ALFREDO SCOTT HAMILL

Biografia

Docente di lingue straniere in pensione. Madrelingua inglese, nato negli USA. Felicemente milanese di adozione, dopo molti anni a Napoli.

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Ultime recensioni inserite

Telefono - Percival Everett

Un romanzo sui generis. All'inizio divagante, il racconto in prima persona della vita banale di un banale, anonimo professore di geologia, che parla del quotidiano noioso, framezzando con numerosi commenti su fossili ritrovati, senza apparente nesso con la storia. Il tutto deflagra però con la scoperta della grave malattia dell'amata figlia e la decisione quasi folle di seguire un indizio che potrebbe salvare la vita a delle clandestine tenute in schiavitù.

End Games - Michael Dibdin

Disappointing, not up-to-par Dibdin infortunately. A rather banal plot line, fake-Italian dialogue, stereotyped characters. This book was published the year that Dibdin sadly died and it seems to suffer from that, a lack of his usual quality. A pity, because he deserved a better testament than this. The Rat King, The Last Sherlock Holmes Story and The Dying of the Light, though, will always represent him at his very best, which was very, very good.

Nessun dove - Neil Gaiman

Fantasy, horror, sci-fi, avventura, c'è di tutto in questa storia nello stile tipico di Gaiman, ovviamente a lieto fine, sebbene non sia certo il suo lavoro migliore e c'è molto poco del solito umorismo ironico. Anche un po prolisso a volte, fin troppe lunghe descrizioni di terribili passaggi segreti, ma nel complesso un piacevole intrattenimento.

L'interprete dei malanni - Jhumpa Lahiri

Deludente. Racconti perlopiù ambientati nel piccolo mondo di un'università americana, con immigrati indiani che hanno scelto di cercare fortuna in America. Poca presa per un lettore che non sua di quel mondo. Anche il racconto più emblematico che dà il titolo al libro, sebbene migliore degli altri è comunque banalizzato e sfruttato male.

Cose da fare a Francoforte quando sei morto - Matteo Codignola

Prolisso oltre il tollerabile, con frasi frammentate di citazioni poco chiare e un divagare con commenti spesso incompresibili, insomma uno stile da fighetto della letteratura che si crede bravo e che il suo modo di vivere la sua professione sia di un interesse travolgente. . Vorrebbe essere il resoconto comico di come un editore cerca di acquisire i diritti di libri potenzialmente di successo alla Buchmesse di Francoforte e cerca di partire tipo Marakesh di Abantuono ma si impantana in una serie di racconti di ciò che passa per trattative editoriali, con continue divagazioni e commenti parentetici (solo nelle equazioni Einstein se ne trovano di più) che fanno perdere il filo già difficile da seguire. Peccato, una buona idea originale molto mal sfruttata.

Il club dei delitti del giovedì - Richard Osman

Un giallo a dir poco divagante che vuole cercare di divertire più con le eccentricità dei residenti di una casa di riposo che vigliono giocare a fare degli investigatori (tra le altre attività ingegnate per occuparli), stranezze che dopo un po' si ripetono con una certa monotonia. C'è anche un morboso ripetere della realtà di una casa di riposo, dove la morte è sempre presente, uno strano contrasto in un libro che si prefigura come un giallo divertente. In effetti vorrebbe essere una copia comica, poco riuscita, del geniale The Dying of the Light del compianto Michael Dibdin. Come giallo non rispetta neanche i canoni del genere. Infatti la soluzione del mistero è del tipo "deus ex macchina", a sorpresa senza che le avvisaglie potessero essere presagi. Poi il trucco di allungare il brodo con insinuazioni di novità che poi seguono a distanza, come in TV prima dopo la pubblicità. Per un pomeriggio sotto all'ombrellone forse può essere un discreto passatempo, ma meglio leggere il libro di Dibdin.

The Siege - Ismail Kadare

A well-written (despite the double translation from Albanian to French to English) historical novel. The story is rather simple: the Ottomans besiege a castle in Christian Albania and a series of characters tell of themselves and the battle. Supposedly a roman a' clef about Albania under the Hoxa regime, though the connection is not clear.

R: The silent patient - Alex Michaelides

Very disappointing, a poor imitation of Agatha Christie's The Murder of Roger Ackroyd. An unbelievable narrator, a plot thar frequently gets lost in useless description and pointless characters, all for the obvious purpose of creating red herrings that don't fool anyone. Even the ending, supposedly so original, is an anticlimax. Plenty of other good mysteries to read. This is at best worth a few hours under a beach umbrella!

The moor's account - Laila Lalami

An original point of view for an historical novel, but with an artificial taste. A 20th-century viewpoint, not to mention language, is mixed with a poor attempt to create the narrator's language style.

Remembering Babylon - David Malouf

Set in Australia at the beginning of the 20th century, the story centers on the encounter between settlers and a white boy who has grown up in the aborigine culture and is unable to return to his own, which in any case refuses him as an outcast. Another book about Australia trying to come to terms with its past and its treatment of the aborigines.

R: Torto marcio - Alessandro Robecchi

La serie con protagonista Carlo Monterossi è partita a razzo con "Questa non è una canzone d'amore", davvero eccezionale secondo me, per trama, intreccio e personaggi, ma i volumi seguenti non sono stati dello stesso livello. Questo qui, poi, accantona di nuovo Monterossi, che rimane sullo sfondo, incentrandosi sulle figure dei poliziotti, che pure fanno parte dello stesso mondo immaginario. Il risultato è un sapore più amaro, anche veritiero, ma più sociologico che da giallo di umore ironico, che era il marchio originale.

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