VETRINE 3 VALVASSORI P.

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Come libellule fra il vento e la quiete - Paolo Lagazzi

https://www.lavitafelice.it/scheda-libro/paolo-lagazzi/come-libellule-fra-il-vento-e-la-quiete-9788893463294-614989.html
Nella lunga e complessa vicenda della scoperta dell’Oriente da parte dell’Occidente, il Giappone occupa un ruolo del tutto a sé. Radicato in regioni inafferrabili dello spirito ma tanto flessibile da assorbire con estrema rapidità e precisione usi e costumi occidentali, regno dei colori tersi e delle sfumature, della forza guerriera e della grazia, degli infiniti cerimoniali e della più profonda naturalezza, della nudità e del mistero, il Giappone sfugge a ogni descrizione semplice, univoca. Paolo Lagazzi, uno tra i più fini e originali saggisti italiani, da quarant’anni esplora il mondo nipponico, e in questo libro raccoglie le pagine migliori che ha dedicato ad esso, molte finora inedite. Il volume si articola in tre parti: nella prima Lagazzi ripercorre alcuni testi e autori cruciali della lirica giapponese antica e moderna; nella seconda esamina gli echi e i riflessi della poesia, dell’arte e della sensibilità giapponese nella poesia italiana dal tardo Ottocento fino ai nostri giorni; nella terza dialoga con tre celebri maestri della tradizione Zen (Sen no Rikyū, Sengai Gibon, Taisen Deshimaru) e con tre occidentali (Nikos Kazantzakis, Henri Cartier-Bresson, Fausto Taiten Guareschi) che di quella tradizione hanno nutrito, in modi diversi, la loro opera e la loro vita. Conclude il libro, come un brindisi ideale al Giappone, una riflessione su ciò che significa bere del “vero” sakè a Tokyo. Il quadro complessivo che queste pagine offrono dell’arte, della lirica e dell’anima giapponese, e della loro fortuna in Occidente, è tra i più poetici e limpidi, seducenti e intensi mai apparsi in Italia.

Warehouse 13. Stagione uno - [creata da Jane Espenson, D. Brent Mote]

Warehouse 13 è una serie televisiva statunitense prodotta in 5 stagioni e trasmessa in Italia tra il 2010 e il 2015.
Ibrida efficacemente i generi Science-Fiction, Fantasy e Mystery, giocando con la leggenda, la mitologia, la storia e il soprannaturale.
Per questi motivi è stata paragonata a X-Files per l'elemento misterioso e soprannaturale e accomunata alla saga di Indiana Jones per l'elemento avventuroso e la fotografia un po' retrò per i canoni estetici odierni.

La storia inizia con gli agenti Myka e Pete che vengono assegnati al Warehouse 13, un magazzino segreto costruito nel 1914 da Thomas Edison, Nikola Tesla e Maurits Cornelis Escher nel Dakota del Sud, negli Stati Uniti, dove vengono raccolti strani artefatti, reliquie misteriose e oggetti soprannaturali. Insieme al dottor Arthur "Artie" Nielsen, il custode del magazzino, vanno a caccia di nuovi oggetti da portare al sicuro nel Magazzino 13.
L'unico modo per neutralizzare la minaccia rappresentata da questi oggetti consiste nell'immergerli in una particolare e misteriosa sostanza viola o in uno speciale sacchetto antistatico.
Il Magazzino 13 è dotato anche di una prigione dove i personaggi più pericolosi vengono richiusi e trasformati in statue di bronzo - ad esempio il celebre scrittore H. G. Wells, che in Warehouse 13 è una donna e un genio del crimine ed era stata un'agente del magazzino 12.
A sovrintenderne la gestione del magazzino è una misteriosa organizzazione segreta: I Reggenti, ai quali è demandato il compito di nominare un custode e una squadra (nel tempo hanno fatto parte di una squadra anche Nikola Tesla e H.G. Wells).
Proprio la figura di H.G. Wells (autore di The Time Machine) evoca il leit motiv del viaggio nel tempo.

Anche se la storia inizia con il Magazzino 13 la narrazione si regge sull'esistenza di precedenti 12 magazzini, ospitati in varie parti del mondo. Nel corso della storia infatti il magazzino è stato trasferito nel paese o città-stato più potente in quel periodo storico.
Il primo magazzino fu costruito per volontà di Alessandro il Grande nel 336 avanti Cristo, come luogo nel quale custodire tutti quegli oggetti dotati di proprietà "magiche", troppo potenti e quindi troppo pericolosi perché potessero circolare per il mondo. Rimase nel Regno di Macedonia dal 336 al 323 a.C. Successivamente fu trasferito in Egitto, dove il Magazzino 2 acquisì per la prima volta un preciso sistema di regole, nonché i primi agenti incaricati a localizzare e catalogare gli artefatti, chiamati Reggenti. I successivi magazzini trovarono ospitalità nell'Impero Romano d'Occidente, nell'Impero Unno, nell'Impero Bizantino, nell'Impero Khmer, nell'Impero Mongolo, nel Sacro Romano Impero Germanico, nell'Impero Ottomano, nell'Impero Moghul (India) e nell'Impero Russo. Il Magazzino 12 invece fu ospitato dal 1830 al 1914 dall'Impero Britannico a Londra.
Il magazzino 14 si troverebbe in Cina dal 2014, in un luogo sconosciuto... introdotto nella narrazione alla fine dell'ultima stagione.

Il legame tra gli artefatti e le più grandi figure storiche, come le "ali di Icaro", lo "specchio di Alice" costruito da Lewis Carroll o la "penna di Edgar Allan Poe" o ancora il "braccialetto di Carlo Collodi" solletica il pubblico a cercare curiosità e aneddoti su questi oggetti e questi personaggi. Gli intrecci tra storia, arte, scienza e mistero sono molteplici.
Incontriamo la Pelle di Aspide di Cleopatra nel Magazzino 2 in Egitto; la Spada di Marco Aurelio, la Croce di Costantino il Grande e la Lira di Nerone nel Magazzino 3 in Italia, sotto la custodia dell'Impero Romano d'Occidente; il Bracciale di Remati forgiato da Gengis Khan e conservato nel Magazzino 7 sotto l'impero mongolo; la pericolosa orchidea cinese, nota per aver provocato la "malattia del sudore" mortale, nel Magazzino 8.
L'originale custode del Magazzino 9 era Paracelsus, nella finzione televisiva un folle alchimista. Nella realtà medico, alchimista, astrologo svizzero del Rinascimento, padre della iatrochimica, disciplina basata sulla cura delle malattie attraverso l'uso di sostanze minerali. Uomo misterioso e fuori dagli schemi, nei suoi vagabondaggi pare che si fosse recato anche in Russia, alla ricerca delle miniere dei Tartari, dove sarebbe stato fatto prigioniero dal Khan, che gli avrebbe svelato dei segreti. Nel 1° episodio della 5° stagione, "Terrore senza fine", Paracelsus avrebbe combinato la macchina del tempo di H.G. Wells (iniziatore a fine '800 del genere letterario fanta-scientifico), la meridiana di Tolomeo di Bitinia (matematico e astronomo greco antico), l'orologio da taschino di Karl Schwarzschild (astrofisico tedesco vissuto tra Otto e Novecento al quale è stato dedicato un cratere lunare), il telescopio di Pierre-Simon Laplace (influente scienziato del periodo napoleonico. Gli è stato dedicato un asteroide, 4628 Laplace) per viaggiare indietro nel tempo con l'intento di uccidere i reggenti e prendere il controllo del magazzino.
Si narra che anche il tentativo di Napoleone Bonaparte di invadere la Russia nel 1811-1812 fu in parte alimentato dal desiderio di strappare il controllo del Magazzino 11.
Nel 1890 i Reggenti pensarono di trasferire il Magazzino 12 da Londra in America ma un impiegato del magazzino, convinto della supremazia dell'Inghilterra, tentò di usare un missile, co-sviluppato da lui stesso con H.G. Wells e alimentato dal Corno di Joshua (un corno di ariete in grado di polverizzare le persone con il suono. Nell'opera Joshua di Handel il corno viene utilizzato durante i movimenti militari), come arma contro la Germania (paese concorrente nella corsa agli armamenti).
Durante il trasferimento dei manufatti dal Magazzino 12 in Inghilterra al Magazzino 13 in America il pirata Dan Seavey rubò alcuni artefatti tra cui la collana di esagramma universale con rubini e borchie di Aleister Crowley (esoterista e scrittore vissuto tra Otto e Novecento e considerato fondatore del moderno occultismo nonché fonte di ispirazione per il satanismo), e un frammento della pietra filosofale.
Il Magazzino 13 fu distrutto dalla bomba della Massoneria della Camera dei Comuni lasciata da Walter Sykes, ma successivamente restaurata da Artie con l'uso dell'astrolabio di Ferdinando Magellano (protagonista della prima circumnavigazione -incompiuta- del globo al quale sono state dedicate 2 galassie nane -le nubi di Magellano-).
La prima versione del Magazzino 13 era alimentata anche dall'energia eolica dei mulini a vento di Miguel de Cervantes e dalla forza sismica del santuario di Anubis (facente parte degli oggetti funerari della tomba di Tutankamon e oggi esposto al Museo Egizio del Cairo).

Un excursus che potrebbe proseguire, ma invitiamo i curiosi ad indossare i panni di Dana Scully e Indiana Jones e scovare altri indizi, curiosità... ed errori, e di aggiungere le loro recensioni!

Debiti e crediti
Diversi attori di Warehouse 13 compaiono anche nelle serie televisive Eureka e Alphas. La sostanza violacea usata per neutralizzare gli artefatti in Warehouse 13 è prodotta dalla Global Dynamics, il centro di ricerca attorno al quale è nata la città di Eureka.
Nel giugno 2011 fu pubblicato un romanzo ispirato alla serie, Warehouse 13: A Touch of Fever, scritto da Greg Cox, noto autore di libri di fantascienza tratti da serie tv (Star Trek, Alias, 4400 ecc...).
Poche settimane dopo Dynamite Comics adatta la serie tv in un fumetto in cinque numeri scritto da Ben Raab e Deric A. Hughes e disegnato da Ben Morse. La storia racconta il trasferimento della squadra in Brasile per una missione speciale: qualcuno sta usando un artefatto per spostare delle enormi porzioni di terra e creare delle buche nel terreno, seminando il panico nel bel mezzo del carnevale di Rio.

Lo staff della biblioteca Ti invita a partecipare a una CACCIA AL TESORO. Cerca nel catalogo libri, dvd e cd che parlano degli artefatti e dei personaggi storici citati nella serie e rispondi alla nostra recensione.
...e se vuoi, infine, vedere le 5 stagioni di WAREHOUSE 13, richiedile cliccando sul tasto rosso "Prenota".

Infine se vuoi divertirti cerca infinite curiosità su questo sito (in inglese):
https://warehouse13.fandom.com/wiki/Warehouse_13_Wiki

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