GIACOMINA ROSSELLA DONATO

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Il richiamo del cuculo - Robert Galbraith [i.e. J. K. Rowling]

Il thriller è ben scritto, ma non al di sopra di altri romanzi dello stesso genere, con una struttura piuttosto tipica dal punto di vista "commerciale". Leggerò sicuramente il seguito, per ora mi aggrappo alla speranza che i due protagonisti non arriveranno alla "coworker sexual tension" così inflazionata in questo tipo di romanzo e si riesca a uscire un poco dagli stereotipi del genere.

R: Le quattro casalinghe di Tokyo - Natsuo Kirino

Il titolo italiano non è assolutamente evocativo quanto l'originale, un semplicissimo, tagliente "Out" (Fuori). L'autrice ci ricorda che per quanto ci piaccia dire che i loro treni sono sempre in orario, i Giapponesi, come ogni altro popolo in fondo, hanno le loro rogne, qui rappresentate dalle quattro protagoniste: prigioniere di maschilismo, pressione sociale, un lavoro monotono eseguito più che per necessità più che per desiderio autoaffermazione, delle famiglie che sono più pesi che sostegni.

Tuttavia, continuo a non digerire il finale.

Mondo piccolo - Guareschi

Si tratta di una raccolta di racconti umoristici, forse non facile da contestualizzare senza conoscere il periodo storico in cui il libro è stato scritto, ma con alcuni episodi ancora divertenti.

Don Camillo e Peppone stanno ormai cadendo nel dimenticatoio, ma la lettura è valsa la pena.

Meraviglie - Alberto Angela

Considerato che la serie di documentari a cui è ispirato è disponibile su Raiplay e non ci sono ulteriori approfondimenti (anzi, forse gli argomenti sono trattati in modo ancora più superficiale) non se lo consiglierei.

San Pietro - Alberto Angela

Lo stile è scorrevole e colloquiale, diretto a persone con poche conoscenze sull'argomento, magari chi ha una certa preparazione ci troverà nulla di nuovo, ma parliamo di un volume di larga divulgazione che può essere utilissimo come infarinatura pre-visita, per capire meglio cosa si sta guardando.

Le immagini sono sparse per tutto il testo, in modo da essere di facile consultazione mentre si leggono le spiegazioni sulle varie opere. Non tutte sono state incluse nel libro: mi è capitato di leggere di alcuni dettagli di cui non ho trovato foto, ma è anche vero che per approfondire può essere utile a quel punto procurarsi un volume fotografico (e poi c'è il magico mondo dell'internet).

La canzone di Achille - Madeleine Miller

Mi è piaciuto parecchio, lo stile è semplice, ma sufficientemente evocativo, e l'autrice conosce molto bene l'ambientazione di cui scrive. Non è stato difficile empatizzare con Patroclo, pur sapendo benissimo come finisce la storia, anzi, forse è uno dei motivi per cui l'attenzione è stata sempre così alta durante la lettura, una specie di senso di aspettativa al contrario: "come succederà? Come reagirà Achille?" etc.

L'unico "difetto" è che Patroclo mi è sembrato un po' troppo stereotipato come si intenderebbe la "metà femminile" della coppia (non combatte, ma fa il guaritore, è delicato etc.): mi sarebbe piaciuto una rappresentazione più equilibrata, visto che si parla di un giovane cresciuto come guerriero in una società più guerresca della nostra e la penuria di coppie omosessuali non stereotipate nei romanzi "mainstream".

Ho preferito il libro Circe della stessa autrice, ma anche questo è decisamente consigliato!

Lo straniero - Albert Camus

Il libro è molto suggestivo, e in circa 150 pagine tratteggia personaggi e avvenimenti con estrema precisione. L'atmosfera è quasi surreale, l'autore mi ha fatto sentire letteralmente l'afa e quel tipo di silenzio opprimente che si associa talvolta al caldo estivo, quando persino gli insetti stanno rintanati all'ombra in attesa di orari migliori.

L'apatia del protagonista mi ha fatto pensare di avere davanti un sociopatico dalla prima pagina, ma forse anche io, come gli altri personaggi, mi sono limitata a giudicarlo da come io penso ci si debba comportare in certe occasioni?

Colazione da Tiffany - Truman Capote

La scrittura è pulitissima: ogni parola ed ogni avvenimento sono dosati, scopriamo qualcosa di nuovo senza bisogno che l'autore ce lo spieghi parola per parola. In un centinaio pagine veniamo a sapere tantissimo su Holly, intuiamo il perché della sua selvatichezza, dell'incapacità di fermarsi e di mettere radici, nonostante il desiderio di sicurezza, della sua ossessione per un matrimonio ricco, che la metterebbe al sicuro dalla fame e dalla povertà più nera.

Sicuramente Holly come personaggio può non piacere, col suo cinismo e la sua volatilità, ma il libro in sé è stato un grande piacere.

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