Mirko Fontemaggi

Biografia

Istruttore dei servizi di biblioteca prima in Sormani e poi in Oglio e Valvassori, mi piace condividere le opinioni sui saggi letti e soprattutto i film visti per promuoverli, scambiarli, diffonderli.

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La gaia critica - Mario Mieli

Sempre interessante immergersi nei favolosi anni della liberazione sessuale, qui poi di prima mano da uno dei protagonisti non-sopravvissuti alla mancata rivoluzione. A tratti anche spassoso, come quando a p. 73 ci descrive i corsi yogici birmani dove il sesso è bandito come la musica e vi associa anche l'estetica di Schopenhauer: la realizzazione della melodia, il ritorno alla tonica dominante, sono viste a mo' di orgasmo finale.

Il bel canto - ideato, scritto e diretto da Carlo Cotti

Un documento inutile, ripetitivo, raffazzonato tra le testimonianze LUCE, una carrellata di accozzaglie che non servono né al neofita perché nulla è spiegato e tutto è dato per scontato, né al melomane esperto che già sa e gli risulta tedioso sentire per l'ennesima volta le solite rimasticature sulla Callas. Peccato.

High School musical 3 - diretto da Kenny Ortega

È necessario che io spezzi una lancia in favore di questo terzo e ultimo episodio e finalmente di tutta la serie bistrattata dalla critica (ma non dal pubblico, almeno dagli incassi), perché rappresenta ancora bene il sogno americano, che giustifica il musical in generale come genere... A parte la bellezza degli artisti (è bello ciò che piace), a parte la loro bravura canora e coreutica (io posso valutare per esperienza solo la seconda), il film continua ad essere divertente, coinvolgente, ben doppiato soprattutto dal tremolante Aquilone, fa dei richiami ironici a Chorus line, all'Attimo fuggente, anzi dirò di più: il calo qualitativo del secondo episodio si giustifica col terzo, le caratterizzazioni dei personaggi hanno un loro senso, il cerchio si chiude in gloria, vince l'amore ovviamente e la tesi esposta dal primo film e offuscata e corrotta nell'antitesi del secondo si metamorfosizza nella sintesi del terzo. La dichiarazione davanti a tutti, l'urlo da solo (ma non solo) sono solo due scene memorabili... ma è proprio l'insistere sugli addii, sulle ultime cose (un'escatologia di famiglia, di gruppo) a renderlo forse speciale. Il marziano che lo vedrà fra cinquemila anni si farà l'idea di quanto fossimo felici... Evviva!

Ballate popolari europee - Giordano Dall'Armellina

Ci sono libri molto speciali e degli eruditi eccezionali: questo kit ne è una testimonianza. Valga per tutte l'acribia con la quale è stata ricercata la genesi di Bella ciao nella cultura musicale e poetica europea e non solo, visto che i turchi la vorrebbero far propria (pagine 65-70). Il tutto corredato da 4 fantastici CD con indice per collegarne i commenti all'interno del libro.

Lunana: il villaggio alla fine del mondo - un film di Pawo Choynging Dorji

Pronti per un bel viaggio e una profonda emozione? Gli ingredienti sono pochi, ridotti all'osso di uno yak smagrito, verrebbe da dire... Niente cellulari, niente elettricità, zaino in spalla, forse un po' di freddo, molto vento, lingue e sonorità stranianti, remote... Vi consiglio anche, per una volta, un paio di speciali allegati: il messaggio del regista, semplice e immediato, che invita a vedere il suo film e ringrazia i distributori italiani, e il mondo dei doppiatori retrostanti, Andrea Oldani in primis, i bambini, il mixer, la direttrice, con riflessioni estetiche di prim'ordine. Lasciatevi andare, è breve, intenso, quasi vien voglia di non andarci, in Bhutan, per non rovinare quell'incantesimo.

Prima di domani - diretto da Ry Russo-Young

Come mai vanno così di moda i groundhog days? È il quarto che vedo. Semplicemente perché piacciono le variazioni, è il tema delle VARIAZIONI. È l'apoteosi del soggettivismo perché il punto di vista è sempre del protagonista, tutto il resto del mondo è un accessorio che non conta, sono quinte teatrali che si è sempre tentati di voler infrangere per vedere cosa ci sta dietro, a costo di distruggere e annientare tutto e tutti. E a parte piccoli dettagli, la storia, le storie si ripetono continuamente uguali. C'est la vie! La velleità di questo progetto filmico, come di molti simili sugli anelli temporali (a parte, direi, le 12 scimmie), è squisitamente pedagogica: trasformare un'oca in una ragazza normale. Ci si riuscirà, ovviamente con un atto sacrificale (come in Donnie Darko). E fa capolino la teoria del suicidio di Schopenhauer: Tu non vuoi morire, vuoi solo smettere di soffrire. Ne ho trovato una recensione interessante iscrivendomi alla mailing list di Filmatrix.
https://www.filmatrix.it/5-lezioni-spirituali-terrene-dal-film-domani/?vgo_ee=Xj5VNhLcGhAqyEPFmd4%2F6n8DZRoT6RWDveJPNTF3VYn%2BcSTdX3e9W9Ci%3AvXZOBg2cPcpjhryBQLCCuVCYmluKe7GR

Un eroe - un film di Asghar Farhadi

Vedere come vivono in Iran è sempre interessante, mi solleva sempre il morale: quanto sono fortunato a vivere in Europa, in Italia, oggi! Il fatalismo di Allah è strisciante dappertutto oltre al maschilismo, ma questo è risaputo. Piuttosto le scene lunghissime sfiancanti alla Tarkovskij sono molto pesanti da sopportare: un produttore hollywoodiano avrebbe tagliato abbondantemente questi 122 minuti! Secondo me non ha molto senso filmare tutti i gradini di una salita a piedi, non c'entra con il profilo psicologico del protagonista, in parte c'entra col mio tentativo di capire dove vuole portarmi il regista ma tutto naufraga in un desolante nichilismo estetico. Tutti hanno problemi di soldi, sono ricattati per soldi, vendono (poiché comprarono) oro: per carità, sono problemi importanti, ma è come se vivessero a metà tra un eterno medioevo islamico lastricato di tappeti e un futuro ipertecnologico (social, telefonini, tablet, pos) cui non riescono pienamente ad arrivare, a metabolizzare. Vagamente ho apprezzato l'inquietudine di non saper bene dove sta la verità, dove sono i confini morali, giuridici e sociali degli intrichi famigliari e carcerari cui assistiamo, ma tutto sommato è un film negativo che lascia molto amaro in bocca, soprattutto per la scarsa umiltà del protagonista, il suo essere ripetutamente così facinoroso. E ogni tanto spunta una perla di saggezza: "Nulla è giusto a questo mondo".

Re: 1917 - regia di Sam Mendes

Concordo, sono tutti dei bei piani sequenza lunghissimi, come avrà fatto a girarli?! Thomas Newman è sempre lui coi violoncelli, ma interessanti sono anche i battiti ansiogeni della prima parte "Up the down trench" con le tabla! Il vibrafono è onirico. Alla fine nelle guerre si diventa tutti nemici contro tutti anche all'interno dello stesso schieramento.

Va' e uccidi - regia di John Frankenheimer

Un bel matricidio ogni tanto non guasta! Di Angela Lansbury non si può ripetere l'adagio: non invecchia mai, perché non è mai cambiata, nel 1962 era già la signora che avremmo conosciuto con i telefilm gialli successivi. Musiche dell'ancora vivente Amram alla Hindemith, più l'immancabile Sousa al posto giusto in scene tese e inquietanti che anticipano l'omicidio Kennedy, direbbe Filmatrix.

SpaceCamp - directed by Harry Winer

Attenzione! Achtung! L'unica copia di questo film è in inglese! Con sottotitoli in inglese... Detto ciò e siccome la sceneggiatura non è certo complicata, si può vedere benissimo e ad esempio beccarsi un Joaquin Phoenix bambino e un bellissimo Tate Donovan "all american boy". Certo, semplice negli effetti e infantile nella storia, ma con musiche di John Williams. Purtroppo è stata una produzione sfortunata: questi precoci sogni spaziali incalzanti (con tanto di base orbitante) si sono infranti con la contemporanea tragedia dello Shuttle dell'86.

Ennio - un film di Giuseppe Tornatore

Il trombista diventa un compositore di colonne sonore e poi viene incoronato compositore classico tout court: l'ascesa di un genio discreto, cattolico, fedele come un piccione alla sua musa, che descrive una parabola che va da Frescobaldi a Petrassi.

La Sinfonia 3

Nietzsche è impegnativo leggerlo, figuriamoci trasporlo in musica! Strauss ci prova iniziando con un dubitativo Credo gregoriano addirittura (Di coloro che abitano l'altrove del mondo), per continuare con il tema della Natura (Del grande desiderio), la tensione dell'uomo (Delle gioie e delle passioni), violino solo nel Canto funebre, espressivo cupissimo Della scienza, il convalescente si rialza "perché imparino ad ascoltare anche i sepolcri", un valzer viennese (Il canto della danza), fino al Canto del viandante notturno, una luce di pace raggiunta.

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