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1Q84 - Murakami Haruki

Allora, da come si può notare, overall non è stato un bel libro, ma come mi ha detto il mio amico Delli: leggere i libri brutti è un grande esercizio di stile.

Partiamo quindi dalle cose che si salvano:
1) L'idea che sta alla base del libro è molto interessante.
2) La scena iniziale spacca, è molto misteriosa e cinematografica, si concentra su alcuni dettagli pazzi come quando tarantino fa lo zoom sui piedi e ti chiedi perché? Ma poi il film te lo godi soprattutto per quei fotogrammi dei piedi. Insomma ci sono delle scelte di stile che sembrano fighe, nella prima scena.
3) In alcuni punti del romanzo vengono citati e riportati altri racconti, alcuni tratti da altri autori e altri inventati, che danno quella sensazione di star parlando con la tartaruga saggia di kung fu panda, salvo poi (questo però andrebbe negli aspetti negativi ma va be che ci frega di essere schematici qui) non avere niente o quasi niente a che fare con la storia. Tipo il racconto dei Giliachi di Checov o quello sul paese dei gatti o ancora quello del bimbo che scolpisce topi.
4) In un altro punto specifico appare un personaggio caratterizzato in modo molto interessante, che tiene un dialogo molto misterioso, veramente scritto bene. Praticamente il presupposto è che questo sia tipo un mafioso che non può incriminarsi dicendo che sa cose, ma fa capire che ha tante informazioni con cui poi manipola l'interlocutore, che per qualche motivo, pure se è il personaggio più inetto e blando del libro, reagisce smascherando il tipo e rifiutando le proposte. Beh comunque, quel dialogo specifico è molto figo.
5) un'altra cosa riguardo allo stile che ho apprezzato è l'alternarsi del punto di vista dei due prataginisti ogni capitolo. Dà un certo ritmo alla narrazione e tiene alto l'interesse perché ogni capitolo sembra quasi di star cambiando libro. Anche i titoletti dei capitoli sono una di quelle scelte letterarie riuscite del libro. Una delle due, tipo.
6) Per quanto questo sarà un grande aspetto tra quelli negativi, a volte, in alcune occasioni, sembra parlare di sesso in maniera abbastanza onesta e affascinante. Alcune volte. Tipo 2 in tutto il libro. Poi diventa super creepy.

Okay ora ci siamo, posso iniziare a rantare sulle robe negative. Inizio dal sesso e robe annesse perché è veramente una questione fondamentale.
1) L'autore è un cazzo di maniaco inquietantissimo con la fissa per le ragazzine quando lui c'ha tipo 70 anni. Che schifo madonna. All'inizio come dicevo sembra ok, c'è un racconto di intrallazzi tra donne omosessuali e dici boh ok è l'inizio, avrà un senso. Spoiler: il senso è che è un uomo che scrive libri per uomini, chè, non ce le vuoi mettere due adolescenti che sforbiciano? Palese. Comunque le scene proprie di sesso non sono l'unico problema.
2) L'autore è un cazzo di maniaco inquietantissimo con la fissa per le ragazzine quando lui c'ha tipo 70 anni, parte due. La fissazione per le poppe è estremamente insopportabile. So la forma di tette e capezzoli di tutte i personaggi femminili. Ovviamente dai 7 anni in su. Cringe porcatroia.
3) Passando a caratteristiche che istigano leggermente meno al vomito, parliamo delle scelte di contenuto. Senza rinnegare il primo punto degli aspetti positivi, purtroppo la realizzazione di questa idea, che appunto sembrava davvero molto intrigante, risulta essere una catastrofe. No, non esagero. Solitamente man mano che leggi dovresti capire di più, aggiungere dettagli che ti facciano capire il tipo di mondo in cui la storia è immersa (quello che chiamano world building per i fantasy sostanzialmente). Bene, qui ogni 30 pagine (di ripetizioni, ma di questo ne parliamo nei punti successivi) compare un dettaglio nuovo che non c'entra nulla con quello precedente, rende solo più confusa l'ambientazione e, ovviamente, non ha nessuno spessore, non rimanda a nessuna metafora politica o sociale, niente, il mondo di whinnie the pooh ha più rilevanza semantica.
4) la trama. Ho letto solo i primi due libri, ce ne sarebbe anche un terzo, ma considerando la fatica che ho fatto per finire questi due non so se avrò mai le batterie cariche abbastanza per proseguire col terzo. Comunque, in questi primi due libri la trama è talmente casuale che ti chiedi se le varie scene abbiamo un collegamento. Ci sono 3 personaggi in croce e fanno robe determinate esclusivamente da 2 motivi:
- appagare la perversione sessuale dell'autore;
- sembrare misteriosi e enigmatici senza nessuno scopo.
Tutte le scene più oscure e intriganti poi si rivelano enormi fiaschi, senza conseguenze sensate sullo sviluppo della trama. Tra l'altro, anche il "come iniziano" queste scene è assurdo, stanno succedendo robe normali e di colpo arriva un elemento mistico/fantastico/immaginario senza senso che non ti aspettavi mai.
5) lo stile: che schifo. Frasi ripetute mille volte invertendo di posto le parole. Emozioni raccontate per filo e per segno senza nessuna metafora evocativa. Apparte le scene che ho salvato negli aspetti positivi, il 95% restante è una palla disumana. Una tortura giapponese, appunto. Qui non so se è un problema di traduzione, lasciamogli il beneficio del dubbio, però davvero, quasi nessun flavour in queste 700 pagine.
6) la lunghezza. Fra, non è come i temi in classe che devi fare almeno due facciate, o come i romanzi ottocenteschi che ti pagano a parola (almeno spero). Se una roba l'hai già detta, e baaaaaasta, abbiamo capito, passa alla roba successiva, che cazzo allunghi a fare senza aggiungere niente. Poteva essere un bel libro di 100 pagine, onestamente, così è solo una cagata pazzesca di 700.

Come ultima considerazione generale vorrei parlare dei personaggi. C'è una bella varietà, lo ammetto, non sono personaggi stereotipati e a modo loro, alcuni, vanno in contro ad una leggera e onesta evoluzione. Purtroppo il mio personaggio preferito (l'editore) a un certo punto scompare in circostanze misteriose e niente, sparito, adios. Infine, ovviamente la fissazione perversa per le caratteristiche sessuali è inquietante e, per me, insopportabile, ma i personaggi femminili sono complessivamente abbastanza interessanti. Si mostrano con le contraddizioni, la rabbia, le iniziative di donne vere, con esperienze realistiche e sentimenti comprensibili. Non dico che sia un romanzo femminista, ma un paio di personaggi penso che lo siano. Ovviamente nel libro non si definiscono e anzi lo negano pure, ma anche questa cosa non è così assurda, fa incazzare, ma è una di quelle cose che fanno incazzare in modo amaro anche nella vita reale.

È stata un'esperienza tutto sommato, spero abbiate apprezzato lo sforzo per questa recensione. A vostro rischio e pericolo

R: Hotel Bosforo - Esmahan Aykol

Allora, la mia opinione personale è che non è stato un brutto libro da leggere, mi è piaciuto leggerlo e l'ho finito in fretta, anche solo per i punti in cui prende in giro i tedeschi ne valeva la pena. La protagonista è simpatica e abbastanza interessante, la trama in sé anche, trovo solo che alcuni eventi citati siano un po' estremi e stonino con l'atmosfera molto ironica in cui si è immersi, come se in una puntata dei Simpson come tema centrale ci fosse il lavoro minorile, ma preso seriamente e criticamente proprio. Comunque il motivo per cui l'ho letto è il motivo per cui prima o poi leggerò un altro libro dell'autrice, racconta la vita a Istanbul e prende in giro i tedeschi.

Persepolis 2 - Marjane Satrapi

L'ho apprezzato più del primo. Il punto di vista personale, unico, intimo con cui è scritto aiuta ad immergersi ed empatizzare sempre di più. Non è più la storia di una bambina iraniana e del rapporto col suo Paese, ma la storia di una ragazza unica, che vive una vita unica, riflette e si forma per poter essere un'adulta che la se stessa bambina avrebbe rispettato. Il rapporto con la storia politica dell'Iran non è così in primo piano ma Marjane è, e non può fare a meno di essere, una iraniana. Anche questo libro parla agli immigrati di seconda generazione con una sincerità profonda, insegnando ad accettare se stessi e la propria tristezza, le proprie emozioni in generale, imparando a lasciarsi aiutare e ad aiutarsi. È un libro forte, difficile, ma anche divertente, i cui disegni, nella loro essenzialità, accompagnano tutti i sentimenti che si provano leggendo. Questo, ancora più del primo, è un romanzo grafico fondamentale. Leggetelo.

Il maestro di nodi - Massimo Carlotto

Questa recensione è fatta a caldo ed è molto emotiva.
Questo libro è bellissimo. Mi è piaciuto da morire e ho già prenotato in biblioteca un altro libro di Massimo Carlotto. È schietto, con uno stile asciutto e veloce, riporta riflessioni che non sono mai scontate, e mai superflue. I personaggi sono perfetti, hanno un modo di dialogare estremamente interessante e costruttivo per la storia, caratteri difficili ma adorabili, e hanno quel tipo di rapporto che li fa sembrare una famiglia anche migliore di una di sangue. Il caso è decisamente crudo e per stomaci forti, secondo me perfettamente in linea con il contorno dei protagonisti. È semplicemente un bel libro, che mi sono goduta e che mi ha rovistato un po' dentro. Etra disgusto, tristezza, rabbia e tenerezza, mi ha tenuto davvero compagnia.

American born Chinese - Gene Luen Yang

Questa graphic novel è divertente, allegorica e sincera. Parla agli immigrati di seconda, terza, quarta generazione, a chi si divide tra culture e identità diverse, parla anche di accettazione di sé stessi in generale e di come, in questo processo, intervengano le amicizie, la famiglia, le cottarelle, della vita di un adolescente. L'idea di far dialogare una mitologia buffa (e non così scontata) con la vita quotidiana, è perfetta per l'argomento e per il pubblico di ragazzi a cui è proposto questo libro, l'alternanza spiazzante dei capitoli, che si intersecano solo alla fine, è una di quelle trovate che mi rendono la lettura sempre più interessante. I disegni sono funzionali, belli ma non eccezionali. (I colori li ho trovati un po' spenti)
Consiglio questa lettura veloce, interessante e divertente a tutti, piccoli e grandi, non ve ne pentirete.

Il mistero di Mangiabarche - Massimo Carlotto

Bello, criminale, scorrevole, simpatico, duro e molto intrattenente. Mi è piaciuto meno de "il maestro di nodi", ma mi è piaciuto. È una storia di un'investigazione difficile, in cui ci sono tanti personaggi e la maggior parte sono proprio criminali sfegatati. Forse questo è il motivo delle 3 stelle, perchè oltre alla storia criminale, non c'è molto. L'ambientazione è molto carina, la Sardegna d'inverno. Non è crudo come l'altro ma ci sono decisamente delle scene splatter e dei momenti molto ansiosi. Il ritmo è variabile ma mai lento, mi sono onestamente mancate le riflessioni più profonde e politiche dell'altro libro di Carlotto. Lo consiglio a chi piacciono i gialli un po' intrigati e crime stories classiche. Io non sono riuscita a risolverlo da sola "il mistero di mangiabarche" .

Il grande sonno - Raymond Chandler

Un classico del noir, probabilmente uno dei primi scritti anche. Ho amato lo stile, l'ironicità, le scelte lessicali, che onestamente non mi aspettavo così ricercati e originali. Non vedo l'ora di sfogliare un altro libro in cui Philip Marlowe e il suo carisma conducono un'indagine. La trama è intricata e interessante sicuramente, diciamo che il messaggio del libro è abbastanza in linea con i tempi in cui è scritto e ambientato (anni 30) e la concezione della malattia mentale è un po' arretrata, ma è interessante anche per questo, secondo me. Comunque è una lettura che tiene compagnia, che intriga, tiene un po' sospesi e fa decisamente divertire. La sagacia di alcune citazioni che ho trovato mi rimarrà sicuramente nel cuore (forse più della trama)

Appartamento a Istanbul - Esmahan Aykol

Peggiore del primo (Hotel Bosforo), ma non male. Ho fatto più fatica a leggerlo perché in questo è meno evidente la vena polemica e comica della protagonista, il caso però è più "realistico" e interessante. Posso anche dire che ho avuto tutti i sospetti giusti prima della protagonista, cosa che amo in un giallo. Ah e in questo compare anche meno Istanbul che nel primo è quasi un personaggio del libro. Non so se lo consiglio, qualcuno potrebbe anche decidere di lasciarlo a metà... Io continuerò la serie sperando in un'evoluzione positiva

Tutta intera - Espérance Hakuzwimana

Questo libro mi è piaciuto molto. Mi ha anche fatto molto piangere e venire mal di pancia. La forma e lo stile scelto sono perfetti secondo me per quello che questo libro vuole essere: un resoconto sincero, schietto, emotivo e preciso dell'esperienza di una bambina e ragazza nera razzializzata in un indefinito sud Italia. Tra l'altro penso che questo libro sia necessario per una persona che si occupa di educazione, siccome viene dato sia il punto di vista di una bambina sia quello di una giovane che si approccia per la prima volta all'insegnamento. Non è un libro facile, non spiega nulla, ti mette solo davanti a situazioni e pensieri (che penso siano) molto autentici e poi sta a te capire come uscirne. L'ho letto in ebook e penso lo comprerò per sottolineare alcune frasi e per averlo con me se ne dovessi aver bisogno.
Lo consiglio a tutti i bianchi, a chi interessa sapere come si vive razzializzate, cosa può pensare una persona adottata o a chiunque si occupi di educazione.

Jack frusciante è uscito dal gruppo - Enrico Brizzi

Cosa dire di questo libro se non romagna-core, romagnerismo.
È un libro adolescenziale, romantico e realistico se non vero. Ho adorato ogni scelta stilistica fatta, il continuo riferimento alla musica, i personaggi, l'ambientazione. Penso che sia una perla di letteratura italiana, mi sono innamorata e sono stata in lutto diverse volte e in modo molto forte. Questo libro non fa sconti nelle descrizioni della sofferenza ma neanche dei momenti di gioia, come farebbe un vero emiliano e come vorrei saper fare anch'io.
Ve lo consiglio, secondo me dovrebbero leggerlo tutti nella vita, preferibilmente prima di diventar adulti perdavvero.

Valzer con Bashir - Ari Folman, David Polonsky

Prima di tutto vorrei dire che questo libro, come oggetto, è stupendo. Penso sia anche abbastanza unico nel suo genere, una graphic novel tratta da un film(animato) e che rimane molto cinematografica. La narrazione è esterna, un racconto di episodi vissuti o sognati, per trasmettere e far ragionare su cosa succeda nella mente di una persona sopravvissuta a una guerra e malata di ptsd. Il disturbo in se viene mostrato solo nel suo legame con la memoria, però lo stile immersivo scelto attiva molto l'empatia nel lettore. È a tratti molto crudo e ho pianto un tot.
Lo consiglio a chi è incuriosito da graphic novel con uno stile particolare, a chi interessa confrontarsi con l'argomento del ptsd da guerra, ma vi avviso che c'è praticamente solo la parte emotiva coinvolta, non è che vengono messi in discussione pregiudizi sul disturbo o ci sono momenti particolarmente educativi a riguardo.
Anche questo della biblioteca, ma se avessi soldi infiniti lo comprerei, anche solo per riguardarmi l'uso del colore nelle diverse scene, che mi ha colpito tantissimo.
Guarderò anche il film sicuramente.

Le buone maniere - Daniel Cuello

Non ero pronta. Un libro bellissimo, che mi ha fatta piangere. Ironico come mi aspettavo, più amaro e travolgente di come credevo. Una "regia" molto moderna, cinematografica direi, con personaggi profondi, veri e "adorabili". Ho apprezzato la scelta di un protagonista mediocre, turbato, ma non drammatico, e gli altri personaggi così come sono lo sostengono e lo fanno emergere nella sua solitudine. A me ha fatto male questa storia, senza però lasciarmi totalmente depressa e senza speranza, anzi, insegnandomi a non lasciarmelo fare. L'ambientazione, in una Argentina mai dichiarata, è centrale per la storia, ma mostrata con gli occhi degli ultimi, che hanno subito senza reagire, facendo parte del processo senza chiedersi "se...?", dalla parte di chi 《ha barattato la propria umanità per una placida esistenza 》. Un libro che consiglierei a tutti anche se so non sarebbe per chiunque.

Maus - Art Spiegelman

È sempre difficile dire "bello" a un libro sull'olocausto, ed è forse superfluo usare aggettivi come "struggente" o "devastante". In realtà la cosa che mi ha colpito di più di questo libro è il filtro realistico che ci ha messo l'autore, è il punto di vista di una seconda generazione di sopravvissuti, sincero e schietto. Secondo me questo libro fa tanto riflettere su quale sia la responsabilità e la possibilità di chi ha quell'eredità sulle spalle. Uno dei passaggi più belli, per me, è stato quello in cui il protagonista va dal suo terapeuta e comprende la contraddizione di pensieri che l'evento dell'Olocausto gli porta. Che è un sentimento che può esistere il qualsiasi evento traumatico verso persone innocenti. Per chi non lo vive, il "sentirsi in colpa" è una realtà, per chi convive con una persona sopravvissuta permettersi di provare sentimenti negativi per quella persona è inconcepibile, ma la compassione non deriva da questo persiero, che accomuna i sopravvissuti ai vincitori e i morti ai perdenti. Un libro che dovrebbero leggere tutti

Persepolis - Marjane Satrapi

Una graphic novel fondamentale, con una protagonista ironica, irriverente e piena di personalità. L'ambientazione è l'Iran negli anni del regime integralista religioso islamico, soprattutto focalizzato sui cambiamenti a cui la famiglia di Marjane deve adattarsi. La narrazione però non è mai solo triste, c'è tanta tristezza anche solo negli eventi narrati, ma c'è anche un punto di vista molto personale, intimo, pieno delle frivolezze, delle contraddizioni e dei problemi che una famiglia iraniana poteva avere al tempo. Soprattutto in questo momento storico penso sia importante ascoltare la voce di chi ha esperienze di vita lontane e incredibili per una come me. E' una lettura interessante, coinvolgente, a tratti divertente e molto emozionante. Lo consiglio, sto già leggendo avidamente il secondo volume.

La costituzione degli animali - Sara Loffredi

Il libro racconta la storia della nascita della democrazia e della costituzione, pone problemi concreti di convivenza, facili da percepire come rilevanti. La storia semplifica i passaggi storici, mostrando però comunque le criticità di sistemi come il libero mercato (proposto dalla Tigre), l'uguaglianza di opportunità (Lupo) e il principio religioso/tradizionale (dell'Elefante).
Le illustrazioni sono molto dolci e semplici, colorate ed espressive, adatte, secondo me, ad un pubblico non più grande di 10/11 anni.
I caratteri sono in stampatello, scelta utile per rendere il libro accessibile già dai primi anni delle elementari ai bambini in autonomia.
È infine un libro che si presta a progettazioni didattiche varie, roleplay, letture ad alta voce e attività coinvolgenti.

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