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Memorie di Adriano, seguite dai Taccuini di appunti - Marguerite Yourcenar

Attratta dal romanzo di ambientazione storica, dopo quasi 30 anni dalla visita a Villa Adriana, Marguerite Yourcenar concretizza le forti suggestioni - filtrate dagli studi, dall’esperienza e dal suo straordinario talento - nel capolavoro che le darà la fama e un posto nella letteratura mondiale.Testo complesso e ricco di implicazioni storiche, filosofiche ed umane è soprattutto la storia di un uomo che giunto al declino della sua vita si volta indietro a meditare sul proprio operato di potente e sulla propria esistenza; Adriano, pur conservando per intero il suo spessore umano, diviene il simbolo del destino dell’Uomo in tutti i suoi aspetti: il potere, lo spirito di conquista, la curiosità per il mondo e per i propri simili, la passione, il dolore, la consapevolezza drammatica del declino fisico, la malattia e l’approssimarsi della morte: tutti questi grandi temi sono inseriti in una dimensione temporale esplorata dall'autrice anche da un punto di vista storico. Il romanzo è anche il racconto di un imperatore illuminato, che rinunciò a parte delle conquiste ereditate dal suo predecessore per mantenere la pace, Con quest'opera pubblicata nel '51, poco dopo la fine di una guerra che ha sconvolto il mondo, l'autrice vuole anche lanciare un messaggio ai governi e invitare l'O.N.U. ad attuare la Carta del '45 con la quale i suoi membri si impegnano a conseguire la Cooperazione internazionale per scongiurare altre guerre.

Amatissima - Toni Morrison

E' la cronaca a servire da spunto narrativo alla scrittrice americana:per il romanzo pubblicato nel 1987; mentre sta raccogliendo documenti in qualità di curatrice dell'antologia The Black Book, che avrebbe dovuto contenere 300 anni di storia afro americana,  trova un articolo del 1855 in cui si racconta che una schiava fuggita dal Kentucky, tale Margaret Garner, si rende conto che presto sarà nuovamente catturata e allora uccide la propria figlia, piccolissima, affinché essa non riviva il dramma della schiavitù. Inevitabile, quindi la dedica agli schiavi morti durante il Middle Passage - la traversata dell'Atlantico compiuta dalle navi negriere - oltre 60 milioni; l'impossibilità e la necessita di non dimenticare è uno dei temi centrali di questo romanzo sublime: l'autrice, Premio Nobel per la Letteratura nel 1993, ce lo ricorda commentando lei stessa la sua opera: “Tornare a quella parte della propria storia che troppi hanno rimosso, dimenticato, lasciato inspiegata, ignorato”

Il buio oltre la siepe - Harper Lee

Il romanzo è ambientato negli anni ’30, poco dopo il crollo di Wall Street e la Grande Crisi del 1929. Il presidente democratico Roosevelt, eletto nel ’33, avviò il New Deal,(il Nuovo Corso) introducendo - con una serie di misure economiche e sociali - una politica di intervento attivo dello Stato nell’economia e nella società, favorendo il coinvolgimento alla vita politica del Paese della classe dirigente del Sud, zoccolo duro dei democratici (proprietari terrieri che si affidavano ai nuovi provvedimenti del governo per uscire dalla crisi economica, lavoratori delle industrie del Sud, nuovi immigrati, tra cui moltissimi italiani e minoranze nere). La sua politica permise all'America di risollevarsi.
Tuttavia nel periodo in cui è ambientato il romanzo sussistevano forti sentimenti di odio nei confronti dei neri, specialmente negli stati del Sud, e all'epoca della pubblicazione del libro era ancora in atto la segregazione razziale. Una delle tematiche principali del romanzo è proprio il razzismo negli Stati Uniti.
Un secolo prima (nel 1862) il presidente Lincoln proclamò l’emancipazione degli schiavi accelerando la fine della guerra di secessione ( 1865), ottenendo così la salvezza dell’Unione degli Stati d’America; nello stesso anno, dopo la modifica della Costituzione che proclamava l’abolizione della schiavitù e il riconoscimento del diritti civili ai neri, Lincoln fu assassinato da un fautore dello schiavismo. La segregazione e l’odio razziale negli Stati Uniti perdurarono per un secolo ancora, soprattutto nel Sud degli Stati Uniti con il diffondersi di movimenti razzisti come i Ku Klux Klan (KKK). Solo nel 1954 la Corte suprema ordinò la de-segregazione razziale di bianchi e neri nelle scuole, ma per più di un decennio non ci furono reali cambiamenti. Gli anni ’60 furono gli anni della guerra fredda , della guerra in Vietnam, dell’assassinio di J..F. Kennedy, delle rivolte nei quartieri neri e dell’avvento del movimento Black Power, dell'assassinio prima di Malcolm X poi di Martin Luther King, fautore della lotta non violenta e dell’integrazione razziale; ma furono anche gli anni dei movimenti hippie, delle contestazioni di massa contro le guerre e per il riconoscimento dei diritti civili e infine delle leggi sui diritti civili e la parità dei neri, che segnarono un profondo rinnovamento culturale e l’inizio di un percorso di emancipazione reale dei neri d’America. Il romanzo più volte rifiutato dagli editori fu pubblicato solo nel 1960 e fu un immediato successo, l’anno successivo Harper Lee vinse il premio Pulitzer per la narrativa. Luisa

In tempi di luce declinante - Eugen Ruge

Con questo romanzo Eugen Ruge ha contribuito a rivivificare nella Germania riunificata l'immagine e il ricordo dell'ex Repubblica democratica tedesca, mostrandone aspetti inediti e raccontando il progressivo declino del progetto utopico del socialismo reale. In questo romanzo non traspare tanto un sentimento nostalgico, quanto piuttosto la volontà di guardare con maggiore distacco alla Germania dell'Est e al progetto politico che la sorresse.La vicenda della famiglia che origina da Wilhelm e Charlotte, due comunisti che sbarcano in Messico durante la lotta al nazismo, segue le peripezie di una tipica famiglia tedesca borghese, intellettuale e di sinistra, che nel Novecento attraversa gli orrori della guerra e della dittatura (stalinismo incluso). il socialismo reale è vissuto dai protagonisti come un’isola sprofondata nelle coscienze individuali, più che come un accadimento storico.
Nel 1949 nacquero la Repubblica federale tedesca (/RFT alleata della NATO) e la RDT o DDR (regime comunista alleato dell’URSS), nel ’53 nella RDT ci furono molte proteste contro il regime filosovietico represse nel sangue da truppe sovietiche; 3.000.000 di tedeschi scapparono dalla Germania est tra il ’49 al ’61, anno in cui fu costruito il Muto di Berlino
Attraverso le quattro generazioni che si fronteggiano nel libro dal 1952 al 2001, da Wilhelm al bisnipote Markus, Ruge tesse un arazzo storico di rara intelligenza e finezza. Luisa

Il Dio delle piccole cose - Arundhati Roy

Il libro è stato associato a Cent’anni di solitudine di G.G. Marquez con cui ha in comune un modo favoloso, magico di raccontare; la "magia" del realismo di Arundhati Roy deriva sia dalla scelta del linguaggio: a volte poetico, altre volte ironico, pungente perfino sarcastico, che dalla scelta del punto di vista prevalente: quello di due bambini di sette anni, due gemelli che con i loro immensi occhi guardano, scompongono, modificano , ricostruiscono a modo loro la complicata, burrascosa realtà che li circonda. Uno sguardo "ingenuo" che vede (e osserva) cose apparentemente insignificanti - ma per loro molto significanti - che ne ignora altre - visibili al mondo degli adulti e invisibili a chi non si nutre ancora di regole e di tabù - selettivo che spiega, anche alcuni apparenti buchi e silenzi del racconto. Il romanzo, premiato col Booker Prize nel ’97, è stato tradotto in 40 lingue e pubblicato in 21 nazioni; l'autrice annoverata tra le più interessanti scrittrici contemporanee è stata accusata di corruzione della moralità pubblica indiana per i contenuti dell'opera, ma mai giudicata- Luisa

Un amore - Dino Buzzati

Quando ho iniziato a leggere Un amore, nutrivo un po’ di timore sulle reazioni del gruppo ad una lettura che a tratti può infastidire sia per il tema trattato: la prostituzione nella Milano degli anni ’60, sia per il linguaggio usato dall’autore che a tratti ho trovato fastidioso. In realtà la maggior parte ha apprezzato il romanzo (non tutti) con interpretazioni molto diverse tra loro; proseguendo l’ho trovato sicuramente un romanzo coraggioso - in cui emerge anche il Buzzati cronista di “nera” - e sincero. Attraverso una storia inventata - ma in parte autobiografica – l’autore narra, in monologhi fiume senza veli, le debolezze di un uomo, i pensieri ossessivi, la difficoltà a comunicare col mondo femminile a lui così estraneo e a comprenderne i misteri. E veniamo alla storia vissuta dai 2 protagonisti: Antonio Dorigo, 50enne, architetto rispettabile, abituato a considerare la sessualità un mero bisogno fisico, incontra Laide una ragazza vitale, sfacciata, provocante, un po’ bambina, un po’ demone che svolge il suo mestiere di prostituta con naturalezza e senza farsi scrupoli; egli si aggrappa a Laide e a ciò che ella incarna: dall’iniziale semplice attrazione fisica nasce una passione fatta di tormenti, di attese spasmodiche, di angosce, si apre per Antonio la porta dei sentimenti, dell’amore e della giovinezza mai vissuta, in una relazione di dipendenza assoluta, generata da un desiderio spasmodico della presenza di Laide, una ragazzetta da desiderare e possedere, ma del tutto estranea alla sua vita.. Egli scopre la possibilità di provare amore, fino ad allora sentimento ignorato, ma a mio parere ciò che prova non è “Amore”. Laide appare una ragazza piena di vita, inafferrabile, misteriosa, bugiarda, decisa e sdegnosa; è attratta dalla vita agiata, dalle auto di lusso e dai vestiti eleganti, è figlia del consumismo emergente ed è disposta a tutto per soddisfare i suoi capricci. Ha più vite e vorrebbe essere altro: è ballerina alla Scala, posa per le riviste di moda, offre il suo corpo come se fosse qualcosa che non le appartiene al miglior offerente, ma ci tiene a distinguersi dalle prostitute di strada o di bordello; solo quando arriva al massimo degrado getta la spugna e si riavvicina ad Antonio. Laide rappresenta anche la città con tutte le sue contraddizioni, i suoi lati oscuri; mi è piaciuto molto il passaggio dell’incontro di Antonio con Piera, l’amica di Laide, che segna una svolta nella vita di Antonio e nella sua relazione con Laide: Piera gli rivela la cruda verità riguardo a Laide senza risparmiare Antonio per la sua ingenuità e debolezza, per la sua pretesa di comprare (e possedere) non solo il corpo di Laide ma anche la sua anima, pur lasciandola fuori dalla sua vita. E’ una presa di coscienza del protagonista maschile ma anche un’ accusa nei confronti di quegli uomini che considerano le donne e ancor più le prostitute essere inferiori e mero oggetto di piacere. Se per Antonio Laide rappresenta la vitalità, la giovinezza, per Laide Antonio rappresenta un punto fermo, e alla fine un’ancora di salvezza per non perdersi completamente. Avrei voluto sentire l’opinione dei lettori uomini del gruppo, abbiamo solo quella, preziosa di Luigi. Luisa

Le braci - Sándor Márai

Racconto di sentimenti e stati d'animo, monologo interiore, romanzo introspettivo e profondo,
il romanzo seppure scritto nel '42, circa a metà della vita di Marai , è già intriso di inquietudini e pessimismo un riflesso delle esperienze vissute da Marai: aveva assistito alla dissoluzione dell'Impero austroungarico, dei valori della civiltà mitteleuropea e all'affermazione di una società borghese, nazionalista e materialista, all'avvento del nazismo e della 2° guerra mondiale. La guerra è uno dei temi importanti del romanzo: la prima che ha visto il protagonista H. come soldato a servizio della patria, la seconda ancora in corso nel '42 , che suscita profondo pessimismo riguardo al futuro.
Il romanzo offre tantissimi spunti di riflessione sul nostro modo di essere, sulla necessità di accettarsi, sulla difficoltà di mutare il nostro carattere da cui dipende il nostro destino. Ho trovato un po' pesante la seconda parte del monologo interiore di H Luisa

Una questione privata - Beppe Fenoglio

Condivido in toto le parole di Italo Calvino sul romanzo Una questione privata in particolare sul realismo con cui vengono narrate le vicende della Resistenza: i volti che incontriamo sono di persone reali più che di personaggi a partire da Milton il protagonista con i sui sentimenti, le sue passioni per la letteratura angloamericana e per l’inglese, la sua sofferenza d'animo dovuta all’atroce dubbio riguardo a Fulvia, la sua sofferenza fisica nel vivere le condizione avverse: La Resistenza è lo sfondo di una vicenda “privata”, ma è anch’essa protagonista, arricchita dalle microstorie che ogni persona incontrata da Milton svela raccontandosi. Mi ha colpito l’umanità delle persone, l’umanità di Milton nei confronti del sergente catturato, non compresai, non ammessa in guerra; l’umanità delle vecchie signore che incontra sulle colline. E’ un racconto sentito e sincero perché vissuto in prima persona. Luisa

2: Canto della pianura - Kent Haruf

Kent Haruf è stato una sorpresa: il libro mi è piaciuto abbastanza, la lettura piacevole e rilassante, ho apprezzato lo stile scarno e semplice, il racconto dei personaggi attraverso le relazioni che si instaurano nella comunità di Holt (paese immaginario che ricorda però la cittadina dove è vissuto l'autore Yuma): relazioni virtuose e relazioni viziate. I sentimenti dei personaggi sono accennati in tono sommesso, non esibiti, lasciando al lettore la possibilità di intuirli, immaginarli. Cito il dialogo tra i ragazzini Ike e Bobby e la signora Stearns e la relazione che si crea tra loro: la signora sola, malmessa, che parla di sé, poi si mette in ascolto e si rende conto che anche i ragazzi hanno i loro problemi quando le confidano che la madre è andata via di casa; li inviterà a tornare. Pur nella sua semplicità il romanzo, il primo di una trilogia tocca molte tematiche: il bullismo a scuola e il rapporto scuola /famiglia; , la demenza senile del padre di Maggie, la depressione che colpisce Ella, la madre dei ragazzini; i cicli naturali della vita che riguardano gli animali ma anche gli umani, l'importanza del senso di comunità che può salvare le persone, ma anche la violenza che può scatenarsi all'interno di essa ecc. A distanza mi è sembrato un po' troppo favolistico il quadro dei personaggi. Forse l’autore ha disegnato una comunità così come la immaginava lui. Luisa

La signora Dalloway - Virginia Woolf

Il romanzo non ha una vera trama, è un fluire di pensieri che abitano i vari personaggi; la scrittura è piuttosto raffinata e non di facile lettura, ma la descrizione dei luoghi, della natura, dei giardini di Londra e soprattutto dei protagonisti principali Clarissa e Septimus, e degli altri non meno interessanti e complessi che si intersecano.
Credo che ogni lettore abbia ritrovato qualcosa di sè nella snob tormentata ma anche luminosa Clarissa, nonché generosa (fare il bene per amore del bene) o nell'anticonformista Sally, o nel tenebroso (ma con sprazzi di luce ) Septimus o nello scanzonato, allegro ma anche etereo e insoddisfatto Peter, o nella devota e idealista Kilman; interessante il percorso di superamento dei conflitti tra l'apparire e l'essere da parte di Clarissa fino al raccoglimento e poi alla "rinascita" attraverso la morte di Septimus, "vittima sacrificale", vittima della guerra che lascia traumi indelebili, a volte insopportabili.
I temi che l'autrice affronta con ironia e leggerezza sono tanti: la solitudine di Septimus, della vecchia di fronte alla finestra, della mendicante che canta; la guerra appunto, l'insoddisfazione di Clarissa (più moglie che donna) che compensa diventando protagonista della vita mondana. I protagonisti rappresentano la salute, anche se precaria ( Clarissa) e la malattia mentale, anche se alternata a momenti di lucidità (Septimus), che sono i due aspetti contrastanti della vita tormentata di Virginia Woolf; altro tema cruciale è la separatezza di mondi paralleli: l'alta borghesia e l'aristocrazia da una parte, il mondo dei lavoratori, degli operai, scoperto per caso da Elisabeth; interessante anche l'ambientazione nell'Inghilterra imperiale di cui l'India è solo una colonia.

Non dire notte - Amos Oz

Il romanzo non mi ha coinvolto molto emotivamente, né l'ho trovato convincente, i protagonisti Theo e Noa sono pieni di ambiguità e contraddizioni, ma forse l'intento dell'autore è proprio quello di raccontare personaggi vivi, realistici. Se nella prima parte del romanzo Theo valido urbanista , ma incompreso, appare come un uomo chiuso, deluso e disilluso,(partito x il Sudamerica nel '71 sceglie di allontanarsi dalla realtà del suo paese per vivere nel presente e senza sofferenza), è remissivo nei confronti di Noa, mentre lei impiegata e insegnante a Caracas appare una donna determinata, intraprendente, intuitiva ed impulsiva; nella seconda parte mi sembra che i ruoli si invertono quasi: Noa inizialmente convinta sostenitrice del progetto suggerito da Avraham padre di Immanuel morto x droga, di fronte alle difficoltà esterne, ai dubbi di Avraham sulla fattibilità di un progetto si defila , cambia traiettoria, forse si sente impotente rispetto a problemi di cui non conosceva la grandezza, mentre Theo inizialmente contrariato (geloso di Avraham?) e scettico una volta convintosi della bontà del progetto, cerca un compromesso con la sindaca per costruire comunque qualcosa di concreto; in lui rimane una fiammella di luce. Riguardo al titolo del libro credo che Oz può riferirsi al beduino che vive di notte e nel silenzio, ma potrebbe riferirsi proprio a Theo che fino alla fine lascia uno spiraglio sul progetto, sulla possibilità di cambiare in meglio la realtà. Noa fa un percorso diverso, comunque ridimensiona i suoi sogni e si dedica a piccole azioni, a piccoli progetti, attraverso la conoscenza di Tal matura come donna (madre mancata) e come insegnante; ho apprezzato la visione laica di Oz della storia e della realtà israeliana .

La ragazza con la Leica - Helena Janeczek

E' la narrazione, che ruota intorno alla figura di Gerda, di una generazione: quella di un gruppo di ventenni ebrei tedeschi profughi dalla Germania perché militanti politici comunisti (seppure Gerda e Georg siano dissidenti rispetto alla linea dell’U.R.S.S.) a Parigi nei primi anni '30; attraverso i racconti di Ruth, Willy e Georg; ebrei seppur laici, conosciamo Gerda in tutte le sue sfumature: una giovane donna di Stoccarda di modeste origini, (la famiglia è ebrea osservante di origini polacche). Gerda è un 'eccentrica, amante della vita, di spirito indipendente, temeraria, spericolata e anche un po’spregiudicata, contrastata tra la voglia di riscatto sociale e perciò attratta dalla vita agiata e dalla moda, e la fede nei forti valori antifascisti e negli ideali di giustizia che la porteranno a lasciare il suo ricco fidanzato e scegliere Georg, e poi Robert Capa, ad usare la sua passione fotografica per denunciare e testimoniare la lotta repubblicana in Spagna, spinta dalla consapevolezza che l’Europa non aiuterà la causa e che bisogna vincere contro ll franchismo e ogni forma di fascismo.Luisa

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