BARBARA OLIVIERI

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R: Dopo la pioggia - Chiara Mezzalama

Apocalittico, intenso e sottile.
Sono queste tre le parole che mi vengono in mente, leggendo questo libro.
Ci sarebbe anche un "romanzato", che argomento più avanti.
Apocalittico perché lo scenario nel quale le vicende dei protagonisti si sviluppano, vede una catastrofe ambientale in corso (e questa è anche una prima chiave di lettura).
Intenso perché le vicende personali dei protagonisti vedono l'accadere di una crisi familiare e personale che rimette tutto in discussione (seconda chiave di lettura).
Sottile perché - nel mentre lo leggevo - ci sono stati alcuni momenti nei quali mi dicevo: "Ma dai! Ma che scrive?!", ma poi - a distanza di qualche ora - mi rendevo conto che sottilmente passava altro.
Infine romanzato, perché in alcuni tratti mi sembrava di leggere un dramma romantico richiamandomi alla mente - non so perché - il film "Il paziente inglese" (terza chiave di lettura).
Diversi livelli di lettura.
Una storia familiare e personale.
Una catastrofe ambientale e di emergenza climatica.
Un romanzo romantico e a tratti "fiabesco".
Forse questi diversi livelli di lettura che ci ho visto sono influenzati dal sapere che la scrittrice è anche psicoterapeuta, e questo mi ha aperto alla personale interpretazione del romanzo come una possibile metafora passibile di interpretazione personalizzata sulla base delle proprie esperienze e delle proprie lenti attraverso le quali si guarda il mondo.
Un libro interessante (scoperto grazie alla lettura effettuata durante la Green Week con il Patto per la Lettura).

Gli anni - Annie Ernaux

Sono arrivata a questo libro, grazie al conferimento alla scrittrice del Premio Nobel 2022 per la letteratura.
Un’autrice che non conoscevo e che proprio per questo ho deciso di leggere.
Però per capire quale romanzo scegliere (da dove partire), ho fatto una piccola ricerca in rete leggendo recensioni e articoli.
E così sono arrivata a questo libro, “Gli anni”.
Una “autobiografia impersonale”, viene definita nel risvolto di copertina.
Ed in effetti è così (non che mettessi in discussione questa definizione): attraverso la narrazione di fotografie che scandiscono il tempo, l’autrice ricorda e ripercorre la sua storia, quella della Francia ma anche la nostra in senso ampio (come società occidentale).
Una narrazione totalmente nuova per me.
Che se all’inizio faticavo a “sentire”, poi mi ha catturato.
Portandomi attraverso la vita dell’autrice e del (suo) vissuto sociale e politico.
Chiudendo con una serie di immagini alcune delle quali faticherò a dimenticare.
Per la loro intensità e perché mi ha ricordato quei “fermo immagine” che restano nella memoria come pietre miliari della nostra vita e delle vicende che attraversiamo.
Intenso e sommesso.
Discreto e denso.

Abbiamo sempre vissuto nel castello - Shirley Jackson

Perplessa.
Questo è lo stato in cui mi ha lasciato questo libro, al quale sono arrivata grazie ad un post di una persona che seguo su Instagram e che lo consigliava come lettura adatta ad Halloween.
Incoraggiata anche dalla sinossi, l’ho preso in prestito e l’ho letto.
E sono rimasta (ribadisco) perplessa.
Se dovessi rispondere alla domanda “ti è piaciuto?”, la risposta sarebbe un perplesso “boh…!”.
Perché mi aspettavo altro.
O perlomeno mi aspettavo un evolversi della storia diverso rispetto a come si evolve effettivamente (non spiego per non fare “spoiler”).
Leggendo però della vita dell’autrice, mi è sorto il pensiero che forse la storia è metafora della realtà sociale da lei sperimentata.

Tra loro - Richard Ford

Chiuso fisicamente il libro, il primo pensiero che è emerso è stato: “Che bel libro!”
E poi: piano ma intenso.
E con “piano ma intenso” intendo una scrittura piana (non drammatica) in grado comunque di far(mi) percepire l’intensità.
Quella intensità generata da quello che è stato e che non è più (e non tornerà mai più), dai ricordi, dai non detti (che avresti voluto dire).
Richard Ford scrive un “memoriale” (una memoria) sui genitori.
Vissuto nell’America degli anni Cinquanta (poco prima e molto dopo).
L’America dei grandi stati, delle lunghe strade, dei nomadismi e dei commessi viaggiatori (figure spesso presenti nei racconti scritti in quegli anni). L’America dei sobborghi. L’America dei sacrifici e degli entusiasmi.
E dentro questa realtà la vita di queste due persone: un uomo e una donna, con le loro storie e il loro essere nei ricordi di un ragazzo (prima) e di un uomo adulto (poi). Che stato - appunto - “tra loro”.
Quando leggi questi libri e incontri questi scrittori, ti rendi conto di quanto la letteratura americana (un certo tipo di letteratura) viaggi una spanna sopra tutte le altre.
Nella sua semplicità che non è impoverimento, bensì capacità di comunicare ricchezza.
Di storie. Di vite. Di quotidianità.
Bello davvero.
Mi è piaciuto molto.
(E - aggiungo - siccome ho l’abitudine di leggere ad alta voce, anche e soprattutto in solitudine, mi sono resa conto che l’intonazione istintiva che davo era quasi un “sussurro”. Come una riflessione fatta a se stessi, nel ripercorrere i [propri] ricordi.)

L'architettrice - Melania G. Mazzucco

L’Architettrice (termine che anche io prediligo, rispetto al tristissimo e boccaccesco Architetta, e che prende le mosse dalle parole affini Pittrice e Scultrice) è un libro di ricca e piacevole lettura. Un romanzo che narra la vita di Plautilla Bricci (“Briccia” al femminile, realmente esistita) tra i fasti, l’arte, gli intrighi e la politica della Roma barocca.
Leggendolo mi sono domandata perché i testi di storia dell’arte non possono avere un taglio simile?
(Quanto ne gioverebbe la lettura e lo studio!)
Libro davvero piacevole e ricco.
Divertente e drammatico.
Permeato da una sottile amarezza, ma anche da pazienza e determinazione.

Passaggio in India - Edward Morgan Forster

Non so perché leggendo classici, come questo lavoro di Forster, io ritrovi tracce di attualità.
Lo spaccato di una società coloniale con le sue "dinamiche di paese e sociali", dove il peso delle tradizioni e dello "stare al proprio posto" all'interno di uno scacchiere prestabilito fa sentire tutta la sua imposizione.
Non mi ha emozionato.
Ho letto una storia. Elegante. Ma quasi distante, fredda.

Il grande Gatsby - Francis Scott Fitzgerald

Confesso che la mia conoscenza del romanzo di Fitzgerald si limitava alle trasposizioni cinematografiche (quella di Baz Luhrmann, in particolare).
Ebbene, che dire davanti ad un classico della letteratura americana? Non sono una critica letteraria, sono solo una appassionata lettrice. E la mia "recensione" si limita a dire che ho letto un libro dal taglio modernissimo (sembra scritto ieri).
Un libro che nasconde sotto una "patina di paillettes" e di lusso, una miseria umana (apparentemente) insospettabile.
Amaro.

R: Ninfee nere - Michel Bussi

Un bel giallo, con una trama intrecciata che sorprende.
Più volte, nel corso della lettura, mi sono scoperta a ragionare su cosa poteva essere successo, e come, e questo - per me- è un segnale che il libro mi sta coinvolgendo.
Quello che poi ho particolarmente apprezzato è anche lo scenario a supporto delle vicende: Monet, le sue opere e Giverny. Un aspetto (questo) che mi ha fatto tornare in mente un altro romanzo giallo di Hans Tuzzi arricchito di aspetti culturali insoliti per questo genere letterario.
Da leggere.

Gli amici silenziosi - Laura Purcell

Un romanzo tra il gotico ed il thriller, ambientato in due epoche diverse (a distanza di 200 anni una dall’altra) che nel racconto corrono parallele e si intrecciano.
Curioso ed inconsueto.

Sogni di Bunker Hill - John Fante

Non avevo mai letto nulla di John Fante e ho pensato bene di iniziare dall'ultima sua opera.
Che dire? Una bella scoperta (per me).
Spesso - leggendo la storia e respirandone l'atmosfera - mi sono tornati in mente i romanzi del genere Hard Boiled
Anni '30, atmosfere fumose, abiti gessati, donne bellissime, sigari, divi del cinema e personaggi caratteristici.
Una storia che divertente, provocatoria, ma che anche è pervasa da un senso di amarezza.
Si legge con rapidità grazie al ritmo e ai personaggi cinematografici (nella descrizione) che popolano la vita di Arturo Bandini.

I cieli - Sandra Newman

Libro particolare del genere “fantastico”.
Dalle sembianze di una fiaba moderna, è un racconto dalla struttura molto libera (come si legge in alcuni articoli) che può non piacere (ho letto anche recensioni non proprio lusinghiere).
Io sono abituata a leggere generi diversi e - forse proprio per questo - il libro mi ha colpito e mi è piaciuto.
Mi sono affezionata ai personaggi e ho sperato in un “happy end”.
Libro che spezza il ritmo e scombina un po’ le carte. Modalità che può essere - a suo modo - “terapeutica”.

Il diner nel deserto - James Anderson

Una bella scoperta.
Atmosfere alla Bagdad Café (il film), popolato di personaggi stravaganti a cui alla fine ti affezioni, è una storia che ti prende e ti porta con sé nel deserto dello Utah.
Suspance, solitudine, silenzi e panorami.
Una bella storia, che ho letto con grande piacere tifando per i personaggi e avanzando pagina dopo pagina per sapere come andava a finire.

Niente di personale - Roberto Cotroneo

Libro non facile. Emotivamente e “cognitivamente”.
Quasi un flusso di pensiero di ricordi dell’autore, che racconta di tempi e personaggi che hanno scritto la storia della cultura italiana.
Cerco di non fare “spoiler” con questo commento.
Diciamo che il tutto è permeato (per come l’ho percepito io) da una malinconia a tratti - per me - faticosa.
Ma mi sono trascritta sul mio taccuino nero tantissimi passaggi che mi hanno colpito per suggestione, riflessione e finezze linguistiche.
Impegnativo, non è una “passeggiata” facile.

Le signore in nero - Madeleine St John

Gradevole.
Una lettura che scorre rapida e leggera.
Una storia di altri tempi che si lascia leggere, sembrando più un racconto di una rivista femminile dell’epoca anziché un romanzo.
Adatta come passatempo lieve.

Il complotto contro l'America - Philip Roth

Non avevo mai letto nulla di Philip Roth e alle prime pagine ho temuto di non farcela.
Ho temuto di non reggere il tema del romanzo.
Inoltre nutrivo delle perplessità: pensavo fosse una sorta di “doppione” di “La svastica sul sole” di Philip Dick.
Invece sbagliavo.
E tanto.
Qui siamo su un binario completamente diverso.
Qui siamo - secondo me - nel campo dello “sliding doors”: se solo alcune variabili si fossero combinate in modo diverso.
Di un realismo inquietante, grazie alla presenza di eventi e personaggi realmente esistiti, ti prende e ti porta con sé nella realtà parallela.
Nel “come sarebbe stato se”.
Se volessi fare un ragionamento in più, potrebbe agganciarsi con il romanzo di Philip Dick nell’essere un ipotetico prequel di quanto narrato in “La svastica sul sole”.
Se proprio.
Ma ”Il complotto contro l’America” viaggia su un binario completamente diverso.
Intenso, strisciante (per alcuni aspetti) e incalzante (per altri).

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