità.

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