Lavorando prima come maestro e poi come dirigente scolastico mi sono accorto che quasi tutti i bimbi e le bimbe d’Europa o delle famiglie ricche del Sud del Mondo hanno riconosciuti i diritti stabiliti dalla Carta Internazionale dei diritti dell’Infanzia (istruzione, salute, gioco…). Ma agli stessi sono pressoché negati quelli che io definisco “diritti naturali”.

Diritto all'ozio, agli odori, al dialogo, alla strada, al selvaggio, a un buon inizio, al silenzio, alle sfumature, a sporcarsi e a usare le mani.
È questo il decalogo di Gianfranco Zavalloni rivolto al mondo dei piccoli, che interroga anche, se non soprattutto, i grandi.

I suoi diritti naturali integrano quelli fondamentali stabiliti dall'ONU e pensano soprattutto ai bambini e alle bambine che vivono nelle città, privati dei piaceri e delle libertà che derivano da un contatto più stretto con la natura e da stili di vita più lenti, semplici, aperti. Naturali, appunto.
Il manifesto intende far recuperare loro il diritto al naso, all'ascolto silenzioso, a cogliere le sfumature, al tempo non programmato, a mettere le mani nella terra e usare attrezzi, vivere le strade e le piazze come scoprire posti selvaggi, lasciati al loro stato naturale.

 

I nostri consigli di lettura? 5 libri per ogni diritto, per pensare a quanto abbiamo, a quanto ci manca e alle libertà che possiamo riprenderci.

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1. diritto all'OZIO

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2. diritto a SPORCARSI

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3. diritto agli ODORI

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4. diritto al DIALOGO

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5. diritto a USARE LE MANI

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6. diritto a un BUON INIZIO

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7. diritto alla STRADA

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8. diritto al SELVAGGIO

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9. diritto al SILENZIO

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10. diritto alle SFUMATURE