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Il demonio - un film di Brunello Rondi

Ci sarebbero libri interi da scrivere, su un film come "Il demonio" di Brunello Rondi.
Noto come uno dei primi horror italiani, nel 1963 troviamo già la scena della camminata da ragno resa celebre da "L'esorcista" 10 anni più tardi.
Daliah Lavi è Purificata, contadina povera e ignorante in un paese di ignoranti. Ama un uomo che la ripudia perché è una "strega", che urla di notte e sente le voci. Purificata gli lancia una fattura. Il padre la prende a cinghiate, il paese cerca di esorcizzarla e allontanarla, un pastore per violentarla la lega. Ma lei torna per amore, e non finirà bene. Evidenti le analogie con "Non si sevizia un paperino" in questo film che dice tutto sul pregiudizio e sulla condizione femminile di nemmeno troppo tempo fa.
La Lavi è bellissima, intensamente tragica, e sono meravigliosi i paesaggi della Basilicata.
All'epoca bollato come pornografico, questo è un film profondamente tragico, e di horror c'è solo il pregiudizio.

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