Mirko Fontemaggi

Biografia

Istruttore dei servizi di biblioteca prima in Sormani e poi in Oglio e Valvassori, mi piace condividere le opinioni sui saggi letti e soprattutto i film visti per promuoverli, scambiarli, diffonderli.

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Ultime recensioni inserite

The end of the tour - directed by James Ponsoldt

Film di soli dialoghi serrati, ho fatto fatica a seguirli tutti, pur interessanti che fossero. Riccardo Chiaradonna nel suo "Vivere la conoscenza", vol. 3A: da Schopenhauer a Wittgenstein (Milano : Mondadori, 2022), a p. 94 mi ricorda un passaggio sfuggitomi nella logorrea: “Potrebbe essere quello che un tempo si chiamava una crisi spirituale o qualcosa del genere. È il sentimento che ogni assioma della tua vita risulti falso, che non ci sia nulla e che tu non sia nulla e che tutta la tua vita non sia nient’altro che un’illusione. E che tu sia meglio di chiunque altro perché vedi che si tratta di un’illusione, e al tempo stesso, che tu sia peggio perché, rendendotene conto, non riesci a funzionare”.

Nomadland - scritto, diretto e montato da Chloé Zhao

Colpito e affondato! Una riflessione sulla morte, sulla natura, sulla natura delle cose, l'abbandono, la perdita, gli affetti veri, la ricerca della propria identità, non ultimo: il lavoro. Einaudi non mi è mai piaciuto e resta debole anche qui, si poteva scegliere di meglio. Frances è perfetta. Ennesimo film sugli americani e il loro amore per la poesia oltre che per la natura: sembra che ancora sopravvivano spazi di wilderness, cosa che in Europa e soprattutto in Italia, vista la densità di abitanti o l'invadenza di controlli legalisti, è sempre più impossibile. "Non perdere tempo", "siamo plasma delle stelle".

Sgomento - diretto da Max Ophüls

Certo che noi oggi facciamo inutili tagli di montaggio ovunque per ravvivare l'attenzione mentre all'epoca c'era la ricerca inversa con piani sequenza il più lunghi possibile. Un po' melodrammatico (Mereghetti) ma classico noir godibile.

L'ombra del dubbio - directed by Alfred Hitchcock

Tante vedove, anche quella di Lehár, in un rovesciamento axiologico inquietante. Forse non sarà il capolavoro assoluto di cui parla il Morandini né grigio come dice il Gosetti né il Male come dice il Simonelli, io penso piuttosto alla follia come malattia ahimè... Il doppiaggio è molto... strano, peccato!

Mario Dal Pra nella "scuola di Milano" - a cura di Fabio Minazzi

Miniera di ricordi e di impressioni da Dal Pra a tutta la Scuola di Milano, prima e dopo Martinetti. Non possono che risultare balsamiche le testimonianze di Paolo Farina: "Alla prima domanda su Schopenhauer m'impappinai letteralmente... Capii subito che Dal Pra non mi stava facendo la lezione ma che mi stava guidando ed attendeva paziente la mia reazione... Era interessato a saggiare ciò che sapevo e come lo sapevo, non a registrare le mie debolezze".

Satyricon di Polidoro - un film di Gian Luigi Polidoro

Non sarà Fellini ma è altrettanto meritevole di essere visto e ricordato. In più punti l'ho collegato al Senso della vita dei Monty Python: la fobia del sesso, la morte e l'esplosione per indigestione. Don Backy era bellissimo e c'era tutta un'atmosfera sessualmente disinvolta propria della rivoluzione sessuale ahimè abortita.

Sorry we missed you - un film diretto da Ken Loach

Un bel film negativo della serie non c'è fine al peggio... Sostanzialmente ha sbagliato lavoro. Newcastle upon Time è la metafora di tutta l'Inghilterra. Di certo Loach non punta il dito contro il mantenimento di due figli, non solo economico ma energetico, emotivo, però sfugge ormai di mano l'alienazione cibernetica: come dialogare? Fenton assente.

Nymph()maniac - scritto e diretto da Lars von Trier

Ebbene sì, sono esausto, ma è un capolavoro da godersi in immagini, musica, interpretazioni (è solo in inglese con sottotitoli in italiano)! Dal feto in avanti, è una carrellata pansessualista non tanto per épater le bourgeois... ormai siamo in una fase in cui il borghese si scandalizza per dover essere scandalizzato, ma ormai le cose che vediamo sono di un'assoluta normalità, anzi il regista ce ne risparmia, ad esempio manca la coprofilia... Da Bach a Franck passando per Mozart Haendel e Wagner, è un balsamo per le orecchie, un divertimento per gli occhi e un allenamento per la ragione, un ping pong virtuosistico tra i due protagonisti, utile a riflettere sulla cancel culture, ad esempio, o sul labile confine tra misticismo e satanismo, insomma è un'enciclopedia universale che agognerebbe a un sequel del tipo Sexophobia à la recherche de Marcel...

Domani si balla! - un film di Maurizio Nichetti

È sempre piacevole godersi un Nichetti classico e riassaporare gli anni '80 e la Milano che non c'è più, anzi mettiamoci anche Pieve Emanuele e Quarto Cagnino... Certo, l'originalità scema ed è tutto cosparso di scopiazzature slapstick da Fantozzi o Stanlio & Ollio, ma qualche scena memorabile rimane, come una scottante caffettiera o i muri sottili! Un refrain è: basta parole, vincono le immagini, senz'altro. E poi c'è la Melato, c'è lo Stoppa, ci sono gli alieni in un mondo di pazzi!

R: Soul - regia di Pete Docter

Spezzo una lancia in favore del capolavoro. Certo, un cartone per adulti, i bambini potranno afferrare la bellezza delle immagini o delle musiche ma non le sfumature sui quanti o le battute sui problemi finanziari delle biblioteche pubbliche... "La melodia è una scusa per far emergere il tuo vero io": interessante definizione del jazz.

Piazze in Lombardia - \fotografie di! Piero Orlandi

Le foto in realtà non sono un granché, anzi sono proprio brutte, per la maggior parte tagliate male dall'autore o dall'editore, campanili sempre monchi, dettagli inutili o ributtanti, ombre a gogò. I testi sono barocchi, quasi divertenti nella loro ingenuità. L'apice forse più rappresentativo è il tombino comasco della foto 51.

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